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Catalogna, Puigdemont sospende la dichiarazione e avvia il dialogo

Per Madrid una sfida: inammissibile è una dichiarazione di secessione non cederemo al ricatto

di Mimma Cucinotta


:: Uno Sguardo all' Europa

Mar 10 Ottobre 2017 - 23:55


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Barcellona - Alle 19,10 con  un’ora di ritardo rispetto al programma previsto , il presidente catalano Carles Puigdemont avvia il suo discorso al Parlamento di Barcellona sul referendum del primo ottobre sottolineando subito la "forte necessità di non alimentare la tensione", e riconoscendo che  "il momento è critico e serio, ma siamo qui  tutti  ad assumerci le nostre responsabilità".

Il leader catalano ha sottolineato ''con il  referendum la Catalogna ha guadagnato il diritto a essere uno Stato indipendente", ''e deve  essere ascoltata"aggiungendo   "siamo a un momento storico e come presidente assumo il mandato del popolo perché la Catalogna si converta in Stato indipendente di forma repubblicana".

 

"L'opinione maggioritaria che si era diffusa tra i cittadini prima del referendum era che la Catalogna potesse diventare uno Stato, per questo si è svolta la consultazione", ha detto Carles Puigdemont. "Non siamo delinquenti, non siamo pazzi, non siamo golpisti, siamo gente normale che chiede di poter votare".

"Non abbiamo nulla contro la Spagna e gli spagnoli  - ha detto a  metà del suo messaggio, fino a quel momento il lingua catalana  Puigdemont,   iniziando a parlare in spagnolo e rivolgendosi  alla popolazione del Paese  - ‘’ma le relazioni non funzionano e non si è fatto nulla per cambiare la situazione, che è diventata insostenibile. Un popolo non può essere obbligato contro la propria volontà ad accettare lo status quo".

 Al termine del suo discorso durato venti minuti, il presidente della Generalitat  sottolinea la necessità dell’indipendenza ma ‘’ propongo di sospenderla per qualche tempo per procedere con inegoziati".. "Il dialogo  è auspicabile".  Pertanto la Catalogna "sospende la dichiarazione di indipendenza per avviare il dialogo, perché in questo momento serve a ridurre la tensione". Così il presidente catalano Carles Puigdemont nel suo intervento al Parlamento di Barcellona.

A margine del discorso al Parlamento  si è svolta un'altra cerimonia dove il presidente catalano Carles Puidgemont ha firmato la dichiarazione di indipendenza, seguito dalla presidente dell'assemblea Carme Forcadell, il vicepresidente catalano Oriol Junqueras e i rappresentanti dei partiti della maggioranza di governo catalana, lo riferisce la stampa  spagnola..

In un  tweet dopo il discorso tenuto oggi dal 'president' catalano si legge  Grazie Carles Puidgemont per un chiaro impegno al dialogo e alla mediazione. Ora @marianorajoy e il resto delle forze politiche devono muoversi. Così  il sindaco di Barcellona Ada Colau che nelle ultime ore si era espressa a favore di  un ‘’possibile dialogo e un’azione a mente fredda e responsabile’.   

 "El Pais" scrive che il governo di Rajoy considera il discorso di Puidgemont "una dichiarazione di indipendenza". Mentre secondo l'Agenzia di stampa "Efe", che cita fonti del governo, per Madrid "è inammissibile fare una dichiarazione implicita di indipendenza e poi sospenderla in modo esplicito. Il governo non cederà a ricatti.

 Subito dopo il messaggio del presidente della Generalitat , a Madrid  il premier Mariano Rajoy, la vice premier Soraya Saenz de Santamaría, il ministro della Giustizia Rafael Catalá si sono riuniti per cercare di ponderare meglio  la risposta all'intervento del governatore catalano Carles Puigdemont, come citato da alcuni media. Domani pomeriggio il premier spagnolo Mariano Rajoy riferirà al Congresso dei deputati sulla crisi catalana.  

Fuori dal palazzo istituzionale almeno 30mila persone raccolte dalle organizzazioni indipendentiste Asamblea Nacional Catalana e Omnium Cultural, erano presenti per ascoltare da  due maxi schermi,  il discorso di Puigdemont.  Dal tripudio e gli  applausi iniziali alle parole del governatore sullo stato indipendente la folla è poi passata ai fischi e le urla, delusa per la decisione  di Puigdemont di sospendere gli effetti della dichiarazione ed avviare i  negoziati con Madrid.

Delusione anche  fra i secessionisti catalani del Cup che non hanno applaudito il discorso del presidente della Generalitat.."La proclamazione non è andata come volevamo - ha detto in aula Anna Gabriel, una dei dieci  deputati del Cup, della sinistra antisistema che sostengono il governo di Carles Puigdemont -  ‘’oggi bisognava proclamare la repubblica catalana". "Tradimento inammissibile"  è stato definita la posizione  di Puigdemont., dall’organizzazione giovanile Arran, vicina al Cup. 


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