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Mostar: commemorazione per i giornalisti Rai uccisi nel 1994

Marco Luchetta, Alessandro Ota e Dario D'Angelo uccisi dallo scoppio di una granata il 28 gennaio 1994 nella parte est di Mostar mentre stavano realizzando uno speciale sui bambini vittime della guerra in ex-Jugoslavia

Arman Fazlic', corrispondente da Sarajevo


:: Editoria/Giornalismo

Ven 26 Gennaio 2018 - 22:42


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Photo credits Arman Fazlic'

 

Mostar, 26 gennaio 2018 –  Svolta oggi una cerimonia nel ricordo di  Marco Luchetta, Dario D’Angelo e Alessandro Ota, i  tre giornalisti di Rai Trieste morti in un attentato a Mostar est il 28 gennaio 1994 durante le riprese per uno speciale sui bambini vittime della guerra nella  ex-Jugoslavia. La commemorazione è stata promossa dall’Ambasciata d’Italia a Sarajevo in cooperazione con l'amministrazione locale di Mostar e la Rappresentanza OSCE in Bosnia Erzegovina.

Secondo le agenzie giornalistiche, la cerimonia nella città della Bosnia ed Erzegovina  si è svolta con la deposizione di una corona di fiori ed un momento di raccoglimento davanti al luogo dell’attentato, alla presenza della moglie del giornalista ucciso Alessandro Milenka Ota, dell'ambasciatore italiano in BiH Nicola Minasi, del capo della Missione OSCE in BiH, ambasciatore Bruce Berton e nella presenza del deputato del Parlamento italiano Marco Bergonzi.

"Loro non volevano morire qui, ma è certo che volevano raccontare la storia sulla sofferenza di questa società e questo luogo", ha detto Minasi che ha anche sottolineato l'importanza dell'attività e del lavoro giornalistico.

" È importante ricordare e documentare la verità su ciò che è successo qui e non permettere che possa essere dimenticata dalla  società ", ha detto ambasciatore Berton.

Il deputato del Parlamento italiano Marco Bergonzi ha affermato che quella di oggi non è una stata una semplice commemorazione, ma molto di più, ed è anche scritto sulla lapide commemorativa dei giornalisti morti. "Ciò che era necessario per la nostra società era mostrare la verità, e quel ricordo dovrà rimanere sempre vivo", ha detto.

Nel ricordare il sacrificio dei tre connazionali, rinnovare il valore del loro impegno e ribadire l’importanza di una stampa libera e professionale, la giornata è proseguita con un dibattito pubblico presso la sede del Comune di Mostar sulla libertà di stampa ed informazione in Bosnia Erzegovina. L'evento è stato promosso in collaborazione con la Rappresentanza OSCE in Bosnia Erzegovina, nell’ambito della Presidenza italiana dell'Organizzazione per il 2018.

L'incontro è stato aperto dalla  proiezione di alcune immagini riprese  dai tre giornalisti prima dell’attentato e da un estratto del documentario "Per quel sorriso" dedicato alla vicenda dei tre giornalisti, realizzato dalla TV pubblica croata HRT4.

A seguire si è tenuto un  dibattito moderato da Ena Bavcic della ONG, "Civil Rights Defenders", molto attiva nel settore dei diritti umani e della libertà dell’informazione ed ha visto gli  interventi del Presidente dell’associazione dei giornalisti BH Novinari, Marko Divkovic, dell’associazione Drustva Novinara BiH, con Mladen Bosnjak, e della portavoce dell’OSCE Zeljka Sulc.

Tutto il pubblico, la stampa locale e i cittadini interessati sono stati invitati a partecipare ad  un dibattito ampio ed aperto.


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