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Primo incontro al vertice fra Stati Uniti e Berlino: nessun disgelo fra i due leader

''Trump rifiuta di stringere la mano alla Merkel e fa gelide battute sulle presunte intercettazioni dell’amministrazione Obama''

di Alessandra Caputo


:: Uno Sguardo all' Europa

Sab 18 Marzo 2017 - 13:06


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Washington  - Il primo incontro ufficiale a Washington fra il neo presidente Donald Trump e la cancelliera tedesca Angela Merkel sembra non aver smosso il gelo fra le posizioni divergenti che caratterizzano i due leader.

Trump infatti solo un paio di mesi fa aveva dichiarato in un’intervista esclusiva per il giornale tedesco Bild (uno dei più popolari) che "La Germania usa la UE come mezzo per raggiungere i suoi scopi"e ha rincarato la dose dicendo che la cancelliera tedesca aveva fatto un “errore catastrofico” aprendo le porte ai migranti.

Dal canto suo la Merkel aveva definito “ingiustificato” lo stop agli ingressi in Usa dei rifugiati, cavallo di battaglia del presidente durante la campagna elettorale.

 

Il video che ha fatto il giro del mondo prima ancora che l’incontro iniziasse ritrae la Merkel e Trump nello studio Ovale, la cancelliera tedesca su suggerimento dei giornalisti chiede al tycoon: "Ci stringiamo la mano?", ma lui finge volutamente di non sentirla e senza neanche guardarla tiene le mani ben serrate fra le gambe.

 

I temi in agenda erano molti, a partire dalle questioni commerciali e di sicurezza legate alla Nato, ma anche il conflitto in Ucraina, la pace in Medio Oriente e i rapporti di politica estera.

Un'America più forte è nell'interesse del mondo intero", ha affermato Donald Trump aprendo la conferenza stampa alla fine dei colloqui e ha ribadito che nonostante il forte supporto degli Stati Uniti i paesi alleati devono pagare una “giusta quota”.

L' obiettivo fissato per ogni Paese Nato infatti è del 2% del PIL, ma solo quattro dei 27 paesi, oltre agli Stati Uniti, ha rispettato l’impegno. Nelle ultime settimane la questione è stata motivo di forti attriti fra l’amministrazione Trump e gli alleati.

 

Sulla questione del terrorismo e della pace in Ucraina entrambi i leader hanno confermato di voler collaborare fianco a fianco seppur con parole di circostanza e in un clima alquanto freddo.

Nessun passo avanti invece sul tema dell’immigrazione. “L'immigrazione è un privilegio, non un diritto", ha ribadito Trump e la Merkel ha risposto “Dobbiamo proteggere i nostri confini ma allo stesso tempo guardare ai rifugiati che scappano dalle guerre e dalla povertà".

 

Un’altra questione scottante riguardava la proposta avanzata da Trump di imporre dazi del 35% sulle case automobilistiche tedesche che producono in Messico le auto per il mercato statunitense.

Prima ancora che l’incontro fosse terminato la ministra dell'Economia tedesca, Brigitte Zypries, aveva dichiarato che qualora gli Stati Uniti avessero proceduto con la politica dei dazi la Germania avrebbe fatto ricorso al WTO, l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

A una giornalista tedesca che ha chiesto al presidente se le sue politiche non fossero per caso di stampo isolazionista Trump ha risposto: “Non so che tipo di stampa lei legga, ma che io sia un isolazionista è una fake news!".

Ad accompagnare la cancelliera tedesca al tavolo delle trattative commerciali i rappresentanti delle tre grandi aziende tedesche: Bmw, Siemens e Schaeffler mentre per la delegazione americana erano presenti i rappresentanti di Ibm, Dow Chemical, e Salesforce oltre a Jared Kushner, marito di Ivanka Trump e consigliere del presidente, il segretario al commercio Wilbur Ross e la stessa Ivanka Trump, che non riveste alcun incarico ufficiale nell’amministrazione.

 

La conferenza stampa si conclude con una battuta di Donald Trump, che voleva essere ironica ma ha lasciato impietrita Angela Merkel: “Spiati da Obama? Almeno abbiamo qualcosa in comune, forse...”, paragonando le presunte intercettazioni da parte di Barack Obama nei suoi confronti alla questione della Nsa che avrebbe spiato i telefoni di diversi leader mondiali, fra i quali anche la Merkel, sempre durante la precedente amministrazione Obama.

 

 

 

 


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