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Spagna, Sanchez ha giurato come premier dopo la sfiducia a Rajoy

Il leader socialista Pedro Sanchez è il settimo capo dell'esecutivo spagnolo dopo la fine della dittatura. La sua nomina segue la sfiducia del Congresso dei deputati al governo di Mariano Rajoy coinvolto in uno scandalo per corruzione


:: Uno Sguardo all' Europa

Dom 03 Giugno 2018 - 01:09


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Madrid - Il nuovo premier spagnolo Pedro Sánchez ha prestato giuramento come presidente del governo. Il cambio al vertice segue la sfiducia del Congresso dei deputati al premier popolare Mariano Rajoy, raggiungendo i 176 voti necessari su 350. La cerimonia si è svolta a Palazzo della Zarzuela, all'indomani del voto di sfiducia al predecessore Mariano Rajoy. Per la prima volta un premier ha giurato senza una Bibbia e un crocifisso. Sánchez ha optato per questo giuramento dopo che nel luglio 2014 - poco dopo la proclamazione di Felipe VI - la Casa reale ha dato la possibilità alle alte cariche di giurare davanti alla Bibbia e alla Croce o in assenza di esse. Sánchez, 46 anni, leader socialista, è il settimo capo del governo spagnolo dopo il ritorno alla democrazia. Il premier si è recato alla Moncloa, sede del governo, per lavorare al nuovo esecutivo. Il neopremier parla di 'pagina nuova nella storia', promette di guidare il Paese 'cercando il consenso' e rassicura il rispetto degli impegni con l'Europa. Intanto, in Germania la procura generale dello Schleswig-Holstein ha presentato una nuova richiesta di estradizione per l'ex presidente catalano Puigdemont alla corte d'appello del Land. Tutto è cominciato giovedì 24 maggio con la sentenza della Audiencia nacional, tribunale nazionale con sede a Madrid, che ha inflitto in totale 351 anni di carcere a diversi membri del Partito popolare nell'ambito del maxi processo per corruzione noto come 'caso Guertel'. Ventinove le persone condannate per corruzione, appropriazione indebita di fondi pubblici o riciclaggio di denaro: fra loro l'ex tesoriere del partito Luis Barcenas, condannato a 33 anni. La giustizia spagnola ha svelato un sistema di versamenti di tangenti a deputati e responsabili del PP in cambio di assegnazioni di appalti pubblici fra il 1999 e il 2005, in diverse regioni. Il Partito popolare non era direttamente a processo per coinvolgimento diretto nello schema, ma è emerso che ha beneficiato di fondi ottenuti illegalmente, e per questo gli è stato imposto di restituire 245mila euro. Il giorno dopo la sentenza, venerdì 25 maggio, il partito socialista Psoe, all'opposizione, aveva presentato una mozione di sfiducia contro l'esecutivo.

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Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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