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Il Generale Carlo Alberto DALLA CHIESA, la moglie Emanuela SETTI CARRARO e l'agente Domenico RUSSO, ricordati a Palermo a 33 anni dall'agguato mafioso

MATTARELLA: L'azione tenace e inflessibile del Prefetto Dalla Chiesa, contro le organizzazioni terroristiche e criminali, esempio per i giovani

di Annalisa Crupi


:: Politica

Gio 03 Settembre 2015 - 17:49


Immagine Principale

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Venerdì 3 settembre 1982 a Palermo  in un attentato mafioso, veniva  trucidamente ucciso il Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa, insieme alla  moglie, Emanuela Setti Carraro e l'agente di scorta Domenico Russo.  Stamattina nel capoluogo siciliano una solenne commemorazione  ha ricordato il prefetto Dalla Chiesa a 33 anni dalla morte.

La figlia Rita ha deposto una corona di fiori, presenti il ministro dell'Interno Alfano, il sindaco Leoluca Orlando, mancava il governatore della Regione Siciliana, Crocetta, a sostituirlo il vice presidente Mariella Lo Bello. 

Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa aveva 59 anni  e da cinque mesi era stato nominato prefetto di Palermo, dopo una prestigiosa carriera nell’Arma dei Carabinieri, iniziata a soli 22 anni in Campania, durante la quale ha sferrato colpi importanti e decisivi sia alla mafia che negli anni di piombo al terrorismo, culminati nel 1974, dopo il sequestro del giudice Sossi, a Genova,con l’arresto degli ideologi delle Br,  Renato Curcio e Alberto Franceschini, tratti in inganno da un infiltrato di Dalla Chiesa . Quelli  che seguirono furono  per il Generale, anni  costellati da successi investigativi , supportati dalla creazione del   Nucleo speciale antiterrorismo.

 Nel ’78, poco dopo la morte per infarto della prima moglie Dora Fabbo,  sposata a Firenze il 20 luglio del 1945, dalla quale ebbe tre figli, Rita, Nando e Simona,  Carlo Alberto Dalla Chiesa , ricevette l’incarico di coordinare  la lotta al terrorismo,  coadiuvato da una squadra investigativa di 50 persone specializzate, giungendo  agli arresti nel covo di  Milano di Lauro Azzolini, Nadia Mantovani e Franco Bonisoli.

 

Nei mesi  precedenti l’eccidio, del 3 settembre 1982, ambigue telefonate vengono ricevute in prefettura e alle redazione dei giornali , come quella di avvertimento del 10 agosto «L’operazione da noi chiamata Carlo Alberto l’abbiamo quasi conclusa. Dico: “quasi conclusa”».

Lo stesso giorno della sua violenta uccisione,  il Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, mette al corrente la figlia Rita di strane chiamate, in cui vengono anche chieste informazioni sulla presenza in casa della moglie, Emanuela Setti Carraro 32 anni,  crocerossina, sposata in seconde nozze e conosciuta due anni prima  in una manifestazione degli alpini. Inoltre il prefetto nello stesso giorno,  contatta uno dei suoi uomini dell'Arma più fidati, perchè arrivi a Palermo per motivi di sicurezza personale, sottolineandogli che la cosa è urgente.

 

Alle 21,10 della stessa sera, Carlo Alberto Dalla Chiesa sulla A 112 auto della moglie Emanuela Setti Carraro che sedeva sul sedile accanto , scortato dall’alfetta guidata  dall’agente Domenico Russo di 32 anni,   su via Isidoro Carini, dopo aver superato  piazza Politeama, viene affiancato da due auto  una Bmw 518 e una 131,  da cui partono spari  a raffica da un  kalashnikov.

Il prefetto cercherà di proteggere con il suo corpo la moglie Emanuela, ma entrambi rimarranno uccisi  in pochi attimi,  colpiti da 30 proiettili. E mentre la 112 si schianta e si incendia contro un muro anche l’agente di scorta Domenico Russo  affiancato da una moto Susuki , viene trivellato di colpi   e ferito gravemente, morirà in ospedale  il 15 settembre, 12 giorni dopo, 

 

Oggi in occasione dell’anniversario della morte del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa, della moglie Emanuela Setti Carraro e dell’agente della scorta Domenico Russo, il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, esprimendo il suo cordoglio ha dichiarato “Il Prefetto Dalla Chiesa, con la sua inflessibile battaglia contro l’insidiosa opera delle organizzazioni terroristiche e criminali e la sua azione intelligente e tenace rappresenta un grande esempio per le nuove generazioni”. 


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