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Oltraggiata al cimitero di Innsbruck la tomba del pittore Christian Hess

L’artista tedesco fu esule a Messina negli Anni 30 per sfuggire all’ostracismo nazista - Sulla sua tavolozza la luce mediterranea


:: Cultura Arte Spettacolo

Dom 22 Novembre 2015 - 12:16


Immagine Principale

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Immagini: Le foto della tomba prima e dopo l’oltraggio

 

 

Nel cimitero Westfriedhof di Innsbruck, la tomba del pittore tedesco Louis Christian Hess (1895-1944) - che negli Anni Trenta fu esule in Sicilia e a Messina per sottrarsi all’ostracismo nazista - è stata oggetto di un atto vandalico. La notizia è giunta sabato 21 novembre all’Associazione Culturale Christian Hess di Roma. Ignoti hanno sferrato un violento colpo di mazza alla grande Croce in marmo, sovrastante l’avello, che è ricaduta di peso sull’addobbo floreale a terra. Si ipotizza un proposito oltraggioso di matrice islamico-fondamentalista su cui indagherà la polizia austriaca.

 

Hess ha avuto uno speciale legame con Messina, città di residenza della sorella Emma che era sposata ad un siciliano. Così le sue frequenti visite e i lunghi soggiorni nella Città dello Stretto, trasferiscono la luce mediterranea sulla sua tavolozza. Il critico d’arte austriaco Carl Kraus, biografo di Hess, spiega che il rapporto artistico della vita del pittore, segnata dalla tensione del tempo, è basata su un compromesso tra la propensione alla bellezza classica dietro cui resta presente l’esperienza dell’espressionismo. Il grande riflesso della classicità senza tempo Hess lo trova in Sicilia. Pescatori, marinai, contadini per cui il lavoro è rimasto immutato da secoli, indovini e donne al mare, il paesaggio sentito come mitico, lo stimolano ad una molteplicità di creazioni pittoriche.

 

Nel 1938 Hess lascia Messina, consegna i suoi dipinti del periodo siciliano alla sorella Emma e girovaga in Svizzera e in Baviera in cerca di amici che non ci sono più. Intanto la tisi mina la sua salute. Scoperto a Monaco dalla polizia militare viene assegnato al servizio postale e poi esentato per l’aggravarsi della malattia. Dismesso dal sanatorio viene accolto dalle sue cugine a Innsbruck dove l’Unione artisti gli assegna uno studio. Ma la salute malferma limita la sua attività. Dopo un attacco aereo è raccolto agonizzante tra le macerie. Muore nell’ospedale di Schwaz, prima di compiere 49 anni. Mancano appena sei mesi alla fine della guerra.

 

 

 


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