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Rivoluzione greca, Alexis Tsipras va da Putin

Tsipras un uomo (sembra) dalle mille risorse non si è perso d’animo ed ha chiamato la “piazza” a raccolta per sostenere l’azione del suo nuovo governo contro il primo “no” dell’Europa alle richieste di Bruxelles.

di Roberto Sciarrone -- Sapienza,Università di Roma


:: Uno Sguardo all' Europa

Ven 06 Febbraio 2015 - 15:05


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Atene. Rivoluzione greca. Alexis Tsipras tenta la “carta” russa dopo il secco no di Mario Draghi che di fatto sospende le linee di credito alle banche greche. La Banca Centrale Europea non è morbida quindi con il premier greco, nonostante i “giri di valzer” di questi ultimi giorni.

Anche Matteo Renzi – che si è dimostrato vicino alla causa greca – si adegua e accetta la decisione della BCE. Tsipras un uomo (sembra) dalle mille risorse non si è perso d’animo dicevamo ed ha chiamato la “piazza” a raccolta per sostenere l’azione del suo nuovo governo contro il primo “no” dell’Europa alle richieste di Bruxelles.

A sorpresa ecco anche la carta Putin, giocata senza troppe illusioni ma con un pizzico di equilibrismo politico che, a questo punto, può aprire nuovi scenari nel rapporto Grecia-UE.
L’incontro di ieri tra il ministro delle Finanze greco Yanis Varoufakis e il suo collega tedesco Schaeuble non ha prodotto novità “Siamo d’accordo sull’essere in disaccordo” ha affermato il tedesco.

La Grecia insomma deve lavorare con il Fondo monetario internazionale, la Bce e la commissione europea, cioè le istituzioni che fanno capo al piano di aiuti stabilito per risollevare Atene. Varoufakis ha poi ribadito quanto già spiegato nei giorni scorsi, cioè che il governo greco sta cercando di avere “un programma ponte fra adesso a fine maggio”, per avere “spazio per dei colloqui su un nuovo contratto con la Bce, la Commissione Ue e il Fmi”. Cioè, essenzialmente, un po’ di tempo in più.

Oggi quindi Tsipras incontrerà Putin a Mosca in una fase che vede i rapporti tra Germania e Russia molto tesi per via delle crisi ucraina. La Commissione Europea sta valutando anche l’ipotesi di nuove sanzioni contro Mosca, sanzioni che però dovrebbero essere votate all’unanimità e che avrebbero bisogno di Atene. D’altro canto fare i “separati in casa” per la Grecia non avrebbe molto senso, rischierebbe a quel punto l’isolamento europeo per l’eventuale asse con Putin?

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