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Le "carrette del mare" con i migranti lasciate al largo da equipaggi in fuga

Nuovi metodi dei trafficanti per aggirare i controlli della Guardia costiera e di Frontex - Soccorsi 360 profughi siriani e trasferiti in centri di accoglienza di diverse regioni


:: Uno Sguardo all' Europa

Dom 04 Gennaio 2015 - 16:06


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Foto: Il mercantile “Ezadeen” nel porto di Corigliano Calabro

Si sono concluse nel porto di Corigliano Calabro le operazioni di sbarco dei 360 immigrati siriani che erano stati abbandonati in alto mare, sul cargo “Ezadeen”, dall’equipaggio in fuga.

Tra i migranti 50 donne e 74 minori (8 non accompagnati) che sono stati soccorsi nella notte di venerdì 2 gennaio dalla Guardia Costiera, al largo della costa calabra. Dopo lo sbarco sono stati trasferiti in centri di accoglienza di diverse regioni. Si tratta del secondo caso di nave abbandonata con migranti a bordo in pochi giorni.

Mercoledì scorso circa 800 persone, in gran parte siriani, sono sbarcati sulle coste pugliesi dopo essere state soccorse a bordo di un mercantile senza equipaggio. In precedenza, due settimane fa, la Marina aveva soccorso al largo delle coste siciliane 850 persone su un cargo abbandonato.

Per le Nazioni Unite l'abbandono dei migranti sulle “carrette del mare” è una "nuova, spaventosa tendenza nel traffico umano e un cinico capitolo dell'immigrazione illegale in mare".

Secondo Carlotta Sami, portavoce dell'agenzia Onu per i rifugiati, i trafficanti di esseri umani avrebbero cambiato tattica a causa della missione di salvataggio umanitario Mare Nostrum e anche per l'intensificarsi degli scontri in Libia, utilizzando navi da smantellare per trasportare i migranti che vengono abbandonati sul cargo in mare aperto, dopo la fuga dell’equipaggio.

L'Organizzazione internazionale per le migrazioni (OIM) stima che i trafficanti di uomini rastrellano oltre un milione di dollari dalle centinaia di migranti imbarcati in una delle "navi fantasma" lasciate al largo delle coste italiane, come avvenuto in quest’ultima settimana. Il portavoce dell’OIM, Joel Millman, stima che ogni persona che lascia la Siria imbarcandosi dalla Turchia paga dai mille ai duemila dollari, una somma che rende grossi profitti ai trafficanti che finanziano il noleggio di una vecchia nave in connivenza con l’equipaggio.

Da parte sua il commissario europeo all’Immigrazione, Avramopoulos, elogia l’operato della Guardia costiera italiana e di Frontex in soccorso ai migranti che erano stati lasciati alla deriva nel Mediterraneo, a bordo delle navi “Ezadeen” e “Blue Sky”, e sottolinea la necessità di un'azione dell’Ue risoluta e coordinata. "I trafficanti - considera - trovano nuove rotte per l'Europa e impiegano nuovi metodi per sfruttare i disperati". Pertanto la lotta contro queste organizzazioni criminali "sarà una priorità top" nel piano Ue.



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