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“Brexit is happening!” così Theresa May sull’uscita dall’Unione Europea

29 marzo 2019 alle ore 23

di Alessandra Caputo


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Sab 11 Novembre 2017 - 15:37


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Il 29 marzo 2019 alle ore 23 (mezzanotte a Bruxelles), questa la data dichiarata dalla premier inglese Theresa May e inserita con un emendamento al Withdrawal Bill (o Repeal Bill), la legge che descrive le linee guida inerenti l’uscita dall’Unione.

In un editoriale pubblicato sul quotidiano Telegraph dal titolo “Avrete la migliore Brexit possibile”, la May ha affermato che nessun tentativo di impedire l’uscita sarà tollerato e ribadisce che la Brexit sta accadendo (Brexit is happening).

 

Nonostante questa dichiarazione altisonante però anche il sesto incontro con il capo negoziatore della Ue, il francese Michel Barnier, non ha portato a nessun passo avanti.

Lo stesso Barnier ha affermato che “Servono progressi entro le prossime due settimane per essere in grado di andare avanti, da dicembre in poi, a discutere la seconda fase, cioè le relazioni future tra Ue e Gran Bretagna” e ha aggiunto che per “progressi sufficienti” intende azioni “sincere e leali”, sottolineando dunque una mancanza di sincerità e sforzo verso il compromesso da parte degli stessi  inglesi.

 

La BBC si concentra sul messaggio di Barnier, infatti il negoziatore francese nelle dichiarazioni che seguono gli incontri è solito fare dei riferimenti sul tempo che scorre, ma in questa occasione invece ha posto un limite ben preciso. Barnier a concesso due settimane di tempo al Regno Unito per chiarire i punti chiave di questa negoziazione, ovvero il futuro dei cittadini UE residenti sul territorio britannico, le frontiere con l’Irlanda e soprattutto il prezzo di questo divorzio.

Se sul primo aspetto sembrava essersi aperto un piccolo spiraglio, le negoziazioni si sono però poi arenate sugli ultimi due punti. ? enfasi dunque da parte del portavoce dell’Europa è posta sulla necessità di avere più chiarezza.

 

Più tagliente invece il Guardian che da un lato accusa i burocrati dell’Unione Europea di non avere a cuore nulla se non il proprio denaro, dall’altro se la prende anche con Theresa May invitandola a pagare il dovuto, ma soprattutto a chiarire con i ribelli della Brexit all’interno del suo stesso partito.

“Il resto è follia” conclude il titolo di prima pagina.

 


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