User Pass Password Dimenticata? | Registrati

Benvenuto!

Duecento miglia

"L’Italia è pronta a combattere nel quadro della legalità internazionale, non possiamo sottovalutare la minaccia, in una situazione che si sta deteriorando”.

di Roberto Sciarrone - La Sapienza,Università di Roma


:: Politica

Sab 14 Febbraio 2015 - 17:25


Immagine Principale



Questa la distanza che separa il nostro paese dall’incubo del califfato nero. Il mare è adesso l’unico elemento naturale a dividere l’ennesimo fronte aperto tra l’Occidente e le milizie dell’Isis che hanno preso Sirte, Libia.

L’ambasciata italiana a Tripoli ha invitato ieri (13 febbraio) i connazionali ad abbandonare il paese nordafricano. L’Isis ha conquistato una stazione radio nella città di Sirte e il governo italiano – già nella bufera per gli affari interni – si trova ora ad affrontare il pericolo rappresentato dalle truppe di al-Baghdadi. Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha dichiarato: “L’Italia è minacciata dalla situazione in Libia, a 200 miglia marine di distanza” e ancora “Al di là delle drammatiche vicende dell’immigrazione, con una terribile situazione di sfruttamento, la Libia è uno Stato fallito, e l’Is può avere un buon gioco. L’Italia insieme all’Onu promuove una mediazione tra le diverse forze, se non si ottiene l’obiettivo bisogna ragionare con l’Onu sul da farsi.

L’Italia è pronta a combattere nel quadro della legalità internazionale, non possiamo sottovalutare la minaccia, in una situazione che si sta deteriorando”. Parole dure quindi che non lasciano spazio a interpretazioni di parte, l’Italia è pronta a combattere, sul campo, contro l’Isis.

Dicevamo di Sirte, i jihadisti hanno preso il controllo della città libica a cinquecento chilometri a est di Tripoli, istituendo il quartier generale presso un edificio centrale e occupato una radio locale che da ieri ha iniziato a trasmettere proclami del portavoce del califfato Abu Mohammed al-Adnani e discorsi di al-Baghdadi. Che la situazione si stia imbrogliando lo conferma anche l’annuncio del presidente egiziano, Abdul Fattah al-Sisi, che saranno evacuati i suoi cittadini dalla Libia, il provvedimento è stato preso dopo la pubblicazione da parte dell’Isis di diverse foto che ritraggono 21 egiziani cristiani copti, rapiti a dicembre e gennaio proprio a Sirte.

Le immagini, pubblicate sulla rivista Dabiq aderente allo Stato Islamico, sono al vaglio degli investigatori per comprendere se siano reali e a quando risalgano. Vi sono ritratti i prigionieri con le mani legate dietro la schiena mentre marciano in fila indiana guardati a vista da uomini armati interamente vestiti di nero.

Sirte ospita inoltre altri gruppi terroristici come Ansar al-Sharia e alcuni esponenti di Fajr Lybia di cui non si conosce – al momento – la reazione, si crede che l’Isis tenterà di incorporare queste pericolose frange per non dover combattere su più fronti. Le duecento miglia marine o cinquecento chilometri che dir si voglia fanno adesso paura e ci riportano alla realtà.

Stampa Articolo Print Img




Ti potrebbe interessare:


Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


:: Politica

Sab 14 Febbraio 2015 - 17:25





0 commento/i




Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro
Sede Giornale: Messina - Roma

Homepage | Foto | Video | Redazione | Disclaimer | Contatti




© Copyright 2014-2017


Feed RSS