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Renzi e ministri tornano tutti a scuola

di Nuccio Fava da www.age.it


:: Politica

Mar 16 Settembre 2014 - 21:19


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E’ una bella giornata e una bella trovata quella del presidente Renzi di recarsi e di inviare i suoi ministri presso una delle tante scuole italiane che cominciano il nuovo anno scolastico. Una iniziativa ricca di più significati, a cominciare dalla ripetuta ed efficace sottolineatura che sui banchi di scuola si formano i futuri cittadini e le future cittadine cui spetta affrontare problemi non facili e tuttavia che abbisognano di un nuovo protagonismo culturale, professionale e civile. Renzi ha scelto la sede più significativa, intitolata a Don Pino Puglisi assassinato dalla mafia a Palermo ventuno anni fa. Un testimone mite e di una forza d’animo straordinaria, che non si è piegato mai alle minacce e alle provocazioni dei mafiosi del quartiere Brancaccio, che non potevano tollerare la testimonianza di un umile sacerdote che aveva scelto di fare il parroco in uno dei quartieri più difficili della città, dopo avere fatto l’assistente degli universitari palermitani della Fuci. Niente di più efficace e diretto per un messaggio valido per tutti i giovani italiani: “ non pensate mai che nulla è possibile fare, anche nelle condizioni più difficili “ . Si tratta di un tema particolarmente caro all’ex sindaco di Firenze che più volte ha citato come esemplare la lezione di Don Milani , parroco tra la fine degli anni cinquanta e sessanta a Barbiana, mandato quasi per punizione dal suo arcivescovo di Firenze in una parrocchia difficile, alle prese con tutte le tensioni e i problemi economici del dopoguerra. Pur non dovendo affrontare la questione mafia Don Milani fu protagonista di un profondo rinnovamento nei metodi di insegnamento e della partecipazione dei suoi ragazzi ad un apprendimento privo di fronzoli e accademismi e tutto puntato alla comprensione dei problemi del proprio territorio e ad uno sguardo aperto anche al contesto internazionale segnato duramente dalla guerra fredda. Il tentativo di Renzi è quindi molto chiaro e anche meritevole perché si indirizza direttamente anche agli insegnanti e alle famiglie che vuole stimolare e coinvolgere in un processo di costruzione di un nuovo sistema formativo che veda parte attiva ogni componente scolastica con la comprensione e l’accompagnamento della società tutta.
L’iniziativa di Renzi è così parsa esprimere un atteggiamento nuovo del presidente del Consiglio, fatto anche di riconoscimento delle difficoltà e della serietà dei problemi da affrontare, innovando in certa misura dall’eccesso di disinvoltura e di brillantezza manifestato in altre occasioni. Non basta un twitter, una bella comparsata pur efficace in tv, per stabilire un rapporto significativo con l’opinione pubblica a cui basta sempre meno il giovanilismo e la brillantezza del presidente del Consiglio.
I dati dell’economia continuano ad essere caratterizzati da segnali negativi dai principali indicatori interni e internazionali. Gli stessi ottanta euro, pur fortemente voluti da Renzi,non hanno però dato i risultati sperati. Lo stesso può dirsi per la mancata crescita dell’occupazione, per il costo del lavoro, per il carico fiscale che deprime la condizione specie delle piccole e medie aziende che non trovano sufficiente accesso al credito. Il presidente della Bce Draghi cerca di favorire in tutti i modi un utilizzo produttivo delle ingenti risorse monetarie immesse nel sistema ma è come se “ il cavallo continui a non bere” come si usa dire. Né può essere in alcun modo una consolazione che è tutta l’euro zona in difficoltà, perché l’Italia ha mancate riforme strutturali antiche di anni e da lì bisogna partire per potere efficacemente agganciarsi all’Europa e pretendere dalla commissione presieduta da Juncker una inversione di rotta che concretamente sia tutta impostata sulla lotta alla disoccupazione e ad una prospettiva di vera crescita.
Renzi è del resto presidente del semestre europeo e dovrebbe assumere con maggiore energia l’iniziativa per un reale cambiamento di indirizzo delle politiche europee, oltre il bavaglio che il finlandese Raikkonen vorrebbe imporre.
(15 settembre 2014)

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