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Intervista con l'autore

Roma, “Biblioteca 5.0 - uno spazio vivo” il volume di Catia Fierli intervistata da Tiziana Grassi

Una biblioteca, stimolo per la scuola centro in cui vivere la diversità come arricchimento interculturale e non come disagio, è l’idea guida del testo edito da Graphofeel di Catia Fierli docente e formatrice per il MIUR, presentato alla Libreria Claudiana di Roma


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 19 Febbraio 2018 - 22:29


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Immagine in copertina: da sx la giornalista e studiosa di fenomeni migratori Tiziana Grassi con Catia Fierli autrice del volume

 

Roma - Intervista a Catia Fierli - insegnante, romana e formatrice per il MIUR Ministero Istruzione Università e Ricerca - sul suo volume “Biblioteca 5.0 - uno spazio vivo”, (Graphofeel Edizioni, gennaio 2018), frutto della sua esperienza specifica nel settore da oltre venticinque anni.

Presentato nei giorni scorsi presso la Libreria Claudiana di Roma con successo di pubblico e addetti ai lavori, l’idea-guida del testo è quella di creare una biblioteca che diventi stimolo per la scuola stessa e centro vivo di aggregazione interculturale, nel quale la diversità sia vissuta come arricchimento e non come disagio.

Grande interesse e partecipazione hanno accolto gli interventi dei prestigiosi relatori intervenuti: Antonio Augenti, Direttore Centro servizi educativi Humanitas;  Vinicio Ongini, della Direzione Generale per lo studente MIUR; Tiziana Grassi, giornalista e studiosa di fenomeni migratori; Anna Paola Tantucci, Presidente E.I.P. Italia; ha moderato l’incontro Francesca Vannucchi, Primo Tecnologo ISTAT.

L’evento si è concluso con la lettura dei ‘dieci diritti del lettore’ secondo Daniel Pennac, declamati da Cristiana Demi del gruppo teatrico Eleusis.

 

Durante il brindisi finale con i numerosissimi invitati e i relatori, l’autrice ha dichiarato: “Insieme all’Editore Laura Pacelli abbiamo lavorato al lancio di questo manuale o meglio, strumento operativo, con grande passione. La mia idea è che la biblioteca possa interagire con tutte le agenzie educative, nell’ottica di formare dei nuovi cittadini in grado di affrontare le criticità create dalla convivenza di culture e religioni diverse”.

Tra i partecipanti: Dirigenti scolastici, insegnanti, studenti, bibliotecari, professionisti di ogni settore, amici, che hanno apprezzato il lavoro dell’autrice e approfondito il tema della lettura come scoperta, conoscenza, curiosità, esplorazione e approfondimento del pensiero, occasione di incontro fuori e dentro di noi.

 

Professoressa Fierli, si descriva in tre parole.

Lettrice curiosa e appassionata, insegnante empatica, collega coinvolgente.

Cosa l’ha spinta a scrivere?

Un’esigenza vera e propria di documentare esperienze intense di vita e di lavoro, condivisibili e che possano essere di stimolo alla scuola stessa  per diventare centro di aggregazione interculturale nel quale si cerca di vivere la diversità come arricchimento e non come disagio. I miei progetti che hanno permesso di descrivere  esperienze realizzate con pieno successo, potranno essere di esempio per molti altri addetti ai lavori, che si occupano di lettura e lettori di ogni età nei vari ambienti apprenditivi e culturali: biblioteche scolastiche, comunali, nazionali, Istituti scolastici e Università, SPRAR e molto altro.

 

Descriva i momenti che ha dedicato  alla scrittura e come si inseriscono nella quotidianità.

Scrivo quando posso, soprattutto la sera e nei fine settimana. Sono molto impegnata nel lavoro di formatrice nazionale per progetti L. 107/2015. Diciamo che mi lascio guidare dalle idee che nascono dalla continua ricerca di esperienze da rielaborare ed organizzare secondo le necessità del momento e delle persone a cui presentare un progetto di lavoro; devi avere la capacità di trattenerle, elaborarle e poi scriverle. Progettare e realizzare le attività possono diventare momenti magici, spesso frutto di strane alchimie, dove le tue idee prendono le mosse dalla lettura di un brano o da una poesia; poi nella realtà di una biblioteca e con la conoscenza dei suoi utenti, nasce e si sviluppa il progetto articolato e funzionale, capace di realizzare una condivisione di emozioni; a volte si trovano soluzioni a problemi irrisolti. Attività multiculturali colorate da una sorta di gioia unita ad un risultato positivo inatteso ed inusuale, in quanto non terminano con un compito scritto e delle valutazioni sul registro, ma ti lasciano soddisfatto e ricco di parole, situazioni vissute e agite in prima persona. In sintesi conosci te stesso attraverso l’altro. Alla fine non resta che descriverle nel punto giusto del libro.

 

Descriva in tre parole il libro

Spazio vivo: una biblioteca come luogo accogliente e di incontro per la lettura.

Materialità:  intesa nel manipolare il libro rilegato, profumato di carta e di colla, con una storia dentro illustrata con la grafica giusta.

Emozione:  scrivere per  suscitare emozioni nel lettore, tensione etica e sorpresa.

 

Perché si dovrebbe scegliere di leggere il suo libro?

Inizialmente colpisce la bianca copertina della collana, poi il titolo con una prospettiva di lungo respiro aperta al futuro, che contiene l’identità e la personalità del libro, immagini tradizionali alternate ad ologrammi, il carattere della scrittura adeguato alle esigenze di ogni lettore senza alcun dubbio una promessa di bussola del futuro.  Sfogliandolo si scopre la personalità dell’autrice e vi si trovano esperienze di studenti che vengono da Paesi di tutto il mondo (in Italia 820.000 studenti di 180 Paesi del mondo siedono sui banchi di scuola) e la biblioteca diventa il luogo di mediazione: dai libri in doppia lingua dei luoghi d’origine dei migranti, agli scambi culturali e relazionali. Nella quarta di copertina si intuisce che la prospettiva auspicata è garantire il diritto all’informazione, all’educazione e all’istruzione attraverso la lettura come chiave di accesso alla cultura. 

Perché scrivere un Manuale?

 Per due ragioni ritenute dagli esperti del settore molto valide: la prima riguarda il mio essere  insegnante  da molti anni e quindi aver riportato la mia esperienza diretta e far vivere concretamente la Scuola in questo libro.

La seconda per aver riportato le esperienze in modo scrupoloso, attento e molto creativo per comunicare agli insegnanti ed educatori quanto possa essere possibile migliorare i processi di apprendimento e di inclusione anche al di fuori della classe con insegnamenti di tipo non formale a genitori e cittadini.

In questo caso, il mio bagaglio culturale, storico e professionale mi hanno aiutata considerevolmente.

 

Cosa pensa che la lettura del Libro lasci al lettore?

Apertura al cambiamento, sguardo rivolto al futuro, solidarietà. Immagino che il lettore possa vivere il proprio lavoro entrando in nuovi progetti e attività con empatia e passione.

Come scritto nella copertina: un manuale introduttivo dedicato alle attività di biblioteca multiculturale, in cui il lettore, in particolare l’insegnante o l’educatore non si sottragga alla sfida che la biblioteca del futuro gli pone.


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