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Clima, nuovo accordo al Vertice Onu Gli ambientalisti: “Risultati deludenti”

Confronto in Perù, a Lima, tra 195 Nazioni sui tagli alle emissioni di gas - Le azioni da prendere saranno decise tra un anno alla Conferenza di Parigi- Limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi


:: Politica

Lun 15 Dicembre 2014 - 23:00


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I delegati di 195 paesi riuniti a Lima, in Perù, per due settimane, hanno concluso i lavori in notturna il 14 dicembre e preparato il nuovo accordo sul clima - sui tagli alle emissioni di gas - che deve essere firmato alla Conferenza di Parigi, prevista nel dicembre 2015. Dopo lunghe trattative, è stata trovata una soluzione di compromesso. Gli ambientalisti hanno criticato il risultato ritenendolo debole e inefficace.

Il documento finale, invece, definisce storico l’accordo sulle strade da prendere per contrastare il cambiamento climatico. L'intesa prevede una serie di azioni da decidere a Parigi e indica nella prima metà del prossimo anno la scadenza entro la quale i paesi dovranno definire i propri piani nazionali di tagli alle emissioni di gas. Sulla base del testo sottoscritto, i paesi dovranno presentare all'Onu entro il 1° ottobre del 2015 impegni "quantificabili" ed "equi" di riduzione delle emissioni, oltre a una dettagliata informazione sulle azioni da seguire. L’obiettivo è l'adozione di un accordo universale e vincolante per limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi.

Per i portavoce dei Verdi, Luana Zanella e Angelo Bonelli i risultati del vertice sono deludenti: "A fronte di una dichiarata consapevolezza dei governi di tutti i paesi del mondo della necessità di contenere entro i due gradi l’aumento della temperatura del pianeta, il cambio di passo necessario per imprimere un nuovo orientamento alle politiche ambientali globali non c’è, né l’Europa, che dovrebbe e potrebbe essere potenza leader nella lotta al cambiamento climatico ha giocato il ruolo di traino che le competerebbe”.

Zanella e Bonelli aggiungono che i Verdi in Italia, in Europa e nel mondo si batteranno ancora più convintamene perché il vertice di Parigi recuperi il tempo perduto e proceda con l’inversione di marcia indispensabile per tentare di salvare il pianeta e il futuro dell’umanità".

Da parte sua, il presidente di Slow Food Italia, Gaetano Pascale, considera che "i paesi industrializzati devono assumersi le proprie responsabilità e accettare il maggior peso derivante dalla riduzione di gas serra a disposizione, accompagnando le industrie del Sud del mondo in una crescita sostenibile".

Il testo approvato a Lima non ha convinto alcuni esperti ed Organizzazioni non governative, che hanno definito l'accordo "debole", in quanto - affermano - il documento andava rafforzato e le azioni anti-emissioni necessarie dovevano essere più consistenti.

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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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