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Il poeta Abai Kunanbaev fondatore della letteratura kazaka

Nonostante la serata uggiosa, a Milano il bar in centro ha fatto da cornice festosa a struggenti rievocazioni

di Antonino Di Stefano


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Lun 12 Novembre 2018 - 23:19


Immagine Principale

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Milano - Sacrificio, studio, passione ed impegno: la ricetta del successo è sempre questa. Caratteristiche che hanno messo in campo Tatyana Vitsinskaya e Violetta Svatnykh. Tatiana, primadonna dell’Opera di Astana, Kazakstan, è una mezzosoprano ormai affermata, che si esibisce nei principali teatri europei. L’abbiamo incontrata a Milano, insieme con Violetta, per una singolare combinazione. Mia moglie Emma è nata ad Astana, Tatyiana, russa di Novosibirsk, vive da sempre ad Astana. La stessa capitale dove ha studiato Violetta, soprano, russa anch’essa, ma nata nel sud del Kazakstan. Insomma, un melting pot che rimescolando, in seguito a circostanze fortuite, si è ritrovato. Nonostante la serata uggiosa, il bar in centro ha fatto da cornice festosa a struggenti rievocazioni. Tatyana Vitsinskaya è venuta in Italia, insieme con una compagnia di artisti kazaki,  per interpretare l’opera “Abai” al teatro Carlo Felice di Genova, nel ruolo di Karlygash. Abai Kunanbaev, è un grande del suo Paese, poeta nazionale, praticamente il fondatore della letteratura kazaka che, prima di lui, si limitava alla poesia ed al canto di un popolo nomade della steppa tramandati oralmente. Ovviamente Violetta, amica di Tatyana da oltre quindici anni, l’ha raggiunta da Vicenza, dove vive ormai da anni. Insieme, hanno tentato una gita nel golfo del Tigullio. Sono andate a Rapallo, toccata dalla disastrosa mareggiata, ed avrebbero voluto visitare Portofino, tuttora un must del turismo internazionale. Niente da fare, anche la strada costiera era inagibile e, quindi, rientro a Milano, per una puntata  al teatro della Scala. Ci hanno parlato delle loro più importanti interpretazioni. Tra le più recenti, Tatyana Vitsinskaya, splendida e spumeggiante “Carmen”, nell’opera di Georges Bizet, alla Astana Opera nel novembre dell’anno scorso, o Flora Bervoix nella “Traviata” di Giuseppe Verdi, l’anno precedente. Questi gli impegni più significativi, ma Tatyana ha anche ricordato quando, giovanissima, studiava pianoforte e canto, spronata dalla madre che, pur avendo notevole talento musicale, non aveva potuto coltivarlo per mancanza di mezzi. Quel che non aveva potuto fare per se stessa lo ha fatto, però,  per la figlia. Il risultato è quello che abbiamo appena descritto.

Violetta Svatnykh si è recata giovanissima a studiare all’Accademia nazionale di Astana, dove si è diplomata nel 2009. Dopo il diploma, Violetta viene in Italia come vincitrice di una borsa di studio promossa dal nostro ministero degli Esteri. Dopo aver frequentato il conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, inizia la sua carriera artistica. Ricordiamo, nel 2015, il ruolo di Kate Pinkerton, nell’opera “Madama Butterfly” di Giacomo Puccini, o  quello di Giannetta, nell’”Elisir d’amore” di Gaetano Donizetti.

Per comprendere l’impegno di queste due artiste, è forse il caso di ricordare che il Kazakistan è un arido Paese asiatico, dal clima impossibile, in crescita, però, grazie agli sforzi di modernizzazione del presidente Nursultan Nazarbaiev ed al notevole sviluppo economico indotto dalle ingenti riserve di petrolio e gas.

 


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