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Catalogna, Rajoy da i poteri a Saenz de Santamaria. Unionisti in piazza a Barcellona

Il destituito Carles Puigdemont difende l'indipendenza. Presa di distanza del premier belga, Charles Michel su richiesta di diritto d'asilo di Puigdemont in Belgio per eventuale arresto


:: Uno Sguardo all' Europa

Dom 29 Ottobre 2017 - 20:10


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Immagine: Soraya Saenz de Santamaria

 

di Redazione

 

Madrid, 29 ott 2017 - I catalani si sono risvegliati sotto il diretto controllo di Madrid all’indomani della dichiarazione unilaterale di indipendenza passata con 70 voti a favore e 10 contrari (due le schede bianche). Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy dopo aver destituito il capo della Generalitat Carles Puigdemont e funzioni e poteri dei membri del suo esecutivo, ha assunto la presidenza della Catalogna, delegando l'incarico alla sua vice Soraya Saenz de Santamaria, conosciuta anche come "la dama de hierro". Lo scoglimento del ‘Parlament’ catalano avvenuto  nelle ore successive la proclamazione, e il commissariamento delle  principali cariche della regione è stato disposto dal premier Rajoy, in  applicazione alla revoca dell'autonomia prevista dall'articolo 155 della Costituzione, che venerdì ha convocato le elezioni anticipate per il 21 dicembre, per dare ‘’voce alle urne’’ e ripristinare la legalità in Catalogna in nome dei diritti lesi dei cittadini  e in nome della democrazia spagnola. ‘Si tratta di riportare la democrazia in Catalogna. Lo stato di diritto deve essere ristabilito. Non permetteremo che nessuno liquidi la nostra Costituzione’’. Così Rajoy  a margine del Consiglio dei ministri straordinario del 27 ottobre.

 Il Boletin Oficial del Estado, la gazzetta ufficiale iberica, ha pubblicato le misure adottate del governo centrale e non ci sarà alcuna comunicazione ufficiale.

La popolazione catalana  si divide ed oggi in piazza a Barcellona sono stati 300mila i manifestanti che hanno sfilato al corteo degli unionisti contro l'indipendenza della Catalogna, secondo un tweet della polizia urbana e secondo quanto scrive El Pais. Ieri anche a Madrid  un migliaio di persone ha manifestato contro la secessione catalana secondo i principi degli unionisti che in poche centinaia venerdi sera, durante i festeggiamenti degli indipendentisti  davanti al Parlamento di Barcellona, si sono uniti in una marcia.

 

Intanto il presidente della Catalogna destituito da Madrid, Carles Puigdemont, in questi giorni si è mosso in difesa dell'indipendenza. In un breve intervento registrato da Girona dove vive, ha evitato di esprimere chiaramente la sua posizione rispetto alle misure del governo spagnolo, ma si è limitato a rivendicare una "opposizione democratica" all'applicazione dell'articolo 155. Nel messaggio registrato Puigdemont ha ribadito che "l'articolo 155 è un attacco contro la volontà dei catalani" e ha chiesto al popolo che lo segue in questa rivendicazione ‘’ad essere paziente, perseverante e di avere speranza", rifiutando ogni forma di violenza e difendendo  la dichiarazione di indipendenza adottata nel Parlamento  con civiltà, attraverso una "opposizione democratica all'applicazione dell'articolo 155" della Costituzione.

 

Inoltre secondo alcune fonti il destituito Presidente catalano Carles Puidgemont avrebbe intenzione di presentare richiesta d'asilo in  Belgio, nel caso venisse arrestato. Eventualità che potrebbe concretizzarsi domani.  Secondo il quotidiano catalano Ara,  potrebbe scattare contro  l’ex capo della Generalitat Puigdemont per ordine della giustizia spagnola già da lunedì un possibile mandato di arresto.

La procura dello Stato spagnolo avrebbe pronta una denuncia davanti al Tribunale supremo per sedizione e ribellione e chiederà misure cautelari, contro di lui e contro il Govern catalano.  

Sulla vicenda il primo ministro belga, Charles Michel prende le distanze dal ministro per la Migrazione, Theo Francken, che questa mattina aveva rilanciato  la notizia sulla richiesta d’asilo del destituito Carles Puigdemont. Michel in una nota ha chiesto a Francken di non "gettare benzina sul fuoco" la questione ‘’Non è all'ordine del giorno" del governo.

 

In Catalogna il sindacato dei Mossos d'Esquadra (Sme) ha manifestato la speranza che  il governatore destituito non sia arrestato. Il portavoce del Sme, Toni Castejón, ha ammesso che un "ordine dei giudici va sempre obbedito", ma la situazione è  molto complicata, ci sono molte sensibilità, non ci piacerebbe",debba essere arrestato, e nel caso l'ordine di farlo non sia dato alla Guardia Civil o alla Polizia nazionale ma sia indirizzato alle forze dell'ordine nazionali.


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