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Affluenza record al Merano WineFestival, la kermesse enogastronomica più glamour in Italia e nel mondo

Tra i numerosi ospiti illustri, Franco Pepe, il miglior ‘pizzaiuolo’ del mondo

di Toni Saracino e Luca Rossi


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 19 Novembre 2018 - 23:25


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Merano, novembre 2018. La 27esima edizione del Merano WineFestival (9/13 novembre) ha chiuso i battenti registrando la presenza di oltre 11.000 persone (quasi il 9% in più rispetto alla scorsa edizione) tra addetti ai lavori, giornalisti e appassionati tout court. L’edizione di quest’anno ha presentato, nell’elegante scenario del Kurhaus, la Official Selection con oltre 950 case vitivinicole tra le migliori in Italia e nel mondo e più di 120 artigiani del gusto. L’affluenza maggiore si è registrata nelle giornate di sabato, domenica e lunedì.

Il WineFestival di Merano è il punto di incontro e riferimento per gli operatori del settore, dai produttori agli opinionisti ai consumatori oltre che una delle più esclusive manifestazioni dedicate alla enogastronomia che di anno in anno accresce la propria accattivante dimensione nell’eccellenza internazionale.

La selezione suddivisa in aree. Bio&dynamica, PIWI, Wine Italia, Rosè - Vino in Futuro, Vino in Vulcano, Extremis, New Entries, The WineHunter Area, Wine International, Grands Crus de Bordeaux, Catwalk Champagne, Le eccellenze della Culinaria, Gourmet Arena - Spirits Experience, GourmetArena The Official Selection, Beerpassion, Extrawine, Aquavitae, Consortium & Territorium The Circle – People, Lands, Experiences.

La manifestazione ha raggiunto l’apice con la premiazione dell’Award Platinum, il massimo riconoscimento assegnato dal WineHunter Helmuth Köcher nelle categorie Wine, Wine Ante 2010, Culinaria, Aquavitae e attraverso la guida The WineHunter Award consultabile gratuitamente sul sito award.winehunter.it.

Wine. I WineHunter Award sono andati a Castelfeder 2015 Pinot Nero Burgum Novum Alto Adige – Südtirol Riserva DOC, Kellerei Tramin 2015 Terminum Gewürztraminer Vendemmia Tardiva Alto Adige – Südtirol DOC, Marisa Cuomo 2016 Furore Fiorduva Costa D’Amalfi Bianco DOC, Renato Keber 2013 Friulano Zegla Collio Riserva DOC, Bellavista 2011 Vittorio Moretti Franciacorta DOCG, Di Majo Norante 2014 Don Luigi Molise Rosso DOC, Poderi Luigi Einaudi 2013 Luigi Einaudi Langhe Rosso DOC, Rocche dei Manzoni 2013 Bricco San Pietro Vigna D’La Roul Barolo DOCG, Renato Ratti 2014 Marcenasco Barolo DOCG, Domenico Clerico 2014 Ciabot Mentin Barolo DOCG, Pelissero 2015 Vanotu Barbaresco DOCG, Argiolas 2014 Turriga Sardegna Rosso IGT, Donnafugata 2016 Ben Ryé Pantelleria DOC, Tenuta di Artimino 2011 Occhio Di Pernice Carmignano Vin Santo DOC, Castiglion Del Bosco 2012 Millecento Brunello di Montalcino Riserva DOCG, Monteverro 2014 Monteverro Toscana Rosso IGT, Avignonesi 2015 Desiderio Toscana IGT, Fontodi Flaccianello Della Pieve Colli Toscana Centrale IGT, Le Macchiole 2015 Palco Rosso Toscana IGT, Ricasoli 2015 Casalferro Toscana Rosso IGT, Ornellaia 2015 Ornellaia Bolgheri Rosso Superiore DOC, Castello di Fonterutoli 2016 Siepi Toscana IGT, San Leonardo 2013 San Leonardo Vigneti Delle Dolomiti IGT, Masi Agricola 2012 Riserva Di Costasera Amarone Della Valpolicella DOCG, Carlo Ferragù, 2013 Amarone Valpolicella DOCG.

 

Wine Ante 2010. Sono stati premiati: Kellerei Terlan 2005 Rarità Pinot Bianco Alto Adige – Südtirol DOC, Ca’ Del Bosco 2009 Dosage Zéro Noir Franciacorta DOCG, Parusso Armando 2009 Bussia Barolo Riserva DOCG, Capezzana 2008 Villa Di Capezzana Carmignano DOCG, Letrari 2008 976 Riserva Del Fondatore Trento DOC, Maso Martis 2008 Madame Martis Brut Riserva Trento DOC, Abate Nero 2008 Cuvée Dell’Abate Brut Riserva Trento DOC, De Buris 2008 De Buris Amarone Della Valpolicella Classico Riserva DOCG, Zymé 2009 Harlequin Veneto Rosso IGP.

Sezione AquaVitae. I premi sono andati a: Distilleria Marzadro Espressioni Solera, Distilleria Sibona Grappa XD, Leardini Liquori Artigianali Ariminum, Nonino Distillatori in Friuli Grappa Nonino 41° in Barriques 12 mesi, Roner Distillerie Grappa Weissburgunder invecchiata.

Carne e salumi. La Bottega di Adò, Lardo di Colonnata. Dolci e cioccolato: Black Sheep Pasticceria di Alta Qualità Bio, Raw e Vegan Green Raw Energy. Funghi e Tartufi: Elite Tartufi Miele Biologico di Acacia al Tartufo Bianco Pregiato Scagliato. Olio, Aceto e Condimenti: Acetaia BG Villa Bisini Gambetti Aceto Balsamico di Modena IGP Invecchiato “Oro”, Acetaia Giusti Aceto Balsamico di Modena IGP 4 Medaglie d’Oro IV Centenario, Oleificio F.lli Punzo Olio E.V.O. Vesuviano. Pasta, riso e cereali: Regina dei Sibillini Spaghetti Senatore Cappelli. Prodotti ittici: Euromar di Silvano Carso Pietro, Selezione Filetti di Acciughe; Upstream Italiana, Upstream salmone affumicato. Prodotti Lattiero Caseari: Caseificio Ponte Molinello Mozzarella di Bufala.

Nell’area della GourmetArena dedicata alla Campania, erano presenti vini di eccellenza dal Vesuvio ai Campi Flegrei, dal Falerno del Massico all’Asprinio di Aversa, dal Taurasi ai vini del Sannio, Irpinia, i vini vulcanici e vini del Cilento, ma anche prodotti agroalimentari come la pizza e la pasta di Gragnano Dop declinata nelle diverse tipologie di pomodori della Campania. Qui, nell’Arena, sono stati diversi i personaggi famosi. La scena se la sono presa di diritto gli chef Antonio Tubelli e Daniele Luongo, e i pizzaioli Gino Sorbillo, Franco Pepe e Salvatore Salvo, la cui arte è oggi patrimonio immateriale Unesco.

Uno dei momenti più emozionanti del festival è stata l’esibizione di Franco Pepe che ha proposto agli ospiti della GourmetArena due magnifiche interpretazioni di pizza fritta: una con pomodoro, alici di Cetara e limone della Costiera Amalfitana; l’altra, dedicata al Merano WineFestival, con riduzione di Pallagrello, crema di mela Annurca, miele Caiazzano e Conciato Romano.

Franco Pepe è, secondo gli organizzatori di 50 Top Pizza (Luciano Pignataro, Barbara Guerra e Albert Sapere) il miglior pizzaiolo al mondo. Il suo Pepe in Grani, splendido locale ricavato tra i caratteristici vicoli del centro storico di Caiazzo, in provincia di Caserta, è da anni meta di appassionati e gourmet. La sua ultima idea “Autenthica”, pizzeria nella pizzeria, permette a Franco di avere un contatto intimo con gli ospiti. Un tavolo per 8 persone, un banco di lavoro per il pizzaiolo e un forno. Un ambiente semplice “per ritrovare me stesso, e il mestiere che torna a essere protagonista”, ci confida Pepe, ove l’umile maestro crea pizze spesso solo per quella tavolata, pizze che non sono mai state realizzate prima e che non finiranno nel menù di Pepe in Grani.

“Autenthica” esprime l’animo di ricercatore di Franco Pepe e in particolare lo studio continuo di lieviti e farine, la ricerca di materie prime locali ed eccellenti in un continuo scambio di informazioni con chiunque possa arricchire la sua esperienza al servizio della sua impagabile inarrivabile pizza. Tornare o visitare per la prima volta Caiazzo per gustare ancora la Margherita sbagliata, Il sole nel piatto, la Nera casertana o il Piennolo è viaggio indispensabile.

 

Tra i panettoni in rassegna, ne abbiamo assaggiati dieci e il più convincente è sembrato il Panettone Artigianale Malafronte per realizzare il quale sono state necessarie 80 ore tra lievitazione e stagionatura. Tra le altre varianti presenti al festival abbiamo degustato il panettone al sidro e mele e quello allo zenzero e albicocca.

Tra le novità della GourmetArena grande successo di affluenza si è registrato alla Spirits Experience Area, dedicata al mondo della mixology con cocktail bar, tasting e seminari tematici. Seguitissima la Varnelli 150esima Trophy Cocktail Competition: la Distilleria Varnelli ha celebrato i suoi 150 anni di attività con un cocktail show interpretato da una rappresentanza della nuova generazione di bartender italiani.

Wine International

Le cantine della selezione Wine Italia sono state affiancate, nella Sezione Wine International, da produttori provenienti da Argentina, Austria, Francia, Germania, Romania, Slovenia, Spagna e Svizzera.

Tra i produttori di champagne, Les Domaines Jeeper, Champagne Lepreux - Penet, Champagne Huguenot – Tassin, Domanine Paul Mas, Champagne Gardet. In questa sezione abbiamo apprezzato l’equilibrio, la rotondità e l’eleganza dei vini di Joseph Perrier, la Cuvée Royale Blanc des Blancs, la Cuvée Royale Brut Vintage del 2008.

Tra le case produttrici di Riesling, forte la presenza delle aziende tedesche tra le quali Weingut Dr. Fischer, Weingut Sorentberg, Weingut Julius Treis, Bremer Weingut, Bender Weine, Classisches Weingut Hoffranzen. Una citazione particolare va ai vini di Weingut S.A. Prum.

Abbiamo inoltre degustato i vini delle aziende austriache e per la prima volta quelli argentini (Enemigo Wines, Vallisto, Vinos de Potrero, Vinos de la Luz) prodotti molto spesso oltre i 2000 metri di altezza. Particolarmente convincente lo Antes Andes Valles Calchaquies 2015 di Matervini.

Tra gli Château, particolarmente interessanti i vini di Domaine de Chevalier, Chateau Le Tour Figeac e Chateau la Cabanne. Splendido lo Chateau Gruaud Larose 2001 dell’azienda omonima.

Wine Italia

Nel percorso attraverso i territori italiani, particolare successo ha avuto Extremis, la sezione dedicata alla viticoltura eroica, portata avanti da coraggiosi produttori che operano in condizioni di straordinaria difficoltà, su territori particolarmente impervi, di natura vulcanica, calcarea o rocciosa.

Tra i vini presenti in quest’area abbiamo selezionato l’Es di Gianfranco Fino. L’azienda, che nasce nel 2004 con l’acquisto di un piccolo vigneto in agro di Manduria, possiede oggi circa 14,5 di vigne vecchie da 50 a 90 anni, allevate ad alberello pugliese, in grado di produrre vini di grande personalità e con una forte identità territoriale. L’Es, primitivo di Manduria Doc, richiama il termine con il quale Freud identifica il nostro inconscio o meglio l’istinto e la passione sfrenata verso qualcosa. Non c’è nome più adatto per identificare questo vino in quanto l’istinto e la passione sono proprio i due elementi che ne hanno favorito la realizzazione. Le uve sono vendemmiate generalmente a fine agosto e la macerazione avviene in acciaio. Dopo la svinatura il vino passa nove messi in barriques di rovere francese metà nuove e metà di secondo passaggio per venir poi imbottigliato. Simona Natale (moglie di Gianfranco) ci ha fatto degustare cinque splendide annate 2016, 2015, 2013, 2012 e in anteprima assoluta l’annata 2017. L’Es è strutturato, solido e potente, e allo stesso tempo moderatamente tannico, equilibrato e armonico.

L’Es, nell’annata 2014, è stato considerato il miglior vino rosso d’Italia in base ai giudizi riportati nelle guide del vino italiano più importanti: Vini d’Italia “Gambero Rosso” con i “Tre Bicchieri”; Vini d’Italia de “L’Espresso” con le “Cinque Bottiglie”; “I Vini di Veronelli” con le “Tre Stelle, “Duemilavini” di Ais/Bibenda con i “Cinque Grappoli”, l’“Annuario dei migliori vini italiani” di Luca Maroni con i vini alto indice di piacevolezza, e la guida di Slow Food, “Slow Wine” con i “Grandi Vini”

Altra azienda cui abbiamo dedicato attenzione è stata la Fazio che da quattro generazioni interpreta con passione e dedizione l'arte della viticoltura e della vinificazione, ubicata nel comune di Erice nel quadrante nord occidentale della provincia di Trapani. I vigneti di proprietà sono stati impiantati tra i 250 e i 600 metri di altitudine valutando accuratamente l'esposizione e la composizione dei terreni. Il clima fresco e ventilato, la presenza di rilievi montuosi e la relativa vicinanza del mare conferiscono al territorio della Erice Doc caratteristiche uniche ed esclusive. La particolare conformazione geologica dei terreni dona alle uve profumi, freschezza e sapidità sostenuta da una buona acidità. Insieme a Giulio Iannilli abbiamo degustato il Pietra Sacra Rosso Riserva in sei annate, 2011, 2010, 2009, 2008, 2007 e in anteprima assoluta l’annata 2013. Il vino è prodotto con uve Nero d’Avola provenienti dai migliori cru della Doc Erice e affinato in barrique di Allier-Tronçaise per ventiquattro mesi e un anno in bottiglia e ha struttura ricca, concentrata, matura ed evoluta e caratterizzata da profumi intensi e persistenti.

Una piccola tappa ce la siamo concessa in Sardegna da Su’Entu ove abbiamo assaggiato la splendida Bovale Marmilla e il magnifico Cannonau di Sardegna entrambi 2016 e da Argiolas ove non poteva mancare il Turriga 2014.

Longevity vintage collection

Abbiamo assaggiato tra gli altri il Barolo Sori Ginestra 2005 Conterno Fantino, il Barolo Cerretta 2007 Schiavenza, il Barolo Gabutti 1998 Giovanni Sordo, il Barolo Parej 1998 Icardi, il Barbaresco Riserva Santo Stefano 2007 Castello di Neive, la Barbera d’Alba Piani 2006 di Pellissero, il Roero Sudisfà 2004 di Negro Angelo e Figli, l’Arbris Ros Isonzo del Fiuli Pignolo 2007 di Borgo San Daniele, il Lis Venezia Giulia 2006 di Lis Neris, il Pignolo Friuli Colli Orientali 2001 di Eugenio Collavini, lo Chardonnay 2002 di Alessio Dorigo, il Refosco dal Peduncolo Rosso Myò Vigneti di Spessa Colli Orientali del Friuli 2015 di Zorzettig, lo Schiopettino Colli Orientali del Friuli 2014 di Villa Petrussa, il Rosso Riserva del Castello Collio 2005 del Castello di Spessa, il Sagredo Rosso Venezia Giulia 1999 di Castelvecchio, l’Ultimo Friulano Rive Alte Friuli Isonzo 2015 di Bracco1881. Splendidi il San Leonardo 2001, il Piaggia Carmignano Riserva 2005 e il Montevertine Toscana Rosso 1992 delle aziende omonime. Il vino più vecchio degustato è stato il Barolo Riserva 1990 di Marchesi di Barolo.

 

Le luci del Kurhaus si accenderanno nuovamente sulla più glamour Kermesse enograstronomica mondiale l’8 novembre 2019 per cinque giorni di esperienze indimenticabili.

 

Foto 1 Barolo riserva Marchesi di Barolo

Foto 2 Franco Pepe

Foto 3 Simona Natale

Foto 4 Tannico e il suo Double Decke

 


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