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Una visita speciale alla Nostra Signora di La Salette

da Fra Mario Attard OFM Cap, Convento dei Capuccini di Malta


:: Cultura Arte Spettacolo

Mer 14 Marzo 2018 - 23:20


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Recentemente il Signore mi ha davvero dato una grandissima grazia! L’Altissimo mi ha permesso di visitare alcuni luogi importanti di culto in Francia. Tra questi santi luoghi c’è, indubiamente, il Santuario Mariano di Nostra Signora de La Salette.

 

Un ricordo ben chiaro. Era venerdì, 9 Marzo, in piena giornata. Quando, la nostra bella  sorella auto ci ha portati proprio lì, alla sacra montagna, dove, ai suoi piedi, c’è il comune francese La Salette-Fallavaux, un dipartimento dell’Isère, vicino a Corps, sulla strada tra Grenoble e Gap. Ancora mi viene in mente la splendida spiegazione di suor Sophie, membro della congregazione Missionari di nostra Signora di La Salette.

 

Era il 19 settembre del 1946 quando una “Bella Signora” apparse a due fanciulli da Corps. Si chiamavano Massimino Giraud, un ragazzo di 11 anni e il quattordicenne Melania Calvat. Entrambi stavano pascolando il loro armento su un alpeggio di La Salette, esattamente a 1.800 metri d’altitudine. La Bella Signora, col volto nascosto dalle mani, piangeva. Dopo essersi alzata parlò ai due pastorelli. Poi, proseguendo lungo un sentiero in salita, scomparve nella luce emanata dal crocifisso che portava sul petto. Un martello e delle tenaglie pendevano dalle braccia della croce.

 

Il 19 settembre 1851, dopo una rigorosa inchiesta sull’accaduto, i testimoni e il messaggio, Mons. Philibert de Bruillard, vescovo di Grenoble, dichiarò, con una lettera pastorale, che “l’apparizione della Beata Vergine ai due pastorelli sulle montagne di la Salette ... porta in se stessa tutti i caratteri della verità e che i fedeli hanno fondate ragioni per ritenerla indubitabile e certa”. Ma qual è il messaggio che Maria ci dona a La Salette?

 

La prima cosa che colpisce in questo messaggio della Vergine Santissima è l’apertura netta del cielo alla terra con la quale questo comunicato celeste si apre. Dice la Madonna: Avvicinatevi, figli miei, non abbiate timore, sono qui per annunciarvi un grande messaggio. Poi, la nostra Mamma celeste, dice: Se il mio popolo non vuole sottomettersi, sono costretta a lasciare libero il braccio di mio Figlio. Esso è così pesante che non posso più sostenerlo. Da quanto tempo soffro per voi! Se voglio che mio Figlio non vi abbandoni, mi è stato affidato il compito di pregarlo continuamente per voi; ma voi non ci fate caso. Per quanto pregherete e farete, mai potrete compensare la pena che mi sono presa per voi.

 

Queste parole già ci dimostrano che Maria è la Riconciliatrice dei peccatori. Come tale lei piange sul suo popolo perchè ignora suo Figlio, Gesù Cristo, al quale, come precisamente dice la Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, “Dio ha sottoposto ogni cosa” (1 Cor 15, 28). Proprio per questo preghiamo nel Magnificat, il cantico di Maria, che “ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei loro cuori” (Lc 1,51). Non dimentichiamoci che il braccio del Figlio è un braccio di misercordia e benedizione.

 

Più avanti nel messaggio Maria ci apre gli occhi su come noi possiamo evitare la reazione che abbiamo causato su noi, con la nostra indifferenza a Dio. Fate la vostra preghiera, figli miei- “non molto, Signora” - rispondono entrambi. Ah, figli miei, bisogna proprio farla, sera e mattino. Quando non potete far meglio dite almeno un Padre Nostro e un’Ave Maria. Quando potete fare meglio, ditene di più.

 

Qua Maria imposta il suo messaggio sull’importanza assoluta della preghiera. Cioè quella preghiera di ogni giorno, di ogni settimana, di ogni anno. La domanda che Maria pone a noi è la seguente: pregate bene? In verità la nostra preghiera è veramente un vero dialogo, libero e costante, col Padre? La nostra preghiera è sopratutto una ricerca ed esecuzione amorosa della volontà del Padre? Possiamo noi offrire al mondo il volto d’una Chiesa che celebra e prega? Cosa ne è della nostra partecipazione al mistero eucaristico? Non è vero che la preghiera e il sacrificio sono due modi eccellenti con cui approfondiamo la nostra relazione con Dio ed anche coi nostri fratelli e sorelle che viviamo con ed incontriamo nella nostra vita quotidiana?

 

A Massimo e Melania la Vergine dice: Andiamo, figli miei, fatelo conoscere a tutto il mio popolo. E, a me e a te, Maria da la stessa missione. In altre parole, far conoscere a tutti coloro che incontriamo per la nostra strada terrena l’importanza di amare Dio  i fratelli e le sorelle. E questo avviene quando c’è, secondo Papa Francesco, quella preghiera che è “coraggiosa, che lotta, che persevera, non una preghiera di cortesia.”

 

O nostra Signora di La Salette, Vergine riconciliatrice, convertimi e fammi la grazia di amare Gesù sopra ogni cosa, e anche di consolare Te con una santa vita, affinché io possa un giorno contemplarti in Cielo. Così sia.

 

Fra Mario Attard OFM Cap,
Convento dei Capuccini di Malta

 

 


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