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Isis, l’ultima provocazione. I miliziani di al-Baghdadi e i nuovi orrori

di Roberto Sciarrone - Sapienza-Università di Roma


:: Politica

Lun 13 Ottobre 2014 - 21:17


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In foto Donne in Iraq

E’ stata la settimana dell’Isis.
Le notizie degli ultimi sette giorni hanno riempito l’agenda dei media e arricchito di nuovi dettagli, macabri, la storia contemporanea del movimento di Abu Bakr al-Baghdadi. Kobane, donne schiave, le austriache arruolate e per ultima – 12 ottobre – la provocazione della bandiera nera su Piazza San Pietro. Sembra la sceneggiatura di un film dell’orrore.
E’ l’orrore che si trasforma in realtà.
Sempre più difficile la situazione a Kobane, a un passo dal confine con la Turchia, dove ormai da giorni sventola bandiera nera.
Il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu, non ritiene realistica la creazione di un corridoio umanitario per l’invio di armi e il transito di volontari curdi dal confine turco a Kobane. Ankara, a quanto pare, si sarebbe accordata con Washington affinché l’intelligence turca addestri 4mila soldati dell’opposizione siriana.
Ma c’è di peggio. Il sito di Al-Arabiya afferma che “circa 10mila jihadisti dell’Isis sarebbero alle porte di Baghdad, pronti a sferrare l’attacco decisivo”. Sarebbe una catastrofe che ci riporterebbe indietro di decenni, sul fronte della sicurezza internazionale, almeno di quella percepita.
Intanto, le forze americane, assieme a quelle degli Emirati Arabi e dell’Arabia Saudita, hanno condotto nuovi raid aerei anti-Isis in Siria, nei pressi di Kobane e Raqqa.
In Iraq, inoltre, i caccia Usa, assieme a quelli britannici, hanno bombardato postazioni jihadiste nei pressi di Hit, Kirkuk e Ramadi. Lo riferisce Jim Acosta della Cnn citando il Centcom, il Comando centrale americano. Ma all’orrore non vi è mai fine.
La denuncia del rappresentante internazionale del Movimento delle donne curde, Nursel Kilic, ha scioccato i media di tutto il mondo: a Mosul donne vendute al mercato e sottoposte a mutilazioni genitali dalle milizie del Califfato. Afferma Kilic: “Donne vendute al bazar per cinque dollari. Esposte come buoi, con il cartellino del prezzo al collo, condannate a essere oggetto sessuale per i militari dell’Isis: schiave del Califfato”.
Una tratta delle schiave destinata a soddisfare gli appetiti degli stessi militari, che possono avere fino a quattro mogli, o dei capitribù che hanno ceduto alla violenza dell’Isis, nelle terre su cui già sventola la bandiera nera. Ma il prezzo del paradiso islamico lo pagano le donne di Mosul. “Per chi non accetta la dura legge della Sharja ci possono essere anche altre conseguenze. Più di cinquemila donne hanno subito finora mutilazioni genitali. La giusta punizione per non aver riconosciuto l’Islam”.
Dicevamo? All’orrore non vi è mai fine. La penultima notizia, in ordine di tempo, riguarda le due adolescenti austriache Samra Kesinovic (16 anni) e Sabina Selimovic (15). Le due ragazze, di origine bosniaca, erano sparite da Vienna il 10 aprile scorso lasciando un lapidario biglietto ai propri cari: “Serviremo Allah e moriremo per lui”. Una volta arrivate nella città siriana di Raqqa, roccaforte dei jihadisti dello Stato islamico, avrebbero sposato combattenti ceceni e ora sarebbero entrambe incinte. Secondo fonti della sicurezza citate dal quotidiano austriaco Oesterreich, le due ragazze non avrebbero alcuna possibilità di tornare a casa perché troppe persone le associano con l’Isis. Lo stesso portavoce del ministero dell’Interno di Vienna, Karl-Heinz Grundboeck, ha sottolineato che “una volta partito, è quasi impossibile” tornare in Austria. Si stima siano circa 160 gli austriaci che si sarebbero uniti ai jihadisti attivi in Iraq e Siria.
Dramma o follia? Ultima breaking news, in ordine di tempo (12 ottobre), riguarda la foto apparsa nella serata di domenica sulla prima pagina della testata on-line Dabiq.
La bandiera dell’Isis che sventola sull’obelisco di Piazza San Pietro è l’ultima provocazione: “The Failed Crusade”, crociata fallita. In riferimento ai raid della coalizione guidata dagli Stati Uniti contro i miliziani del Califfato.
Finzione o realtà?

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