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MARIA D’ALESSANDRO, LA SCRITTRICE CHE RACCONTA STORIE, POESIE E PROVERBI DEGLI EMIGRATI ABRUZZESI IN ARGENTINA

di Elisabetta Mancinelli


:: Sociale

Mar 01 Settembre 2015 - 13:48


Immagine Principale

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Immagini: Maria D'Alessandro - Copertina del libro - Goffredo Palmerini e la scrittrice Maria D'Alessandro.

 

PESCARA – Maria D’Alessando è autrice del libro “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi“,  italiano  e spagnolo, con la prefazione di Goffredo Palmerini, pubblicato a Buenos Aires nel 2010 ed uscito in seconda edizione nel 2013. Così tra l’altro scrive Palmerini nella prefazione al volume: “La memoria non è ciò che ricordiamo, ma ciò che ci ricorda. La memoria è un presente che non finisce mai di passare (Octavio Paz, premio Nobel per la letteratura)Lo si scopre leggendo questo lavoro, prezioso se non altro per la passione che lo anima e per la corale partecipazione d’una comunità regionale, residente in una città d’Argentina, ansiosa di non disperdere nell’oblio il senso profondo del proprio passato, talvolta lontano nel tempo. Maria D’Alessandro questo fa, documentando non solo lacerti della propria cultura e della memoria collettiva d’una comunità, partita in gran parte dalla provincia di Chieti, in Abruzzo, nel secondo dopoguerra e ritrovatasi in Argentina a costruire la prospettiva del proprio futuro, ma anche rafforzando quel senso di comune appartenenza che illustra al meglio l’associazionismo d’origine abruzzese in ogni continente. Dunque, per quanto questo volume appaia nella sua sobrietà ed innocente freschezza, in effetti è un prezioso contributo al rafforzamento del legame tra coloro che condividono comuni radici, coltivandone con orgoglio la memoria e scrivendone, fors’anche inconsapevolmente, una tessera di storia civile (...)”.

 

Maria D’Alessandro così ci dice come è nato il suo libro: “L’opera, che è stata scritta raccogliendo le storie dalla viva voce dei corregionali che hanno vissuto a cavallo di due continenti, è una raccolta di racconti memorie,  poesie, indovinelli, aneddoti. Molti emigranti abruzzesi raggiunsero l’Argentina per riavviare la vita in un paesaggio di pianura con molte divisioni delle varie terre che comunicavano tuttavia tra loro con la ferrovia.  Qui le mani febbrili dei nostri conterranei modellarono abitazioni, magazzini, chiese. Con grande passione operarono: Enrico Spinelli, Antonio Di Pietrantonio, Maria e Aurora Di Nardo, Antonio Lattanzio, insieme a molti altri.   E’ successo in Bernal,  Quilmes,  San  Francisco  Solano, Florencio   Varela  e Berazategui. I ricordi dell’anima sono rimasti intatti, come un cofanetto di gioielli, collane, anelli e spille. Gli  undici capitoli che riflettono la giocosità, l’ingegno, la religiosità, la testardaggine, gli affetti, l’attaccamento alla terra spesso venivano  ascoltati  nel silenzio della sera, quando avevano finito la lavorazione della terra e la cura per le greggi, altri seduti in classe, e tutti oggi tessono queste storie che ammiriamo e magnifichiamo. Quando mi sono avvicinata al Circolo Abruzzese avevo questa idea e la sentivo come una missione: raccogliere ricordi, emozioni, storie imparate intorno al  focolare. Fui ascoltata da Angelo Di Donato, allora Presidente del Circolo Abruzzese e della FEDAMO, la Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Argentina, e così cominciai. Si direbbe che la memoria ha la sua dinamica, come un fiume che scorre: a volte lo fa in fretta, mentre  altre volte non tanto. Ma  va sempre  alla ricerca di qualcuno che l’ascolti e ne faccia tesoro. Così questi ricordi, che i miei amici mi hanno confidato, forse ci avvicinano maggiormente alla terra dei nostri antenati”. 

 

La scrittrice Enrica Filippi, nel suo volume “Donne coraggiose. Storie dell’emigrazione femminile”, dice che è ancora poco conosciuta la storia di queste donne coraggiose che intrapresero viaggi lunghissimi a fianco del padre o del marito e talvolta da sole. Nel libro viene delineato anche il profilo di Maria D’Alessandro, tra altre donne ricche di forza e coraggio, che si fa apprezzare per la capacità culturale, l’intelligenza, lo spirito associazionistico e l’attaccamento alla tradizione italiana. Nel suo libro bilingue “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi” l’autrice compendia proverbi, favole, racconti, poesie, custodite con amore per gli abruzzesi  e molisani arrivati all’Argentina negli ’50. “Maria D’Alessandro comincia ogni mattina, accende il computer e dopo aver dato un’occhiata alla posta, passa a Facebook, al Foro Inmigracion Abruzzesa, rinnovando giorno per giorno lo spazio virtuale quale luogo d’abbraccio tra gli immigrati italiani sparsi per il mondo, che come lei si riconoscono nella cultura italiana”.

 

Maria D’Alessandro nasce il 3 marzo 1947 in Italia a San Vito Chietino, in provincia di Chieti. All’età di 5 anni, nel 1952,  con la madre e le sorelle raggiunge il padre in Argentina e la famiglia si riunisce. Nel 1982 torna in Italia e per due anni frequenta l’Università degli Studi di Firenze. Ritornata in Argentina, si laurea in Geografia. E’ sposata e ha un figlio. Nel 2005 consegue il Primo premio al Concorso di letteratura FEDAMO, indetto dalla Federazione delle Associazioni Abruzzesi in Argentina. Nel 2010 raccoglie  i ricordi dei suoi compaesani nel libro bilingue “Memorie di racconti  abruzzesi”. Il 23 maggio 2013, con “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi”, seconda  edizione del libro, viene invitata a Pescara al “Rosadonna - Festival dell’Eccellenza femminile d’Abruzzo”. Il 30 agosto e il 14 novembre 2013 presenta il libro a Rosario (provincia di Santa Fe) e Paraná (provincia di Entre Ríos). Nell’ottobre del 2012 e 2014 viene invitata all’evento “Buenos Aires celebra l’Italia” dal Comitato degli Italiani all'Estero (Comites) della capitale argentina. Nell’ottobre 2013 viene intervistata da Generoso D’Agnese per la rivista Il Messaggero di Sant’Antonio in un articolo dal titolo “Italiani nel Mondo: Argentina. Memorie abruzzesi”. Il 23 aprile 2014 viene intervistata come scrittrice ed emigrante in una conversazione con gli abitanti del Comune 6 della Città di Buenos Aires.

 

Con il patrocinio dell’ANFE (Associazione Nazionale Famiglie Emigrati) il volume “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi” di Maria D’Alessandro è stato presentato a Pescara il 14 maggio 2015 da Goffredo Palmerini, nella  Rassegna di libri “Un libro in un quarto d’ora”, nell’ambito della seconda edizione del “Rosadonna - Festival dell’Eccellenza femminile d’Abruzzo”. Dal 18 al 28 maggio 2015 la scrittrice partecipa con la poesia “Sradicamento” alla mostra fotografica “Ritratti poetici in controtempo”, allestita negli spazi dell’ex-Aurum di Pescara, dove gli scatti di Ginevra Di Matteo interagiscono con le installazioni del regista teatrale Sabatino Ciocca e del videomaker Loris Ricci, sotto la curatela di Massimo Pamio. Tra i volti che si sono distinti c’è quello di Maria D’Alessandro dall’Argentina. “Sei venuta dal mare e dalla montagna, da un paesaggio di ghiaia e colline...” (Sradicamento). La scrittrice  ha inoltre partecipato a vari  incontri in “Omaggio alle donne immigrate”. Come coordinatrice del Foro Inmigracion Abruzzesa di Buenos Aires Maria D'Alessandro è stata Ospite d’onore alla  58ª Settembrata Abruzzese Cenacolo, tenutasi l’8 maggio 2015 a Pescara Colli, nell’incontro “Poesia Teatro Musica, tutto rigorosamente in dialetto”,  condotto dalla presidente Gabriella Serafini. La scrittrice italo-argentina, commossa, ha  ringraziato nel  ricevere dalle mani della presidente Serafini la raccolta antologica di poesie dialettali  “Poeti d’Abruzzo” ed ha espresso la grande emozione  di essere presente nel volume. Commossa ancora nell’ascoltare le poesie della sua terra d’origine, il monologo ‘Anniversario di nozze’ e una parte di ‘Rosario Rosario’, infine i canti accompagnati dall’organetto che hanno segnato la fine della serata. In Italia ha ricevuto due riconoscimenti: il Premio Dean Martin a Montesilvano (Pescara), per aver diffuso la cultura italiana fuori dall’Italia, e il Diploma di Merito al Concorso letterario “Lettera d’Amore 2014” a Torrevecchia Teatina (Chieti). Qui di seguito tre brani tratti dal suo libro “Racconti nella memoria degli immigranti abruzzesi”.

 

 

Recensione a cura di Elisabetta Mancinelli  -  mancinellielisabetta@gmail.com

 

 

 

 

Il cane scappa
Guarda, guarda il cane scappa,
ha portato via la pappa
via la pappa del mio bambino
per portarla al cagnolino
il suo cagnolino tutto contento
se la mangia in un momento
se la mangia e fa bu bu
e la pappa sparì.
 

(Bianca Ciarniello: imparata da nonna Sunta quando ero bambina)

 

 

Stella stellina
Stella, stellina,
La notte si avvicina
La fiamma se spegne
La mucca nella stalla
La mucca e il vitello
La chioccia e il pulcino
La pecora e l’agnellino
Ognuno ha il suo bimbo
Ognuno ha la sua mamma,
Tutti fanno la ninna nanna.
 

(Antonio Lattanzio: imparata a 10 anni)

 

 

Il nonno e il nipote
C’era una famiglia contadina che lavorava la terra. Il nonno si chiamava Gregorio e il nipote Ciccio e ragionavano in maniera differente. Il nipote sosteneva che con i soldi si potesse comprare tutto.
Ciccio: Con i soldi si compra il pane
Gregorio diceva: Il pane sì, ma non l’appetito
C: Compro il letto
G: Ma non il sonno
C: Compro un libro
G: Ma non l’intelligenza
C: Compro i vestiti
G: Ma non la bellezza
C: Compro la casa
G: Ma non il focolare
C: Compro le medicine
G: Ma non la salute
C: Compro una donna
G: Ma non l’amore
C: Compro divertimenti e lusso
G: Ma non la felicità
 

(Antonio Di Pietrantonio: imparata dal nonno tra i 13 e i 14 anni)

 

 


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