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La Donna va in scena nel pensiero di Gino Astorina de il 'Gatto Blu' di Catania

Interpretazione autentica e brillante del 'Leader' dello storico gruppo di cabaret catanese, direttore artistico di PrimaèUnica ’18”, ventesima stagione della compagnia teatrale Hàrpago Gatto Blu di Catania


:: Cultura Arte Spettacolo

Gio 08 Marzo 2018 - 16:15


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di Redazione

 

Catania - Così il 'boss' dello storico gruppo di cabaret catanese, Gino Astorina, direttore artistico di PrimaèUnica ’18”, ventesima stagione della compagnia teatrale Hàrpago Gatto Blu di Catania, di cui fanno parte gli inseparabili Luciano Messina, Nuccio Morabito, Francesca Agate,  interpreta con brillantezza di pensiero la Donna nella sua essenza. Originale 'prosa' in dialetto catanese lontana da svenevoli stereotipi e giri di parole raffinate propinati a profusione in questi giorni, da illuminati o presunti tali in voga in questo tempo. 

''Oggi, proprio oggi sarebbe di uno scorretto parlare delle donne, sarebbe come sfondare una porta aperta. Parlare delle donne cominciando a scrivere tutte quelle frasi fatte, io per primo mi indignerei. Cettu! Mi vinissi facili o come si dice negli altipiani, mi vinissi di calata, citare Tommaso d'Aquino quando afferma che: Il mondo sarebbe imperfetto senza la presenza della donna, bellu, applausi, varagnassi un mare di punti nei confronti del gentil sesso. Oppure tirassi in ballo Oscar Wilde con: Le donne sono fatte per essere amate, non per essere comprese. Penzu mi telefonassunu macari i me cucini fimmini do Venezuela, ca avi ca non ni sintemi una trentina d'anni, pi dirimi che bravo che sei! Allora cominciamo subito a mettere due cose in chiaro il primo che ho citato era un Santo e vistu ca non c'aveva a chi fari che fimmini (per ovvi motivi) è chiaro che le vedeva perfette, tantu a sira s'arritirava o cunventu e cu s'ha vistu, s'ha vistu, non c'era il problema d'arriscurrirasilla! Il secondo il signor Oscar, lui proprio lui, non si è posto mai il problema né di capilli, tantomeno di amarle! E chi ha da capire, capisca. Oggi guarderò con sospetto quell'uomo che si presenterà al cospetto della donna che ama con quel ramoscello di minose ammugghiatu 'nta pannedda e lo consegnerà con quella classica faccia di... ( mi viene in mente qualcosa che non posso scrivere, ma voi mi avete capito) ebete! No, la donna è un'altra cosa, non si può tratteggiare con un semplice aforisma, non possiamo conquistarla con una frase presa a prestito dai baci perugina. Su troppu spetti pi essiri pigghiati pi fissa con delle sciocchezze del genere. Loro sono in grado di riconoscere se stiamo dicendo una cazzata o no, dalla prima frase del discorso che stiamo per fare. La natura le ha dotate di una “macchina della verità” presente 'nto DNA. Non dobbiamo neanche parlare e percepiscono se abbiamo di bisogno qualcosa, ma sopratutto del loro aiuto. E ci vengono in soccorso, senza farcelo pesare. Oggi non mi va di parlare della Donna, ma di tutti quegli stronzi di genere maschile che non riecono a sintonizzarsi con queste mervigliose creature, che non ci hanno mai fatto pesare la loro superiorità. A tutti quei disadattati che riescono a far parlare solo le loro mani e che impongono il loro “amore” esclusivamente con la violenza. Non permettetevi oggi di fare i dolci maritini o i teneri compagni, non mettetevi la pelle dell'agnello coprendo quel putrido odore di carogna che alberga nelle pieghe della vostra anima, se ancora l'avete. Andate alla ricerca di un briciolo di dignità ed invertite il senso di marcia della vostra viltà. Abbiamo la grande fortuna di poter avere al nostro fianco chi ci sostiene e ci incoraggia in tutte le scelte che facciamo, senza prendersi i meriti del successo ed è pronta a dividere il peso di un nostro eventuale fallimento. Ed anche se ci cantano: Siamo così/ dolcemente complicate/sempre più emozionate,/delicate... Facciamo in modo che ogni giorno sia un giorno degno di essere vissuto al suo fianco''.


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