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Corea del Nord, fallito lancio di un nuovo missile balistico

Qual è l’arsenale bellico di Pyongyang?

di Roberto Sciarrone ---- Sapienza, Università di Roma


:: Esteri

Dom 16 Aprile 2017 - 12:47


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Ed eccoci alla pasqua degli annunciati test nucleari, quelli coreani. La notizia è che la Corea del Nord ha lanciato un missile balistico all’alba dalla base militare di Simpo, costa orientale, ma il lancio ha fallito miseramente. Le fonti sono quelle del comando della Corea del Sud, confermate successivamente anche dal Pentagono. Intanto Mike Pence, vicepresidente USA, oggi sarà a Seul e la tensione non pare sciogliersi. Del resto la “grande propaganda” messa in scena ieri nell’ambito della parata militare tenutasi a Pyongyang - nel 105° anniversario della nascita del fondatore dello Stato nord coreano Kim II-sung – ha diffuso in tutto il mondo le immagini di un esercito pronto alla guerra, armi, uniformi e coreografie da regime. Coreografie che ci hanno riportato indietro agli anni Trenta del Novecento quando la “pubblicità” del fuhrer era magistralmente organizzata dal ministro della Propaganda nazista Joseph Goebbels, volta a incutere timore e rispetto al nemico. In qualche modo il dittatore di Pyongyang ha mostrato i muscoli, i suoi. Ma sono davvero così “grossi”? Esclusi i missili impiegati nei test nucleari degli ultimi 10 anni Pyongyang mantiene il più stretto riserbo circa il proprio apparato bellico, generando parecchi dubbi tra gli esperti. Il primo punto che non trova conferme è quello relativo ai famigerati missili che potrebbero raggiungere la costa occidentale degli Stati Uniti, in realtà nessun missile intercontinentale è mai stato testato e lo scetticismo in questi casi è d’obbligo. Secondo fonti nordcoreane l’esplosione del test dello settembre 2016 è stata prodotta da una bomba a idrogeno, molto più potente dell’atomica. Anche su questo punto gli esperti sono divisi, ma la maggior parte propende per l’atomica. Il terzo grande dubbio riguarda l’utilizzo da parte del regime nord coreano di uranio nel corso dei suoi test balistici, se così fosse la Corea del Nord avrebbe – come dichiara – una riserva nucleare da utilizzare in caso di guerra. In uno studio dell’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI) si legge che attualmente la Corea del Nord è lo Stato più militarizzato al mondo, oltre a rappresentare la quinta potenza militare assoluta per disponibilità di uomini dopo Stati Uniti, Cina, Russia e India, circa un milione di uomini in servizio e 6 milioni tra riservisti e paramilitari. Numeri comunque impressionanti per un paese di 25milioni di abitanti. Nonostante i “numeri” appena citati la maggior parte dell’arsenale bellico nord coreano sarebbe obsoleto e risalente agli anni Sessanta, anche se non va sottovalutato. Vediamo adesso in dettaglio la capacità sia delle armi convenzionali sia delle armi nucleari del regime di Pyongyang. Attraverso i test nucleari condotti negli ultimi undici anni (dal 2006) sappiamo pure dell’ammodernamento di alcune armi in possesso al dittatore nord coreano, i missili conosciuti sono gli Scud B, C ed ER che possiedono tutti una gittata tra i 300 e i 500 km sono in grado di trasportare piccole testate nucleari. Definiti missili a “raggio corto” potrebbero arrivare a colpire la Corea del Sud. I Nodong invece, sono quelli a “raggio medio” ed hanno una gittata tra i 1.300 e i 3.000 km, quindi possono raggiungere agevolmente Tokyo e il Giappone tutto, oltre alle basi statunitensi di Okinawa e Guam. Musudan o Taepo Dong “lungo raggio” possiedono una gittata oltre i 3.000 km e quindi possono colpire, oltre l’isola di Guam, anche lo Stato dell’Alaska, Hawaii e alcune zone costiere degli Usa. Su questi missili è possibile montare testate nucleari (delle quali Pyongyang non è ancora però in possesso). Poi ci sono le armi chimiche di cui si stima che la Corea del Nord ne possieda circa 5.000 tonnellate, abbastanza per contaminare un’area grande quattro volte la metropoli di Seul e i missili intercontinentali KN-14 e KN-08, co gittate tra i 10.000 e gli 11.500 km visti nelle recenti parate pubbliche che potrebbero arrivare fino in Florida. E poi l’atomica. Tecnicamente il regime di Pyongyang dispone della bomba atomica ed è nei fatti il nono paese al mondo a disporre di tale arma ma, secondo fonti militari americani, non avrebbe la capacità di montare un dispositivo atomico su di un missile e quindi di usarlo come vera e propria arma. Manca cioè il passaggio decisivo per trasformare il nucleare in strumento di morte, per essere montata su di un missile l’atomica deve essere miniaturizzata – resa molto piccola - e al momento Pyongyang non sembrerebbe disporre né della tecnologia, né del know-how necessari per poter fare questo salto di qualità. Le opzioni militari in mano alla Corea del Nord sembrano quindi essere due, o almeno quelle più verosimili: attacchi limitati contro navi da guerra di Seul, a isole o zone di confine; attacchi nucleari contro le basi statunitensi nel Pacifico che però potrebbero essere facilmente intercettati attraverso batterie di missili Standard imbarcati sulle navi della Settima Flotta. La seconda opzione viene quindi generalmente ritenuta inconsistente. Intanto, in relazione al fallito test di stamane, ancora nessuna reazione ufficiale da Washington anche se Trump è stato avvertito. Il ministro della Difesa americano, James Mattis ha dichiarato che “il presidente ed il suo staff della Sicurezza Nazionale sono stati informati del lancio del missile nordcoreano. Per stasera non sono previsti commenti” o prese di posizioni da parte della Casa Bianca. Fonti militari statunitensi hanno comunque precisato che il missile nordcoreano lanciato dalla base di Simpo non era un vettore intercontinentale (Icbm) in grado di raggiungere gli Stati Uniti. Nell’area gli Usa hanno schierato un potente dispositivo militare, la squadra navale guidata dalla portaerei a propulsione nucleare Carl Vinson, formata anche da 6 cacciatorpediniere classe Arleigh Burke ed un incrociatore classe Ticonderoga (tutti dotati del sistema di difesa Aegis) oltre a sottomarini d’attacco, due cacciatorpediniere Arleigh Burke in grado di lanciare missili da crociera Tomahawk - come i 59 sparati verso la base siriana di Shayrat venerdì corso - a meno di 500 km dal sito dove si sono effettuati i precedenti 5 test nucleari nordcoreani. A rafforzare ulteriormente il dispositivo militare Usa bombardieri pesanti Usa B-52 e i B-2 Spirith (stealth, invisibili ai radar) sono posizionati nella base aerea di Guam. Il teatro di guerra è pronto, gli attori sono ancora nei camerini, speriamo annullino lo spettacolo.

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