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Antologica di Vettor Pisani alla Galleria Cardi di Milano

La mostra è a cura di Piero Tomassoni, con un saggio in catalogo di Achille Bonito Oliva. In collaborazione con la Fondazione Morra di Napoli


:: Cultura Arte Spettacolo

Mer 13 Settembre 2017 - 11:26


Immagine Principale



Galleria Cardi | Corso di Porta Nuova 38 | Milano
www.cardigallery.com | mail@cardigallery.com | T. 39 0245478189 - 39 0245478120 


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Inaugurazione: Lunedì 18 settembre 19:00
Martedì 19 settembre - Giovedì 21 dicembre 2017
Da lunedì a venerdì. 10 - 19. Sabato su appuntamento

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Maestro che sfugge agli abituali criteri di classificazione della storiografia dell’arte contemporanea, e che travalica i limiti temporali e poetici degli anni ‘70, Vettor Pisani (Bari, 1934 - Roma, 2011) si definiva architetto, pittore e commediografo. Nel 1970 si trasferisce a Roma e debutta alla galleria La Salita con una personale dal titolo Maschile, femminile e androgino. Incesto e cannibalismo in Marcel Duchamp, in cui sono già contenuti molti dei temi che l’artista continuerà a indagare nel corso della sua carriera. Nello stesso anno vince il prestigioso Premio Pino Pascali, accompagnato da una mostra personale al Castello Svevo di Bari, dove presenta per la prima volta la celebre opera Lo Scorrevole, comparsa successivamente in numerose versioni, a partire dalla fine dello stesso anno in Vitalità del Negativo, mostra a cura di Achille Bonito Oliva al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel 1971 partecipa per la prima volta allaBiennale di Parigi, e inizia una collaborazione con Michelangelo Pistoletto (Plagio), con mostre alla Galleria Gian Enzo Sperone, Torino; Frankfurter Kunstverein, Francoforte; e Galleria Marlborough, Roma. Nel 1972 Harald Szeemann lo invita a Documenta 5, nella sezioneIndividuelle Mythologien (“Mitologie Individuali”) al Museum Friedericianum.

Del 1972 è anche la prima partecipazione dell’artista alla Biennale di Venezia, seguita dalle edizioni del 1976, 1978, 1984, 1986, 1993, 1995 e da numerose esposizioni collettive e personali in musei internazionali (Guggenheim Museum, New York; Hayward Gallery, Londra;Kunstverein e Lenbachhaus, Monaco di Baviera; Grand Palais, Parigi; Museum Folkwang, Essen; Peggy Guggenheim Collection, Venezia; MoMA PS1, New York; Museum of Contemporary Art, Shanghai).

Le opere presentate in mostra coprono tutto l’arco temporale della carriera di Pisani, oltre quattro decadi, nonché l’intera varietà dei media linguistici utilizzati dall’artista, dalla scultura all’installazione, dal collage al disegno e alle stampe digitali. Di grande rappresentatività per la prima parte del percorso dell’artista sono le installazioni Agnus Dei e Le Uova di Simona. Omaggio a Georges Bataille, rispettivamente del 1970 e 1976, riproposte da Pisani nella sua ultima mostra a Napoli nel 2011, dove si indaga il rapporto con la natura, l’animalità e la sessualità.

L’Isola d’Ischia e l’Isola di Capri, bassorilievi in oro del 1981, incarnano i temi del ritorno, della nostalgia, e la fascinazione alchemica che fin dagli inizi ha caratterizzato l’opera del maestro. 

Le grandi tele-collages realizzate in digitale attraversano la produzione dagli anni ‘80 in poi, ed esprimono lo spirito inquieto, colto e fortemente intellettuale di un artista che ha fatto della citazione, della reinterpretazione, e dell’appropriazione delle immagini la sue cifre più note e costanti. Il Museo Criminale Francese (1981), il ritratto Cartesio o della stupiditàMeglio un asino vivo che un artista morto (1987), e i più recenti Viaggio nell’Eternità (1996/2004) e Il mio cuore è un cupo abisso (2004), permettono di riscoprire i temi del simbolismo e della pittura dell’Ottocento, da Boecklin a Moreau, a David, metabolizzati e reinterpretati in chiave contemporanea.

Infine, disegni e collage danno prova di una straordinaria abilità tecnica e confermano un’eccezionale forza immaginativa che si affianca ai dispositivi narrativi della citazione, come annota Piero Tomassoni nel testo del catalogo: "Se Borges ci ha insegnato che la vita stessa è una citazione, Pisani gioca sul terreno più crudele dell’appropriazione cannibalica e incestuosa, dove l’unione dei generi significa sia commistione tra romanticismo, surrealismo, e arte comportamentale, sia la (con)fusione di maschile e femminile nell’androgino [...]. Incarnando in sé le proprietà creative spirituali e terrene dell’uomo e della donna, l’androgino è l’artista stesso, alchimista e dadaista, ai confini tra erotismo e distruzione che, come ricorda Bataille, sono due facce della stessa medaglia."

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Immagine in copertina: Photo Credit: Bruno Bani
Courtesy Fondazione Morra, Napoli e Cardi Gallery, London - Milan
Vettor Pisani, Quadrato Magico, 2004. Metal frame, 16 mirror panels, chocolate Venus, electric cooker, pan, 160 x 160 x 60 cm


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Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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