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Parigi, vertice Europa - Africa. Gentiloni: necessaria azione comune

Macron e Merkel apprezzano accordo Italia - Libia. Gentiloni: non rinunceremo a salvare vite umane ma l'impegno va europeizzato


:: Uno Sguardo all' Europa

Lun 28 Agosto 2017 - 23:36


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Parigi, 28 agosto 2017 - Al vertice Europa-Africa ospitato a Parigi dal presidente francese Emmanuel Macron per discutere del dossier migranti e di quello libico, hanno partecipato  la cancelliera tedesca Angela Merkel, il premier Paolo Gentiloni e  Mariano Rajoy primo ministro spagnolo . Per l'Ue è presente Federica Mogherini, per la Libia Fayez Al Serraj (non il generale Khalifa Haftar). Inoltre erano presenti i  capi di Stato di Niger e Ciad e  il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

 

Quella dei migranti è una "sfida che ci riguarda tutti e che nessuno può risolvere da solo": lo ha detto il presidente francese Emmanuel Macron in conferenza stampa all'Eliseo, al termine del vertice euro-africano sull'emergenza migranti. "Dobbiamo agire tutti insieme, dai Paesi d'origine fino all'Europa, passando per i Paesi di transito per condurre un'azione efficace", ha affermato Macron, aggiungendo che quella dei flussi migratori è una sfida sia per l'Ue che per l'Unione africana". "E' un esigenza morale, di solidarietà, ma anche un principio di azione e di efficacia".  "Abbiamo dato il via libera ad un piano d'azione a breve termine molto rapido e mi sembra la risposta più efficace al fenomeno intollerabile dei trafficanti di esseri umani che hanno fatto un cimitero del deserto e del Mediterraneo e sono legati al terrorismo". E poi: "La stabilizzazione della Libia è una necessità assoluta per la pace". "Daremo asilo ai migranti iniziando la procedura dai Paesi di provenienza. L'identificazione avverrà con liste preparate dall'Unhcr. E' una cooperazione di giustizia, a volte anche di presenza militare sul campo". "La cooperazione tra Italia e Libia è un esempio di quello che vogliamo fare". "A Orleans mi ero impegnato per poter avere zone sicure in Niger e Ciad, questo è importante per evitare a donne e uomini di correre rischi insensati nel deserto e nel mediterraneo. Abbiamo preso la decisione di identificazione su liste chiuse dell'Alto Commissariato, è una cooperazione in materia di sicurezza e giustizia".

 

‘’L’Italia non rinuncerà alla sua tradizione di accoglienza ‘’ così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. "Oggi abbiamo fatto un passo avanti nella direzione di rendere più governabile il flusso dei migranti e lavorare per lo sviluppo dell'Africa". "Serve una strategia comune", ha ribadito. "Nella crisi dei migranti "l'impegno va europeizzato, perché è chiaro che non può essere solo di due Paesi". Il fenomeno migratorio dall'Africa verso l'Europa è "strutturale", ma per ridurre il peso dei trafficanti bisogna "contribuire alla stabilità dei Paesi di transito". Per questo Gentiloni ritiene utile "una stabilizzazione inclusiva della Libia e anche Ciad e Niger sono importanti". Gentiloni sottolinea che ci sarà "un sostegno sempre più europeo alla guardia costiera libica, un sostegno alle nuove regole per le Ong, un sostegno alle comunità locali libiche per rompere il business dei trafficanti". Il premier italiano rimarca che nelle ultime settimane "abbiamo ottenuto risultati che vanno consolidati".

 

L'Italia e la Libia "sono un elemento fondamentale come interfaccia, ringrazio Paolo Gentiloni e il presidente Fayez al-Sarraj", ha detto la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo il vertice all'Eliseo sulla crisi dei migranti. "Bisogna distinguere tra migranti economici e coloro che sono possibili candidati a essere davvero rifugiati. Dobbiamo arrestare l'immigrazione irregolare per non dare un segnale non corretto", ha aggiunto. "Grazie ai progetti di aiuto allo sviluppo i migranti potranno tornare nei propri Paesi", ha assicurato Merkel, avvertendo però che quella contro il flusso dei migranti è una "sfida dalle proporzioni immense perché i Paesi sono molto diversi nella loro natura". La cancelliera ha però garantito che ci sarà un "rafforzamento della cooperazione giuridica contro i trafficanti".

 

Federica Mogherini ha sottolineato la necessità di una ‘’azione congiunta e non l'isolamento" L'azione "congiunta" dei paesi europei e di quelli paesi africani "sta dando i propri frutti "L'enormità della sfida ci ricorda che sia come europei che con i nostri partner si può dare una risposta efficace senza chiudersi nell'illusione di un isolamento che non porterebbe risultati ma, al contrario, investendo nell'essere insieme", ha sottolineato l'Alto rappresentante dell'Ue per la Politica estera, che ha ricordato gli impegni di Bruxelles sul tema, a partire dalla sicurezza e dall'operazione Sophia: "1000 militari sotto bandiera europa europea in mare, decine di migliaia di persone salvate, 117 trafficanti arrestati, 476 imbarcazioni neutralizzate, 136 guardie costiere formate e per altre 78 nele prossime settimane comincerà il training in Italia". L'Unione europea ha, poi, una presenza in Africa. "In Mali e Niger - ha spiegato Mogherini - ma proporrò un rafforzamento della presenza nel Sahel a sostegno delle forze di sicurezza questi paesi. Nel fine settimana, inoltre, abbiamo firmato il contratto per la destinazione di 50 milioni di euro alla forza congiunta multinazionale per il contrasto ai traffici e al terrorismo".

 

Mentre, il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, chiede alle autorità della Libia di "rilasciare immediatamente" i migranti più vulnerabili detenuti nel paese. Guterres in un rapporto parla di violazioni dei diritti dell'uomo e di migranti "vittime di violenza da parte dei trafficanti, dei gruppi armati e delle forze di sicurezza" in Libia. Il rapporto si basa su ispezioni compiute dalla missione Onu in Libia, Unsmil, nei centri di raccolta di Gharyan, Tripoli, Misurata e Surman, dove "migliaia di persone sono detenute in modo illegale, senza potersi opporre a questa condizione". Secondo Guterres "i diritti fondamentali dei migranti devono essere sempre rispettati" e chiede il rilascio di "donne in pericolo, incinte, famiglie con bambini, minori e handicappati


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