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Arrivo a Valencia dei migranti a bordo di Aquarius. Papa Francesco: gesti concreti di solidarietà

Salvini: non più zerbini dell'UE


:: Uno Sguardo all' Europa

Dom 17 Giugno 2018 - 20:19


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di Redazione

 

L’arrivo di nave Aquarius questa mattina nel porto di Valencia, dopo nove giorni di navigazione. A bordo c'erano 106 dei 629 migranti soccorsi sabato scorso al largo della Libia. Poco prima aveva attraccato la nave Dattilo della Guardia Costiera italiana con un primo gruppo di 274 persone, infine è stato il turno della Nave Orione della Marina militare italiana con gli ultimi 249 migranti. 

 L'imbarcazione di Sos Méditerranée e Msf è giunta in porto scortata da una motovedetta della Guardia Civil, da un elicottero della Policia nacional e da diverse motovedette. "Vogliamo raggiungere terra, vogliamo solo una casa per riposarci". I migranti a bordo dell'Aquarius lo hanno ripetuto più volte in questi giorni in mare agli operatori di Intersos-Unicef che li hanno accompagnati a Valencia.

Al molo 1 del porto di Valencia sono stati allestiti due grandi tendoni della Croce Rossa dove viene effettuato il primo screening sanitario per i migranti: chi è in condizioni precarie di salute, le donne incinte e i bambini, verranno portati in ospedale mentre tutti gli altri vengono indirizzati nei diversi centri di accoglienza disposti dalla Generalitat valenciana in tutta la regione.

L'ingresso delle navi è stato scadenzato ogni tre ore: una scelta fatta per permettere la migliore assistenza possibile a tutti i migranti dopo giorni in mare. Sulla banchina del molo sono presenti circa 700 giornalisti da ogni parte d'Europa. Applausi sono scattati a bordo della nave Dattilo della Guardia Costiera italiana da parte dei migranti appena hanno capito che la nave stava finalmente per attraccare al porto di Valencia. Applausi e canti anche sulla Aquarius e sulla Orione.  L'Unhcr ringrazia la Spagna: "Non doveva accadere" "Siamo grati che questa prova sia finita per tutte le persone coinvolte, ma questo incidente è qualcosa che in primo luogo non sarebbe mai dovuto accadere". Lo sottolinea Filippo Grandi, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (Unhcr) commentando l'epilogo della vicenda dell'Aquarius. L'Unhcr - si legge in una nota - "elogia la Spagna per il suo intervento" e "ha offerto sostegno alle autorità spagnole", anche per il lavoro di valutazione delle esigenze dei migranti sbarcati e per la loro identificazione, soprattutto per quelli che potrebbero "essere a rischio e bisognoso di protezione internazionale". "Il soccorso in mare è un principio troppo importante per essere messo a repentaglio, e qualsiasi tentennamento sulle modalità di sbarco comporta un grave pericolo non solo per i rifugiati e i migranti, ma per chiunque sia in difficolt in mare" aggiunge la nota dell'Agenzia ricordando che in situazioni di salvataggio in mare, " a favore di un meccanismo regionale di sbarco sicuro e prevedibile. E , in seguito allo sbarco, di un'adeguata condivisione della responsabilit, per evitare situazioni in cui i paesi siano penalizzati dal dover gestire da soli le procedure seguenti allo sbarco. L'Unhcr pronto a lavorare con gli Stati del Mediterraneo per raggiungere questo obiettivo", conclude la nota.

'Governi Ue assenti'. Lo ha sottolineato medici senza frontiere.  Fino a che i governi europei non si prenderanno le proprie responsabilità #Aquarius sarà obbligata a continuare a condurre operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. E quanto scrive in un tweet Medici senza frontiere. 

Sos Méditerranée: forzata e degradante odissea Aquarius Quella vissuta in questi giorni dai 630 migranti che la nave Aquarius aveva soccorso nel Mediterraneo centrale è stata una "odissea forzata, pericolosa e devastante", dovuta anche alla chiusura dei porti italiani, e deve suonare "come un campanello d'allarme per i leader europei". Lo dice l'ong Sos Méditerranée, che ha la nave in noleggio gestendola in partnership con Medici senza frontiere. "Non è tollerabile che possa ripetersi una situazione come questa", ribadisce la ong. 

Papa Francesco rilancia su Twitter la campagna Caritas #sharejourney per promuovere la cultura dell'incontro nelle comunità da cui i migranti partono o ritornano, in quelle in cui transitano e in quelle in cui scelgono di stabilire le loro case. Bergoglio chiede di condividere il cammino dei rifugiati con "gesti concreti di solidarietà". "Auspico che gli Stati coinvolti raggiungano un'intesa per assicurare con responsabilità e umanità assistenza e protezione", afferma Francesco. Poi fa leva sulle singole coscienze, richiamando ognuno di noi a essere vicino a questi fratelli, "a trovare con loro un momento di incontro, a valorizzarne il contributo, perché possano inserirsi al meglio nelle comunità che li ricevono”. In questo rispetto reciproco e in questo appoggio, assicura il Papa, risiede "la soluzione a tanti problemi"

Italia ha mancato di umanità "Rispondo come ha risposto il papa, è una vergogna, trattare così persone che fuggono in cerca di un pezzo di pane è una scelta che manca di umanità". Così padre Angel Garcia Rodriguez, fondatore di Mensajeros de la Pazuna Ong fondata nel '62 e molto nota in Spagna, attacca le scelte del governo italiano che non ha concesso l'approdo alla nave Aquarius. 

'Non siamo più gli zerbini d'Europa' Esulta il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Per la prima volta", ha twittato, "una nave partita dalla Libia e destinata in Italia attracca in un Paese diverso: segno che qualcosa sta cambiando, non siamo più gli zerbini d'Europa". "Ringrazio il Governo spagnolo", ha aggiunto parlando ad un comizio a Seregno, "ma mi auguro che ne accolga altri 66mila e spero arrivino ad accoglierli anche francesi, portoghesi, maltesi e altri''.


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