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Rapporto di Amnesty International 2015 ‘anno buio’ per i diritti umani

Uccisi 156 operatori umanitari – Il 94 per cento degli attacchi è musulmano - Oltre 122 Stati hanno praticato maltrattamenti


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Mer 24 Febbraio 2016 - 20:13


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Il 2015 è stato un "anno buio" per i diritti umani, "il peggiore dai primi anni 90". E’ quanto si legge nell’ultimo rapporto di Amnesty International. Esprimendo solidarietà a “Medici senza Frontiere” e alla famiglia di Giulio Regeni, Amnesty afferma che nel 2015 sono stati uccisi 156 difensori dei diritti umani. Sul terrorismo, Amnesty ricorda che "il 94% delle vittime degli attacchi è musulmano". E si dice "preoccupata" per come l'Italia ha esportato "bombe e sistemi militari in Arabia Saudita". "La protezione internazionale dei diritti rischia di essere compromessa a causa di interessi egoistici nazionali" e di "draconiane misure di sicurezza".     

Secondo Amnesty International, un'insidiosa e strisciante tendenza sta mettendo in pericolo i diritti umani: i governi attaccano di proposito le istituzioni che hanno creato per proteggere i diritti di tutti, riducono i finanziamenti a esse destinati o le ignorano.

Nel 2015 molti governi hanno violato in modo sfacciato il diritto internazionale nel loro contesto interno: oltre 122 stati hanno praticato maltrattamenti o torture e 30 paesi, se non di più, hanno rimandato illegalmente rifugiati verso paesi in cui sarebbero stati in pericolo. In almeno 19 paesi, governi o gruppi armati hanno commesso crimini di guerra o altre violazioni delle 'leggi di guerra'.

Amnesty rileva inoltre una preoccupante abitudine dei governi, che prendono sempre più di mira attivisti, avvocati e altre persone che difendono i diritti umani.

In parte, spiega Amnesty International, si tratta della reazione di molti governi alle minacce alla sicurezza cresciute nel 2015.

Molti governi hanno ostinatamente bloccato le iniziative delle Nazioni Unite per impedire atrocità di massa o chiamare i responsabili a rispondere delle loro azioni.

Il conflitto della Siria è uno degli orribili esempi delle catastrofiche conseguenze, per i diritti umani, del sistematico fallimento delle Nazioni Unite nel tener fede al loro ruolo vitale nel rafforzamento dei diritti umani e del diritto internazionale e nel chiamare a rispondere i responsabili delle violazioni.

Nel 2015 Amnesty International ha documentato gravi violazioni dei diritti economici, sociali, politici e civili in molti paesi, tra cui Angola, Arabia Saudita, Yemen, Burundi, Cina, Egitto, Gambia, Israele, Kenya, Messico, Pakistan, ma anche Regno Unito, Russia, Siria, Slovacchia, Stati Uniti. E ancora Thailandia, Ungheria e Venezuela.


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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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