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La frontiera si sgretola. L’ISIS conquista Kobane. L'ORRORE continua.

di Roberto Sciarrone - Sapienza-Università di Roma


:: Politica

Mer 08 Ottobre 2014 - 22:31


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La frontiera dell’occidente si sta sgretolando. I peshmerga curdi sono allo stremo.
Dopo giorni di violenta battaglia tra miliziani del “califfato nero” e curdi, lo Stato Islamico ha preso la parte orientale della cittadina di Kobane, in Siria, al confine con la Turchia.
Le immagini divulgate dall’agenzia di stampa Reuters sono inequivocabili: la bandiera nera dell’IS sventola sulla collina più alta della citta siriana, ma gli scontri non si fermano.
Nella notte di domenica (5 ottobre) sono stati uccisi almeno 20 jihadisti. Kobane è circondata.
I peshmerga a difesa dell’area appartengono all’YPG (Unità di Difesa del Popolo) - il braccio armato del Comitato Supremo Curdo del Kurdistan siriano - unità cui apparteneva anche la donna curda kamikaze, Arin Mirkan. Intanto alcuni ufficiali curdi affermano che l’ISIS, dalla collina occupata, può continuare a “fare fuoco” con l’artiglieria in maniera pressoché indisturbata. Sempre domenica alcuni colpi di artiglieria provenienti dalla Siria sono piovuti su un villaggio turco, causando il ferimento di quattro civili.
E, lunedì, almeno 30 peshmerga sono stati uccisi in due attentati suicidi nella città siriana di Hasakah, nord-est del Paese, ad oltre 140 chilometro da Kobane.
E la “grande coalizione”? Gli attacchi aerei anti-Isis non sono riusciti a fermare l’avanzata jihadista. I curdi rilanciano: «Non è sufficiente bombardare». Lunedì, l’ex capo del personale delle forze armate del Regno Unito, il generale Sir David Richards, ha definito «senza senso» la scelta di chi ha inviato i caccia Tornado in Iraq senza prevedere una «complementare» strategia di terra.
Dalla Turchia trapela: «Truppe se piano Usa include destituzione Assad». Intervistati dalla Cnn, il premier turco Ahmet Davutoglu ha spiegato che la Turchia invierà i propri militari sul terreno in Siria «solo se la strategia Usa includerà anche la destituzione di Assad». Per quanto riguarda Kobane, Ankara «ha la priorità al momento di salvare la vita alle decine di migliaia di persone fuggite dalla città», ha aggiunto il premier, sorvolando invece su un ipotetico impegno militare su quel fronte. Gli Stati Uniti contano la prima vittima, Jordan L. Spears, 21 anni. L’orrore continua.

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Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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