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Un'offerta di Poesia di Natale Tedesco

Postuma la raccolta di versi ''Un’offerta al passante''- Pungitopo Ed., Gioiosa Marea[ME], 2017- di Natale tedesco che fu ordinario nella facoltà di lettere dell’Università di Palermo e direttore dell’Istituto di Letteratura Italiana

recensione di Sergio Spadaro - critico letterario


:: Cultura Arte Spettacolo

Dom 19 Marzo 2017 - 14:41


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Appare postuma la raccolta di versi Un’offerta al passante (Pungitopo Ed., Gioiosa Marea[ME], 2017) di Natale Tedesco, che fu ordinario nella facoltà di lettere dell’Università di Palermo e direttore dell’Istituto di Letteratura Italiana. A parte gli importanti studi sicilianistici, di lui si ricorda l’attenzione portata alla poesia, sfociata nell’antologia critica Poeti siciliani del Novecento (Flacco vio, PA, 1995): rimane celebre, per la poesia di Lucio Piccolo, il giudizio come “cultura della crisi e dormiveglia mediterraneo”. Ma Tedesco fu anche, sporadicamente, poeta in proprio (suoi versi, nel 2011, sono stati pubblicati dall’editore Aragno, sotto il titolo In viaggio, di cui nella presente silloge sono riportati quattro testi).    La raccolta è stata curata dalla vedova Domenica Perrone, anche lei cattedratica di letteratura (si ricordano almeno gli acuti saggi su Brancati, Vittorini e Joppolo de I sensi e le idee,Sellerio, PA, 1985), la quale nel risvolto di copertina giustamente pone l’accento sulla “sedimentata intimità con la poesia” di Tedesco e sulla sua qualità tesa a catturare “particolari della realtà per condensarvi un sentimento della vita e del suo misterioso accadere”. Come nella citata poesia di apertura sul rampicante, i cui fiori lasciano cadere, come piccole gemme, “un’offerta al passante”. Proprio per la brevità dei testi e il loro basarsi su particolari significanti, che rinviano metaforicamente a una più generale visione del mondo e a una più profonda temperie sentimentale, la curatrice ha intitolato la prima sezione Quasi un haiku (anche se, ovviamente, di questa forma giapponese mancano  le rigide scansioni metriche e sillabiche). E del tutto  conseguente a questa sinteticità dell’espressione appare anche la sezione Flashes,  perché i testi “illuminano”, come degli improvvisi lampi di luce, le situazioni e gli squarci esistenziali descritti. Ci sono al riguardo due versi di Tedesco che conferma no questa caratterizzazione:”stagioni di vita e di poesia / accendono la tua esistenza” (p. 37).

Nel testo relativo, oltretutto, appaiono molti nomi , che a noi è parso riferire alle persone, ai poetiche li portavano da vivi: Sbarbaro, Gozzano, Sereni, Bertolucci, Luzi e Caproni. D’altra parte Luzi è non soltanto apertamente citato (in Domande a Laura rileggendo,,, ) nel titolo, ma due suoi versi,fra virgolette, sono riportati nel testo, Così avviene pure per quanto riguarda le arti visive (nel testo I quadri mi ricordano gli amici , p. 45): in “Bruno” è da vedere il pittore Caruso e in “Leonardo” ovviamente Sciascia, anche perché è detto che “sorride a bocca chiusa”e, conoscendo il suo amore per le stampe, “da l’antiquario si appassiona / sfogliando le carte di Maccari”.   

Quel che non ci si sarebbe aspettato è la ricorrenza di testi dedicati alla luna (pp. 29, 31, 33, della sezione Variazioni sulla luna) o in cui l’astro appare citato (pp. 13, 15, 53): ciò caratterizza in senso archetipico dal lato dell’inconscio e di una sensibilità “al femminile”, la personalità dell’autore. La soggezione alle forze inconsce è simbolicamente espressa attraverso la funzione della luce lunare, equiparata a quella solare e diurna: “lascia un segno di chiarore”, “lascia un arco lucente”, “ha scon fitto la nuvolaglia che l’assediava”. Anche sconfiggere le tenebre notturne costituisce un’illuminazione (una “consapevolezza”, come avviene dalla parte della coscienza). Sotto l’aspetto formale, la versificazione di Tedesco è in generale perfettamente novecentesca (a volte senza interpunzione, ma con maiuscola al cambio della frase: es. p. 11) Ci sono due testi (p. 17 e 21) in cui appaiono dei grafismi, perché alcune parole finali sono staccate dal restante testo (sono, per così dire, “evidenziate”).

    Ma è per l’aspetto fonologico che la raccolta si caratterizza di più, quando ci sono accostamenti  di parole che formano delle paronomàsie apofoniche  ( basate cioè sull’alternanza vocalica): “segno / sogno” (p, 41) e “spumeggia / spiaggia” (p, 55).

   Nel testo finale è prefigurata – luzianamente – la fine del viaggio terreno, ma ciò avviene col distacco e la serenità di chi ha compreso il senso dell’esistenza: “la vita ci dolora accanto, / ma è  una compagna implacabile”.                                                                                     

 

NATALE TEDESCO, Un’offerta al passante, Pungitopo Ed, Gioiosa Marea [ME], 2017, € 8


Ultima modifica Dom 19 Mar 2017 - 15:22


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