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L’Aquila, in scena In-Habit del Gruppo e-Motion per i Cantieri dell'Immaginario al MUNDA il 26 luglio

IN-HABIT - 3° studio sul concetto di muro ore21.30 a seguire SATURA...SI nel piazzale antistante il MUNDA Museo Nazionale d'Abruzzo


:: Cultura Arte Spettacolo

Mar 25 Luglio 2017 - 22:27


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L'AQUILA Una serata interamente dedicata alla danza, e non solo. Perché ci consentirà di apprezzare da vicino l'arte di Gino Sabatini Odoardi, artista poliedrico, ma con solidi riferimenti all’arte concettuale.  A proporla il GRUPPO e- MOTION, compagnia di danza contemporanea con sede a L’Aquila, unica realtà di produzione della danza in Abruzzo finanziata dal Ministero dei Beni delle Attività Culturali e del Turismo. Alle ore 21.30 in scena In-Habit, prodotto da GRUPPO e-Motion, per I Cantieri dell'Immaginario. Lo spettacolo nasce da un’idea di Francesca La Cava, coreografa e direttore artistico del GRUPPO e-Motion, che si sviluppa attraverso un’accurata indagine sul concetto di “muro”; sull’esigenza sempre più presente nell’essere umano di creare e crearsi barriere, difensive spesso, ma al contempo estranianti, escludenti. Da questa attitudine (habit, abitudine) umana di edificare “per lasciare tracce” come sosteneva W. Benjamin e dunque di “abitare” (Inhabit) segnando al contempo un confine con il mondo e le persone, si è sviluppato il senso di In-habit che corrisponde all’abitudine di abitare luoghi, spazi e corpi: un viaggio artistico multidisciplinare che contiene non solo diverse culture ma anche e soprattutto diversi e rigenerati sguardi dell’arte contemporanea (e nello specifico dell’arte concettuale) della musica e dell’arte performativa che interagiscono tra di loro dando vita ad un nuovo rapporto con lo spazio e i confini, i luoghi e il corpo, apertura percettiva al mondo, veicolo stesso dell'essere al mondo. La drammaturgia è di Anouscka Brodacz(docente di regia e drammaturgia all’Accademia Nazionale di danza) che ha accompagnato il percorso di ricerca dell’interprete;ideazione e installazione scenica di Gino Sabatini Odoardi, musica di Lorenzo e Federico Fiume (Resiliens). I costumi sono di  Maria Grazia Cimini, il disegno luci di  Michele Innocenzi e la coreografia e interpretazione di Francesca La Cava. Residenze: Spazio Matta progetto Corpografie e Florian Metateatro.

 

Lo spettacolo si sviluppa e si snoda attorno alla installazione scenica ideata e realizzata da Gino Sabatini Odoardi, che ha al suo attivo un nutrito curriculum di mostre importanti, personali e collettive. Si è diplomato al Liceo Artistico di Pescara e successivamente in Pittura all’Accademia di Belle Arti di L’Aquila discutendo una tesi in Estetica sulla fenomenologia del “Silenzio” con Massimo Carboni.

Tra i suoi 2incontri" più significativi Mauri e Carmelo Bene.

 

Nel 2010 è uscito il grande volume monografico che raccoglie gli ultimi 15 anni del suo lavoro e curato da Francesco Poli e Massimo Carboni nelle ed. Logos. Nel 2011 è invitato alla 54° Esposizione Internazionale d’Arte LA BIENNALE DI VENEZIA. Un artista a tutto campo, che il pubblico potrà apprezzare in occasione dello spettacolo, dove danza e installazione scenica si compenetrano.

All'interno del Munda, infatti, gli spettatori di troveranno avvolti da “Ventiquattro panneggi termoformati manualmente in polistirene bianchi che scendono dal soffitto appesi da altrettante corde nere". Commenta Sabatini Odoardi. "E’ un lavoro che attraverso la metafora e la sublimazione della “piega” cerca di definire la sua incessante volontà di stratificarsi, produrre composizioni visive, rapporti aritmetici, “accordi”, che contribuiscono ad una diversa armonia(...)".

Un happening “annodato” e “congelato” la cui narrazione è affidata alla danza di Francesca La Cava.

A seguire, ma all'esterno del MUNDA,  SATURA…SI. La narrazione di una società, quella  odierna, completamente appiattita sulla tecnologia. Una tecnologia fatta di televisione, di smartphone, di social network che ci condiziona, che influenza i nostri rapporti e il nostro modo di agire, che ci omologa. Un lavoro coreografico fortemente esplicativo portato in scena con la giusta leggerezza, senza cadere in toni censori. Un invito, ironico e provocatorio,  a prendere le distanze, anche solo per un momento, da tutto questo “essere hi-tech”, proprio come ci esortano gli stessi danzatori sul finale della coreografia “spegnendo” la loro performance.” (Simona Pucciarelli, Teatrionline).

Luca Castellano, Sara Pischedda, coreografia, danza e costumi; musica AAVV, Ivano Cugia luci

produzione ASMED - Balletto di Sardegna

 

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA PER IN- HABIT

TF. 3395838563

 

INGRESSO LIBERO PER SATURA...SI

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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