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"Al Santuario con Pavese - di Franco Ferrarotti - Storia di un'amicizia" in libreria

"Ho sempre considerato Cesare Pavese un mio fratello maggiore....Ci sono incontri in cui misteriosi enzimi planano da una persona all’altra e le legano, immediatamente, in una sorta di patto clandestino per la vita"


:: Cultura Arte Spettacolo

Gio 21 Gennaio 2016 - 09:42


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                             Franco Ferrarotti

                                                                     Al Santuario con Pavese      

                                                                        Storia di un’amicizia

                                                                     Edizioni Dehoniane Bologna

                                                                          «Lapislazzuli» [P6]

                                                                  Pagine 128 - Prezzo e 11,50

                                      Previsto anche in e-book

                                                                      Uscita: 31 Gennaio 2016

 

«Ho sempre considerato Cesare Pavese un mio fratello maggiore. Fin dal primo momento, quando un nasuto spilungone magro magro, la faccia ossuta, quasi equina, e la sigaretta pendula dal lato sinistro della bocca, m’è apparso davanti. Ci sono incontri in cui misteriosi enzimi planano da una persona all’altra e le legano, immediatamente, in una sorta di patto clandestino per la vita.

(…) Negli anni più duri della Resistenza, nel 1943-1944, è probabile che al Santuario di Crea, nel Monferrato, Cesare Pavese abbia cercato conforto nella religione degli antichi padri. Credo che abbia anche fatto la comunione, forse in uno di quegli improvvisi, non resistibili ritorni di fiamma della fede degli anni d’infanzia. Un’esperienza piuttosto rara fra gli intellettuali molto consci di sé, della propria cultura, superbamente chiusi nella famosa torre d’avorio, pronti a turare i buchi dell’universo con i loro berretti da notte. Esseri così pieni di sé non possono capire né certamente hanno esperienza della notte mistica di Pascal, notte di sangue e fuoco, né possono comprendere lo struggimento di Pavese che, ormai non lontano dalla cameretta dell’Hotel Roma in cui si suicidò il 27 agosto del 1950, ricordava i giorni dell’infanzia, quando si proibiva di deglutire per non infrangere la regola del digiuno prima di ricevere l’ostia consacrata» (Franco Ferrarotti).

 

 

 

Sommario. Un amico fraterno.  Le fatiche del traduttore.  Tra Parigi e Londra.  Un febbrile dopoguerra. 
Il pudore dell’impegno. 
Riso amaro e antipolitica.  Le chiese di campagna.  Un uomo complesso e privato.  Riserbo e intimità.  Laici e laicisti.  Un anti-femminismo di facciata.  Il mistero di Dio.  La fede di un non credente.  La sensibilità politica di un impolitico.  Il realismo onirico.  Pavese e Fenoglio.  A cena con Il Partigiano Johnny.  Roma e il Premio Strega.  L’ultima partenza.  Due lettere di Pavese a Ferrarotti.

 

 

 

Autore. Franco Ferrarotti, professore emerito di Sociologia all’Università di Roma «La Sapienza», direttore della rivista La Critica sociologica, è stato deputato indipendente al Parlamento italiano dal 1958 al 1963. Tra i fondatori, a Ginevra, del Consiglio dei Comuni d’Europa nel 1949, ha assunto la responsabilità della divisione Facteurs sociaux dell’Ocse a Parigi. Nominato Directeur d’études alla Maison des Sciences de l’Homme di Parigi, ha ricevuto il premio per la carriera dall’Accademia nazionale dei Lincei ed è stato nominato Cavaliere di gran croce al merito della Repubblica. Con EDB ha pubblicato: La religione dissacrante. Coscienza e utopia nell’epoca della crisi (2013); Rivoluzione e trascendenza (2013); La concreta utopia di Adriano Olivetti (32014); Scienza e coscienza. Verità personali e pratiche pubbliche (2014); Elogio del piromane appassionato. Lettura e vita interiore nella società digitale (2015).


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