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Migranti, ricollocazione e reinsediamento: Maggiore impegno da tutti gli Stati membri

Nell'undicesima relazione della Commissione Ue emergono progressi costanti ma occorrono più sforzi per raggiungere gli obiettivi


:: Uno Sguardo all' Europa

Gio 13 Aprile 2017 - 00:06


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Bruxelles, 12 aprile 2017 - La Commissione ha adottato oggi l'undicesima relazione sui programmi di ricollocazione e di reinsediamento di emergenza dell'UE, in cui valuta le azioni intraprese a partire dal 2 marzo 2017.

Gli Stati membri hanno compiuto progressi costanti in materia di ricollocazione, registrando un nuovo record mensile di 2 465 persone ricollocate. Finora sono state ricollocate in tutto 16 340 persone. Occorrono tuttavia maggiori sforzi da parte di tutti gli Stati membri per garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei prossimi mesi. Sul reinsediamento gli Stati membri hanno continuato a compiere progressi significativi: finora hanno offerto a 15 492 persone percorsi migratori sicuri e legali. Nella relazione odierna si rivolgono raccomandazioni mirate agli Stati membri per contribuire a migliorare il processo di ricollocazione e di reinsediamento.

Dimitris Avramopoulos, Commissario europeo per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza, ha dichiarato: "Il mese di marzo ha segnato un nuovo record in termini di persone ricollocate. Questa è un'espressione di solidarietà e una dimostrazione di responsabilità. Ora gli Stati membri devono rispettare gli impegni presi e intensificare i loro sforzi: è per loro un obbligo politico, morale e giuridico. Invito i paesi che non hanno ancora partecipato a questo sforzo comune a unirsi agli altri. Ricollocare nei prossimi mesi tutte le persone ammissibili dalla Grecia e dall'Italia è perfettamente fattibile. Al tempo stesso, siamo riusciti a reinsediare più di due terzi delle 22 500 persone a cui ci eravamo impegnati a offrire un percorso sicuro e legale nel luglio 2015. Questa è una buona notizia. Stiamo rispettando l'impegno di condividere la responsabilità con paesi terzi come la Turchia, la Giordania e il Libano."

Ricollocazione

Il ritmo delle ricollocazioni ha continuato ad aumentare, con un miglioramento del 27% rispetto al miglior mese precedente: con più di 1 600 ricollocazioni dalla Grecia e più di 800 dall'Italia, marzo ha registrato un totale di 2 465 persone ricollocate. Il 10 aprile erano state eseguite in tutto 16 340 ricollocazioni: 5 001 dall'Italia e 11 339 dalla Grecia. Nonostante questi progressi, tuttavia, l'attuale ritmo delle ricollocazioni è ancora decisamente inferiore agli obiettivi stabiliti per garantire che tutte le persone ammissibili siano ricollocate nei prossimi mesi.

Con circa 14 000 candidati alla ricollocazione rimasti in Grecia e circa 3 500 registrati finora per la ricollocazione in Italia, il numero totale delle persone ammissibili alla ricollocazione presenti nei due paesi è nettamente inferiore a quello previsto nelle decisioni del Consiglio. Date queste cifre, se si rispettano gli obiettivi approvati dal Consiglio europeo di almeno 3 000 ricollocazioni al mese dalla Grecia e l'obiettivo fissato dalla Commissione di almeno 1 500 ricollocazioni al mese dall'Italia, è perfettamente possibile ricollocare tutti i richiedenti ammissibili attualmente presenti in Grecia e in Italia entro settembre 2017. Poiché le condizioni preliminari e l'infrastruttura operativa per la ricollocazione sono già pienamente in funzione in entrambi i paesi, e le agenzie dell'UE e le organizzazioni internazionali hanno aumentato le loro capacità di raggiungere gli obiettivi, sta ora agli Stati membri dimostrare volontà politica e intensificare e coordinare i loro sforzi per rispettare gli impegni.

Nell'intento di eliminare gli ostacoli operativi e logistici residui nella procedura di ricollocazione, la relazione odierna rivolge raccomandazioni mirate a determinati Stati membri su come migliorare l'intero processo, dalla presentazione dell'impegno all'esecuzione del trasferimento.

Per migliorare la procedura di ricollocazione, gli Stati membri dovrebbero soprattutto:

·         presentare impegni a scadenza mensile, potenziare la loro capacità di trattare le richieste di ricollocazione e abbreviare i tempi di risposta;

·         evitare preferenze troppo restrittive e ritardi, ma anche limitare i requisiti tali da causare ritardi nella procedura di trasferimento;

·         dar prova di maggiore flessibilità per quanto riguarda la possibilità, nel caso dell'Italia, e la necessità, nel caso degli Stati membri di ricollocazione, di procedere a colloqui di sicurezza supplementari;

·         dare la precedenza alle domande relative a persone vulnerabili, in particolare i minori non accompagnati;

·         nel caso dell'Italia, inoltre, si dovrebbe procedere prima possibile alla registrazione e all'identificazione di tutti i candidati ammissibili.

Mentre alcuni Stati membri (Lussemburgo e Portogallo) progrediscono costantemente nell'adempimento dei loro obblighi nei confronti della Grecia e dell'Italia, in altri (Bulgaria, Croazia e Slovacchia) le ricollocazioni sono molto limitate. Se l'Austria ha annunciato che inizierà presto a eseguire ricollocazioni, altri Stati (Ungheria e Polonia) rifiutano tuttora di partecipare al meccanismo di ricollocazione. Al momento solo due Stati membri (Malta e Finlandia) sono sulla buona strada per rispettare puntualmente gli obblighi relativi alla Grecia e all'Italia.

La Commissione fa quindi appello agli Stati membri perché seguano le sue raccomandazioni e raggiungano gli obiettivi, in modo da accelerare il tasso di ricollocazione in maniera coordinata prima della prossima relazione, prevista per maggio 2017. Come sottolineato nella precedente relazione, se gli Stati membri non aumenteranno presto le rispettive ricollocazioni, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri ad essa conferiti dai trattati nei confronti di chi non avrà rispettato le decisioni del Consiglio, tenendo presente che l'obbligo giuridico di ricollocare le persone ammissibili non decadrà dopo il mese di settembre. La Commissione rimane disponibile ad aiutare gli Stati membri a progredire nell'adempimento dei loro obblighi.

Reinsediamento

Il programma di reinsediamento continua a progredire. Con 15 492 persone reinsediate in 21 paesi [1] al 10 aprile, sono già stati effettuati più di due terzi dei 22 504 reinsediamenti stabiliti nel programma europeo di reinsediamento. Dal 28 febbraio 2017, 1 070 persone sono state reinsediate principalmente dalla Turchia, dalla Giordania e dal Libano.

Alcuni Stati membri e paesi associati (Estonia, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia, Svezia, Regno Unito, Islanda, Liechtenstein e Svizzera) hanno già raggiunto i loro obiettivi e altri si sono uniti al gruppo degli Stati partecipanti attraverso il programma dell'UE, ma le responsabilità continuano a essere distribuite in modo diseguale. Nove Stati membri (Bulgaria, Cipro, Grecia, Croazia, Malta, Polonia, Romania, Slovacchia e Slovenia) devono ancora dare inizio ai reinsediamenti nell'ambito degli attuali programmi a livello di UE.

Il ritmo dei reinsediamenti dalla Turchia, che sono compresi nella cifra totale, si è ulteriormente accelerato nelle ultime settimane: dall'ultima relazione sono stati reinsediati 1 053 siriani. Sono in tutto 4 618 i rifugiati siriani a cui è stato offerto un passaggio sicuro e legale in Europa in seguito alla dichiarazione UE-Turchia. Gli Stati membri stanno progredendo nei preparativi per altri reinsediamenti e gli impegni ammontano ora a 26 112, con un aumento significativo rispetto a quanto riferito nell'ultima relazione. L'Austria e la Romania stanno preparando i loro primi reinsediamenti nell'ambito del programma. Esistono però Stati membri che non hanno mai eseguito reinsediamenti né avviato iniziative per reinsediare dalla Turchia (Cipro, Danimarca, Ungheria, Malta, Polonia e Slovacchia).

Nonostante i notevoli progressi compiuti, gli Stati membri che sono ancora lontani dal raggiungere gli obiettivi e quelli che non hanno ancora eseguito reinsediamenti nell'ambito dei programmi dell'UE devono intensificare l'impegno per reinsediare appena possibile, contribuendo così agli sforzi comuni profusi per offrire percorsi sicuri e legali verso l'UE a persone bisognose di protezione internazionale e per attuare la dichiarazione UE-Turchia.

Contesto

Con il meccanismo temporaneo di ricollocazione di emergenza, istituito nel settembre 2015 da due decisioni del Consiglio, gli Stati membri si sono impegnati a ricollocare le persone bisognose di protezione internazionale dall'Italia e dalla Grecia. A seguito di una modifica della seconda decisione del Consiglio sulla ricollocazione, adottata dal Consiglio il 29 settembre 2016 e mirante a mettere a disposizione 54 000 posti non ancora assegnati, così da poter ammettere legalmente nell'UE siriani provenienti dalla Turchia, l'impegno sancito dalle decisioni riguarda ora la ricollocazione di 98 255 persone.

L'8 giugno 2015 la Commissione ha adottato una proposta su un programma europeo di reinsediamento, in seguito alla quale, il 20 luglio 2015, gli Stati membri hanno convenuto di reinsediare 22 504 persone in evidente bisogno di protezione internazionale.

Il Consiglio europeo del 7 marzo 2016 ha sollecitato un'accelerazione nell'attuazione della ricollocazione per alleviare la situazione umanitaria in Grecia. Nelle conclusioni del 20 e 21 ottobre, il Consiglio europeo ha rinnovato l'invito a intraprendere ulteriori azioni per rendere più rapida l'attuazione dei meccanismi di ricollocazione e reinsediamento, a fronte dell'urgente necessità di fornire assistenza a Grecia e Italia. Il Consiglio europeo del 15 dicembre ha approvato il piano d'azione comune sull'attuazione della dichiarazione UE-Turchia, che includeva per la Grecia l'obiettivo di 3 000 trasferimenti mensili, e ha ribadito l'invito a intensificare ulteriormente gli sforzi per accelerare il processo di ricollocazione, in particolare dei minori non accompagnati, e i meccanismi di reinsediamento esistenti.

La dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016 prevede che, per ogni siriano rinviato in Turchia dalle isole greche, un altro siriano sia ricollocato dalla Turchia nell'UE. Questo principio si applica dal 4 aprile 2016. La priorità è data ai migranti che non sono entrati o non hanno cercato di entrare irregolarmente nell'UE in precedenza.

Il 13 luglio 2016 la Commissione ha proposto un quadro dell'Unione per il reinsediamento permanente, che stabilisce un insieme comune di procedure standard per la selezione dei candidati al reinsediamento e uno status comune di protezione da accordare alle persone reinsediate nell'UE, al fine di razionalizzare e rendere più efficaci i futuri impegni europei in materia di reinsediamento.

Nel 2016 la Commissione ha adottato la prima relazione su ricollocazione e reinsediamento. La seconda, la terza, la quarta, la quinta, la sesta, la settima, l'ottava, la nona e la decima relazione sono state adottate rispettivamente il 12 aprile18 maggio15 giugno,13 luglio28 settembre9 novembre e 8 dicembre 2016 e il 28 febbraio e 2 marzo 2017.

Per ulteriori informazioni

Comunicazione: Undicesima relazione sulla ricollocazione e sul reinsediamento

Allegato 1: Ricollocazioni dalla Grecia

Allegato 2: Ricollocazioni dall'Italia

Allegato 3: Situazione dei reinsediamenti

SCHEDA INFORMATIVA: Ricollocazione e reinsediamento

SCHEDA INFORMATIVA: Gestire la crisi dei rifugiati: sostegno finanziario dell'UE alla Grecia

Agenda europea sulla migrazione

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 40 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione del Consiglio sulla ricollocazione di 120 000 persone dall'Italia e dalla Grecia

Decisione (UE) 2016/1754 del Consiglio, del 29 settembre 2016, che modifica la decisione (UE) 2015/1601 che istituisce misure temporanee nel settore della protezione internazionale a beneficio dell'Italia e della Grecia

Conclusioni del Consiglio sul reinsediamento di 20 000 persone bisognose di protezione internazionale

Dichiarazione UE-Turchia del 18 marzo 2016

 

[1] Belgio, Repubblica ceca, Danimarca, Germania, Estonia, Francia, Islanda, Irlanda, Italia, Lettonia, Liechtenstein, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia, Austria, Portogallo, Spagna, Finlandia, Svezia, Svizzera e Regno Unito.


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