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Ricordando SIMONE CAMILLI

di Nuccio Fava


:: Politica

Lun 18 Agosto 2014 - 20:55


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E' morto facendo il suo mestiere sul campo di guerra, Simone Camilli, giovane reporter che aveva scelto la missione di documentare drammi e crudeltà che quotidianamente colpiscono uomini e donne, bambini e abitazioni, ospedali e scuole nelle aree del mondo.
Non era superficiale e avventuroso Simone,al contrario attento e preciso sino alla pignoleria. Attitudini apprese dal padre Pierluigi, per anni alla redazione cronaca del TG1, poi vice-direttore unico alle testate giornalistiche regionali della Rai. Simone si è però costruito il suo percorso personale tutto da solo senza raccomandazioni di sorta. Ha impostato la sua professionalità in modo nuovo, usando in proprio la telecamera e corredando le immagini col suo commento sempre essenziale,senza esibirsi mai dinnazi alle telecamere: contavano le scene,le persone,le distruzioni e i combattimenti che riusciva a documentare con efficacia nelle zone più difficili. Fino all'ultimo all'interno di questa dannata guerra di Gaza: è saltato in aria mentre filmava le operazioni per disinnescare una mina in uno dei tanti quartieri feriti a morte..
Avrebbe forse potuto scegliere di starsene al sicuro in una delle tante redazioni centrali e periferiche della Rai, sfruttando magari il cognome famoso del padre, come accade molto spesso,anche nella carta stampata. Simone Camilli era invece interessato ad un giornalismo diverso, che non si accontentasse di starsene dietro una scrivania o davanti ad una telecamera a raccontare l'ultima agenzia o a intervistare l'esperto di turno.
In questo senso tragicamente la sua morte non è una sorpresa. Esemplare è stato il breve ricordo del padre Pierluigi:questa vita Simone l'aveva scelta fin da ragazzo. Il nostro animo è provato,andiamo a Gaza a prendercelo e ce lo riportiamo a casa.
Il padre di Simone, lasciata la Rai, è sindaco di Pitigliano, uno splendido centro del grossetano sulla strada verso Orbetello e l'Argentario. In modo e circostanze molto diverse padre e figlio hanno risposto alla stessa vocazione ad una concezione del giornalismo non disgiunta dall'impegno etico-civile ad una responsabilità esigente e più ampia, per un servizio di maturazione e di crescita di valori più alti e condivisi in tutta la comunità.
In un momento così doloroso e drammatico può aiutare - noi giornalisti per primi - a comprendere meglio la funzione irrinunciabile dell'informazione per lo sviluppo di società pacificate più libere e giuste. Anche a costo della vita. Simone nel profondo viveva fortemente questa motivazione nel suo lavoro, per essa è caduto sul campo facendoci sentire la nostra povertà e spingendoci ad essere migliori. Era così per gli eroi delle guerre antiche, lo è ancora per i martiri e i testimoni di quelle contemporanee.



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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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