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Torna al suo splendore la Venere pop di Mario Ceroli

In esposizione al Museo Macro di Roma grazie al restauro ad opera della fondazione Paola Droghetti

di Silvia Gambadoro


:: Cultura Arte Spettacolo

Dom 11 Dicembre 2016 - 17:56


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Roma - In occasione dell’esposizione dell’opera nella mostra "ROMA Pop City”, inaugurata al MACRO a luglio 2016  da poco conclusasi, è stata presentato il restauro dell’opera Goldfinger/Miss - dell’artista Mario Ceroli - grazie al fondamentale contributo della Fondazione Paola Droghetti che ne ha finanziato l’intervento di restauro, le indagini diagnostiche e la pubblicazione del catalogo ad esso dedicato, a cura dell’editore Gangemi. L’opera è tra i più noti capolavori custoditi nel museo MACRO, e tra i più interessanti della produzione del maestro negli anni’60. Essa è stata realizzata, in linea con la tecnica consolidata dall’artista in quegli anni e con gli orientamenti dell’Arte Povera, con assi di legno di pino sagomate; e si contraddistingue per la doratura di uno dei due fronti. La figura che in essa si propone è la reiterazione in chiave Pop della celebre Nascita di Venere di Sandro Botticelli, custodita agli Uffizi, anche se il titolo allude ad una Venere moderna, quella che nel celebre episodio Goldfinger della serie 007, uscito nelle sale cinematografiche nel 1964, appare senza vita distesa su di un letto e completamente ricoperta di vernice d’oro. La Goldfinger di Ceroli, datata 1964, è stata presentata per la prima volta nel 1965 alla IX Quadriennale di Roma a Palazzo delle Esposizioni, per entrare, subito dopo, nelle collezioni capitoline.

In discrete condizioni di conservazione,  necessitava tuttavia di una profonda revisione conservativa che ne valorizzasse al meglio le superfici e consolidasse parti che col tempo avevano perso adesione. L’intervento di pulitura da depositi superficiali è stato realizzato con tecnologia laser molto avanzata, e condotto con particolare perizia dalle due restauratrici Maria Gigliola Patrizi e Maria Brancati. L’intervento è stato preceduto da indagini diagnostiche non invasive condotte da Stefano Ridolfi e Susanna Crescenzi del Laboratorio Ars Mensurae; a completamento della documentazione fotografica di Sheila Mc Kinnon, sono stati eseguiti rilievi e modellazione 3D a cura di Paolo Solonia e Tommaso Leti Messina.

La Fondazione Paola Droghetti nasce  nel 1998, l'anno seguente alla scomparsa della restauratrice  Paola Droghetti, nata a Ferrara e naturalizzata romana.   La Fondazione è istituita per volontà del marito Vincenzo Ruggieri e le figlie Alessia, Marzia e Clarissa specializzandosi sul restauro a 360 gradi, dai merletti ai dipinti. A chiusura della mostra Roma Pop  City è stato organizzato dalla  Sovrintendenza Capitolina e Fondazione Paola Droghetti un ciclo di incontri per la divulgazione della cultura del restauro.

Grande esempio di mecenatismo a Roma, la Fondazione firma con il restauro della Venere in legno capitolina il quinto progetto con il Comune di Roma dopo "La Samaritana al pozzo", il "Pastore" di Arturo Martini, la Pendola del museo Napoleonico e un'opera del Museo Braschi.

 


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