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I Prunty d'Irlanda divenuti I Bronte di Sicilia. Storico connubio tra la siciliana Bronte, Drogheda e Banbridge d'Irlanda

Nel Nord Irlanda, noto a tutti per le tragiche vicende di oltre trenta anni di guerriglia con 3.500 morti, esiste un vero angolo di paradiso, nel Comune di Banbridge, non lontano da Belfast, chiamato Bronte’s Homeland, ossia la terra dei Bronte

di Enzo Farinella - giornalista scrittore, studioso di monachesimo irlandese


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 25 Giugno 2018 - 23:10


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Quando, appena due anni fa’, un gruppo di giornalist italiani, tra cui anche la nostra testata di Paese Italia press, rappresentata dal suo direttore dott.ssa Mimma Cucinotta e da altri corrispondenti della nostra isola, tra cui Mimmo Interdonato, Roberto Sciarrone..., ha avuto il suo primo contatto con l’Irlanda, e’ rimasto ammaliato dal verde dei suoi prati e dalla sua storia particolarmente affascinate.

Di Re Artu’, la figura più eminente del mondo druidico, che, ferito mortalmente in battaglia dal nipote Mordred, sarebbe stato condotto dalla fata Morgana, sua sorella e abitante dello Stretto di Messina, in un giardino incantato, all'interno del vulcano dell'Etna, abbiamo scritto giorni fa’. Ma non lontano dalla grotta in cui questo leggendario Re ha preso dimora, una cittadina siciliana ha legami con una sua gemella irlandese.

Si tratta di Bronte, appollaiata alle pendici dell’Etna, che, oltre 32 anni fa’, ha stretto un patto d’amicizia o un gemellaggio con la cittadina di Drogheda. Ma seguiamo un po’ la storia di quei giorni.

Cromwell, “Lord Luogotenente e Generale del Parlamento d’Inghilterra”,  per dargli i titoli corretti, o “boia di Dio”, come è stato definito da molti irlandesi, giunse in Irlanda nel 1649 AD con 20,000 truppe veterane ben addestrate sotto il suo comando. Fiero delle sue vittorie in Inghilterra e Scozia e gonfio di feroce fanatismo, fu un nemico acerrimo e un militare deciso a sottomettere l’Irlanda e a conquistare un popolo per la cui religione e per il cui livello culturale nutriva un odio intenso.  Egli passò attraverso l’Irlanda come un ciclone, mietendo vittime,  non lasciando alcuna possibiltà di scampo e vandalizzando molte chiese.

Al suo arrivo in Irlanda, il Generale plenipotenziario assediò Drogheda, una città tra Dublino e Belfast. Tramite una breccia aperta nelle sue mura, le sue truppe la conquistarono. Quattro mila persone morirono in quest’operazione del 1649, secondo fonti degne di fede. Soldati e civili furono le vittime. Uno dei tanti edifici religiosi che sono stati profanati o hanno subito danni o sono stati del tutto distrutti dale forze parlamentari di Cromwell fu la Chiesa di S. Pietro. Il suo campanile, in cui circa 100 persone avevano trovato rifugio, venne bruciato in una delle tante azioni selvagge, perpretate dalle sue truppe.

Interessante: nel 1986, un gemellaggio tra Drogheda e la cittadina siciliana di Bronte ha voluto celebrare la nuova amicizia tra le due città lontane, quasi a ricordo del lavoro e dei valori di solidarietà e pace, predicati dai monaci irlandesi e il legame con la famiglia Prunty.

Monaci irlandesi, itineranti per Cristo, sono quasi certamente passati dal territorio di Bronte nel loro viaggio verso la Terra Santa, come Adamnám, l’Abate di Iona in Scozia, scrisse, nel secolo VII, nel suo libro “De locis sanctis”. Adamnám posiziona il vulcano dell’Etna geograficamente, “infiammato di notte e fumante di giorno”. Egli osserva anche come tutti i giorni e tutte le notti risuoni a tal punto che la terra di Sicilia pare che venga scossa da un “terrificus tremor”.

Si pensa che monaci passati da Bronte  prima dell’anno mille avranno fornito la ragione perche’ questa cittadina  dedicasse una sua chiesa a S. Brandano, il famoso monaco navigatore irlandese, che nel V o VI secolo rggiunse, si crede, l’America, a bordo di un “curragh”, un’imbarcazione di cuoio, 1000 anni prima di Cristoforo Colombo. Essi avranno predicato, come era nella loro vocazione, i valori di amicizia, fratellanza e solidarietà, i pilastri fondanti di ogni gemellaggio nella nostra società.

E il gemellaggio tra Drogheda e Bronte ha voluto illuminare questi valori, quasi quattro secoli dopo il sacrificio delle vittime innocenti, causate da Cromwell, con l’auspicio che esse possano aiutarci a costruire una migliore e piu’ umana Unione Europea ed evitare in futuro tragedie simili. E per questa ragione Bronte e’ gemellata con Drogheda e, si spera che lo possa essere anche con Bambridge nel prossimo futuro.

Perchè, Bambridge?                         

Nel Nord Irlanda, noto a tutti per le tragiche vicende di oltre trenta anni di guerriglia con 3.500 morti, esiste un vero angolo di paradiso, nel Comune di Banbridge, non lontano da Belfast, chiamato Bronte’s Homeland, ossia la terra dei Bronte. Quì, nel 1777, nacque un certo Patrick Brunty, figlio di Hugh, che proveniva da Drogheda, nella Repubblica d’Irlanda.

E’ stato Patrick Prunty o Brunty, che si è innamorato del nome Bronte, di cui Nelson fu Duca.

Hugh è nato a Drogheda, la città gemella di Bronte. Per trovar miglior fortuna egli andò da Drogheda a Mount Pleasant, vicino Dundalk prima e poi nell’Irlanda del Nord, a Emdale, a poche miglia da Rathfriland, nel Comune di Bambridge, dove è nato il figlio Patrick, il 17 Marzo 1777, il giorno di San Patrizio, Patrono dell’Irlanda.

Patrick si rivelò fin da giovane un vero protagonista. Lavorò nell’industria del lino, ma ben presto la sua passione per il mondo classico ebbe il sopravvento, iniziando a studiare di notte e nelle ore libere. Nel 1802, con l’aiuto del rettore protestante del luogo, Patrick andò a Cambridge, dove, all’età di 25 anni, entrò nel  St. John’s College, firmandosi Bronte, “Nelson’s hero” – L’eroe di Nelson -. perchè ammirava tanto Nelson, nominato Duca di Bronte, appena tree anni prima dal Re Ferdinado IV, per le note vicende storiche del tempo.

Come si ricordera’, in tale occasione Re Ferdinando fa dono "graziosamente" - scrive Leonardo Sciascia in La corda pazza – all'Ammiraglio Nelson, di un grande feudo, sito a Bronte, “per servizi ricevuti”.  E il nome Bronte, infatti, appariva più aristocratico, risentiva meno del retroterra povero irlandese da cui proveniva Prunty, e soddisfaceva la sua ammirazione pr l’Ammiraglio Nelson.

Nel 1806  Patrick venne ordinato pastore e nel 1812 sposò Maria Branwell. La nuova famiglia, che fu allietata da sei figli, visse a Haworth (Yorkshire). Tra questi figurano Emily, Charlotte, Anne e le altre sorelle Bronte, che con la loro fama letteraria hanno glorificato il nome della cittadina siciliana, appollaiata sulle pendici dell’Etna. Questa e’ stata anche la ragione per cui Drogheda e Bronte hanno stretto nel 1986 un patto di gemellaggio e, si spera che ben presto anche Banbridge ne possa fare parte.

 

Recentemente, per la prima volta nella storia, le tre cittadine di Bronte, Drogheda e Banbridge si sono ritrovate insieme per celebrare questo connubio che le unisce in un modo unico.

Se la siciliana Bronte potrà aiutare nel compito di costruzione della pace tra la loyalista-unionista Banbridge e la cattolica-nazionalista Drogheda, questa sarà un’impresa che potrà passare alla storia, come nei secoli scorsi è successo con la famiglia Bronte.

 

                                                 

 


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