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“Little Olive”di Graziano Delorda, scrittore siciliano ed esperto blogger

Tra fumetti, racconti, vignette satiriche e ''Little Olive'' ultimo lavoro “comic thriller”, Delorda ci racconta la sua carriera

intervista di Roberto Sciarrone


:: Cultura Arte Spettacolo

Lun 11 Settembre 2017 - 22:04


Immagine Principale

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Graziano Delorda, scrittore siciliano ed esperto blogger. Ripercorriamo insieme la tua carriera per i lettori di Paese Italia Press. Come nasce la tua passione per la scrittura?

Fin da piccolo ho avuto la fortuna di essere circondato da libri, riviste, fumetti, di conseguenza prima è nata la passione per la lettura, poi quella per la scrittura. Un giorno decisi di provare ad inventare le mie storie e ancora ragazzo m’impossessai dell’Olivetti Lettera 22 di mio padre e iniziai a scrivere raccontini stralunati, surreali, che fotocopiavo e davo da leggere solo ad alcuni fidati amici. Poi arrivò a casa il primo computer ancora in dos e, anni dopo, il web a 56k.

Gli anni Novanta vedono i tuoi esordi, hai scritto su diverse riviste, antologie e quotidiani. Quale lavoro di quegli anni ti ha entusiasmato maggiormente?

Più che entusiasmarmi mi diverte il pensiero di avere pubblicato alcuni racconti erotici molto sboccati, che forse oggi non avrei nemmeno il coraggio di scrivere, sulla storica rivista BLUE, un magazine di riferimento per fumetti e narrazioni adulte in quegli anni. Poi ricordo con piacere la mia partecipazione a delle audaci antologie cartacee che vedevano la presenza di scrittori allora perfetti sconosciuti, alcuni di loro ritrovati decenni dopo sugli scaffali delle librerie con lavori propri.

L’arrivo del World Wide Web è stato da te “cavalcato” attraverso l’apertura di un blog. Dal 2005, che contenuti proponi ai tuoi lettori?

Solo i miei lavori, sic et simpliciter! Non troverete post modaioli, tirate tuttologhe o giudizi e prese di posizioni su questo e quello. Pubblicizzo le cose che ho fatto e che farò, dai libri ai racconti ancora ospitati in alcune riviste, le presentazioni, i fumetti, le collaborazioni con altri artisti. Ovviamente si trovano anche recensioni, articoli, link ad eventi passati e futuri, una sezione di miei racconti inediti e una galleria fotografica che aggiorno con una certa costanza.

Nel 2010 esce il tuo primo romanzo d’esordio “Pace”, la casa editrice è la siciliana Pungitopo (Sciascia, Beniamino Joppolo, Bufalino, Parodi). Cosa rimane di quell’esperienza?

Esperienza davvero unica, fantastica! Grazie allo speciale feeling con l’editore Lucio Falcone (one man band della Pungitopo) ho potuto conoscere in modo concreto il lavoro editoriale, mettendo mano in tutti i processi che accompagnano un libro, dall’idea alla diffusione finale. Da quel momento il mio rapporto con il mondo dell’editoria è radicalmente cambiato, diventando più professionale e per certi versi anche più rilassato ma deciso.

L’anno dopo pubblichi, sempre per i tipi Pungitopo la silloge “La Serpe Nera”, molti di questi tuoi racconti verranno poi trasformati in spettacoli teatrali di grande successo, per booktrailer e adattamenti per fumetti. Qual è stata la soddisfazione maggiore? E’ stato difficile passare da un percorso narrativo “lungo” del romanzo a uno più breve?

I miei primi approcci con la scrittura, come ho già detto, erano racconti brevi e meno brevi, zozzi e meno zozzi, pertanto LA SERPE NERA è stato un piacevole ritornare alle origini con un pizzico di rivalsa che non guasta mai. Conservo ancora, tra le tante, una lettera di un editore che, alla fine degli anni ’90, in risposta al mio inoltro di alcuni racconti per un’eventuale pubblicazione, mi canzonò sostenendo (cito a memoria) che “il racconto breve in Italia non paga, nemmeno fossi Hemingway o Carver!”.

Dai tuoi interessi abbiamo intuito che ti piace il mondo dei fumetti, anche perché nel 2013 hai presentato all’Etna Comics “Dune Buggy”, tratto dall’omonimo racconto. Che personaggio è?

È uno dei racconti de LA SERPE NERA, tra quelli più autobiografici. Narra il cattivo risveglio di uno scansafatiche buttato giù dal letto dai petardi di alcuni monellacci di quartiere una domenica mattina. Negli anni iniziali ho utilizzato la scrittura anche come sfogo personale, creando realtà alternative e facendo fare ai miei personaggi quello che magari non riuscivo o potevo fare nella vita reale. In Dune Buggy, sia nel racconto sia nel fumetto, i monellacci alla fine se la vedono davvero brutta, ma nessun ragazzino è stato maltrattato per la sua realizzazione.

Dal 2014 hai iniziato a collaborare con Lelio Bonaccorso, fumettista italiano (Tunuè, Marvel, Rizzoli, Bonelli) per la rubrica di vignette satiriche Lo Stretto Parlante (Tempostretto.it), curandone soggetti e sceneggiature.

Lelio Bonaccorso è un amico, poi viene l’artista bravo quale egli è. Essendo di Messina come me ci becchiamo spesso, soprattutto in occasione di fiere di fumetti e presentazioni varie, condividendo anche idee e progetti futuri. Da una di queste chiacchierate nacque LO STRETTO PARLANTE, delle “narrazioni vignettate – vignette narrate” (era il sottotitolo della rubrica!) ideate e scritte da me, disegnate da Lelio, colorate da Claudio Naccari, un’esperienza molto divertente che ancora tanti lettori ricordano. Dopo una ventina di vignette a cadenza settimanale, purtroppo i reciproci progetti personali hanno fatto sì che l’esperienza si dovesse fermare.

Nel maggio del 2016, dopo oltre quattro anni di studi e scritture, la Ferrari Editore pubblica il tuo ultimo romanzo sixties “Little Olive”, un “comic thriller” subito apprezzato da pubblico e critica, con recensioni e interviste su Rumore, Blow Up, La Sicilia, Gazzetta del Sud, Rolling Stone, Tony Bacciocchi. Quali sono le tue prossime sfide?

A breve inizierò l’editing definitivo sul mio nuovo romanzo, in uscita spero entro la primavera del 2018. Nel mentre continuo a collaborare con fumettisti e illustratori per progetti più a lungo termine. Sto lavorando con un disegnatore presentatomi proprio da Lelio Bonaccorso ad un fumetto “classico” tratto da un mio soggetto e sceneggiatura inediti, mentre assieme ad un writer messinese, con il quale ho già collaborato, stiamo provando a riadattare in modo meno canonico un mio racconto già apparso in una delle antologie di fine anni ’90 qui citate, poi rivisto e pubblicato anche ne LA SERPE NERA.

 


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