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TSIPRAS : la Grecia non è una colonia, non firmerà il programma di aiuti, 'neanche con una pistola puntata alla tempia'.

Jeroem Djsselbloem, presidente Eurogruppo: Massima flessibilità possibile - Entro giovedì notte la decisione di Atene per accordo


:: Uno Sguardo all' Europa

Mar 17 Febbraio 2015 - 17:32


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di Redazione

La Grecia entro giovedì deve decidere se accettare la proposta di estensione del programma di salvataggio dopo il fallimento delle trattative sul rifinanziamento del debito all'Eurogruppo di ieri.

I membri dell’Eurozona infatti esigono da Atene una decisione al più presto, su l’unica strada da percorrere per giungere ad un accordo con Bruxelles e potere convocare un Eurogruppo venerdì. Non è affatto chiaro quello che potrebbe accadere nel caso che Atene dovesse rifiutare la richiesta di implementare gli aiuti finanziari, che secondo quanto dichiara Jeroem Djsselbloem, presidente dell’Eurogruppo, sarebbero suscettibili della massima flessibilità possibile.

Il governo di Alexis Tsipras che ha subito risposto ‘no’ alla richiesta di estensione degli aiuti, è stato accusato di “irresponsabilità”, nella conduzione delle trattative con l’Ue, dal ministro degli Finanze tedesco Wolfang Schaeuble, che ha tra l’altro manifestato la sua riluttanza sull’esito risolutivo dell’accordo e che l’uscita della Grecia dall’Euro non sarebbe auspicabile. Però spetta ad Atene, la decisione di restare nell’Euro, ha inoltre detto Schaeuble, che non esclude la possibilità di una uscita del Paese dalla moneta unica.

Dal canto suo il premier Tsipras non accetta minacce dall’Europa, “la Grecia non è una colonia e non ha fretta, non firmerà un’estensione del programma d’ aiuti nemmeno con pistola puntata alla tempia”, così il portavoce dell’esecutivo greco .
Ma il commissario Ue agli Affari economici Pierre Moscovic, a margine dell’Ecofin di oggi a Bruxelles, ha fortemente sottolineato che “per la Grecia non vi sarà un piano B, che deve accettare gli aiuti richiesto dai 19 stati membri..”

Prudenza e scelte responsabili vengono invocati alla Grecia dai Paesi dell’Eurozona, ed anche dalle forze politiche vicine all’ex premier greco Antonis Samaras,che ha reso noto”che il governo , nonostante gli spiacevoli inconvenienti, deve proseguire in modo responsabile nelle trattative, vista l’importanza della situazione, e che la rottura sarebbe la soluzione peggiore”.



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