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Svolto seminario per giornalisti al Castello di Bauso di Villafranca Tirrena (ME)

L'evento è stato organizzato dall'Ucsi in sinergia con il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e la Sezione peloritana dell'Assostampa.


:: Attualità

Lun 30 Novembre 2015 - 16:55


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Da sinistra: Domenico Interdonato, vice presidente Ucsi Sicilia, Santino Franchina vice presidente del Consiglio Nazionale dei Giornalisti, Angelo Sindoni , presidente Ucsi Messina.

 

Al Villafranca Tirrena Castello di Bauso si è svolto, un convegno dedicato alla formazione professionale dei giornalisti. L'evento è stato  organizzato dall'Ucsi (Unione Cattolica della Stampa Italiana di Messina), in sinergia con  il Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti e la Sezione peloritana dell'Assostampa.

Due i relatori del Convegno: il vice presidente del Consiglio Nazionale dei Giornalisiti, Santino Franchina, e il neopresidente dei giornalisti cattolici messinesi prof. Angelo Sindoni (dell’Università di Messina), ha moderato l'evento il dott. Domenico Interdonato vice presidente dei giornalisti cattolici siciliani.

Il vice presidente dell'Cng Franchina, si è soffermato sulla "Storia della Deontologia professionale": "una storia importante, che il giornalismo italiano con l'Ordine dei Giornalisti, ha saputo curare, creando dal dopo guerra ad oggi, carte e codici comportamentali di estrema valenza.  Il continuo mutare dei media e dell'informazione ci porterà ad apportare dei cambiamenti anche in seno all'Ordine, ma questo deve essere voluto e proposto da noi giornalisti e non da una semplice legge, magari non condivisa. L'Ordine dei giornalisti non deve essere a servizio esclusivo dei giornalisti ma deve essere anche a servizio della gente".

Il prof. Sindoni ha confessato alla platea di essere nato e vissuto fino alla maggiore età a Villafranca "Risento l'eco di questo salone che mi ricorda la mia gioventù, forse l'amore per la storia è nato fra queste mura e oggi parlerò della: Genesi del modello mafioso, da Alessandro Dumas e dalla grande letteratura fino ai moderni stereotipi mediatici.  Pasquale Bruno, Il bandito della Valdemone (Villafranca Tirrena). Dumas dopo l'unità d'Italia, ci ha fatto conoscere in maniera fantasiosa il brigante Pasquale Bruno, definito nei suoi fantasiosi racconti come un brigante buono, che rubava ai ricchi per dare ai poveri. L'immagine buona di Pasquale Bruno negli anni è stata sfruttata con destrezza dalla mafia, un tranello a cui noi giornalisti non dobbiamo mai cadere, non esiste la mafia buona di una volta e la mafia violenta di oggi; la mafia è stata e sarà sempre soltanto  una organizzazione criminale.

Sono stati un centinaio i partecipanti all'interessante evento formativo, nel salone del Castello (gentilmente concesso dalla Soprintendenza ai Beni Culturali di Messina), una location ricca di memorie storiche e di valenza turistica apprezzata dagli operatori dei media, che sono stati accolti in maniera eccellente dalla Pro Loco di Villafranca con il suo presidente Antonio Domenico Bonaccorso  (giornalista Ucsino) e dal gruppo dirigente.


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