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VII edizione "Il Mese della Memoria” dal 26 gennaio al 24 febbraio 2015 - incontri, spettacoli e concerti nelle scuole per riflettere sulla Shoah

L'associazione i PRESìDi DEL LiBRO e Regione Puglia organizzano la rassegna “Antisemitismo, nuovi razzismi, fanatismo: Quale futuro per l’Europa”

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di Cristina Martinelli -- Saggista


:: Politica

Mer 21 Gennaio 2015 - 22:07


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“Siamo in guerra, anche se è una guerra non convenzionale”: questa l’affermazione più ricorrente in questo inizio di un 2015 che effettivamente si è presentato con atti terroristici gravi e risposte disordinate, se non insufficienti.
La stessa grande manifestazione di Parigi dell’11 gennaio con il suo corollario di altre mobilitazioni in varie città francesi ed europee, non acquieta gli animi seriamente preoccupati, poiché nate da un moto estemporaneo, forse destinato a rimanere un fatto isolato, non essendo radicato in un profondo impegno civile, persino quando questo viene declinato come impegno politico.

“Siamo in guerra” soltanto da oggi?; ma chi ha vissuto questi 70 anni di “pace”, dopo la fine della II Guerra Mondiale, potrebbe veramente dire di non avere avuto paura, almeno a tratti, per un pericolo imminente, capace di scatenare conflitti irrimediabili, uno per tutti, la minaccia atomica? Muri e filo spinato non sono davvero mancati.

La nostra società ha da tempo accettato di galleggiare in una ignoranza travestita da sapienza accessibile a tutti, che potremmo definire orizzontale e, quindi, livellata verso il basso, che non argomenta più, lasciandosi sospingere alla cieca da ragioni economiciste.

Per non generalizzare, rischiando di fare anche qui un discorso retorico e infruttuoso, direi che la colpa maggiore è di un intellettualismo senza la sapienza, che sarebbe il precipitato utile per tutti. Ecco perché bisogna plaudire alle iniziative culturali oneste, disinteressate, capaci di raggrumare attenzione e dibattito, nella speranza che a forza di piccole scalfitture si possa aprire un varco nel quale germoglino le nuove pianticelle di una società più giusta e felice.

Come avviene già da alcuni anni, la Regione Puglia ha affidato all’Associazione Presìdi del libro, capillarmente presente su tutto il territorio regionale, la progettazione e l’organizzazione delle iniziative denominate “Mese della Memoria” che si terranno dal 26 gennaio al 24 febbraio 2015, articolate in incontri, spettacoli e concerti nelle scuole, come stimolo di riflessione sulla Shoah.
(vedi calendario al link in occhiello).
Consapevoli dell’importanza e del valore etico e sociale delle iniziative sulla Memoria, partendo dal ricordo della Shoah, saranno trattati temi che solitamente vengono lasciati allo storico, il cui lavoro è largamente ignorato e vissuto come una sua passione personale. La Storia, invece, è il codice per leggere i tratti del presente, saldando il presente al futuro, perciò deve sapere arrivare a tutti. Soltanto così, nessun umano potrà rimanere senza parole adeguate dinanzi ad un qualsiasi avvenimento, tantomeno un poeta, come è proprio capitato nei giorni degli attentati di Parigi, quando la mia amica poetessa Pina Petracca mi ha inviato una sua poesia scritta di getto sull'onda emotiva del dramma, coerente con la sua visione estetica, ma evidentemente non ancora limata. Parole ispirate dall'amarezza del vuoto delle tante parole che inondavano i Media, senza riuscire né a individuare soluzioni politiche, né a confortare lo smarrimento della gente. Nel messaggio che l’accompagnava, Pina mi diceva: «…l'ho scritta ieri sera come riflessione dinanzi all'impotenza avvertita ascoltando in TV o leggendo sul web di varie posizioni ideologiche circa l'attentato terroristico di Parigi di questi giorni. Tutti ne parlano, ognuno dice la sua, tutti sembrano sapere e capire, poter dare la versione della ragione e del torto. Io no! Io non so dire dove sia la vera ragione! O cosa ci sia alla radice di tanto odio, dove siano i primi veri errori e chi li ha commessi. Ecco perché preferisco tacere sul tema. Sarò io ignorante, ma sono dell'idea che se alla base di tutti i rapporti tra gli umani ci fosse il rispetto reale delle diversità, tutto sarebbe più facile!»

Dopo
Io
che tanto
amo le parole
le idee associate
a un senso
il senso dissociato
i voli
a un soffio
da ogni soffio
i passi indietro
ad ogni passo
il ritmo
al battito del cuore
ad un sospiro
appena da un infarto.
Io
che tanto amo
le sillabe
gli accenti
i punti fermi
in bilico
lo sguardo
oltre il costato
l'abbraccio
oltre le spalle.
Tanto odio
le parole tante
ognuno le sue
vuote
dopo la strage.
E nulla potendo
decido di tacere.

Pina Petracca

www.presidi.org
http://www.presidi.org/files/MM2015-programma.pdf

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Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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