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L’Europa rompe con Tsipras , trattative dopo il referendum

Passa la linea della Germania - Dijsselbloem : Aspetteremo il voto di domenica e ne prenderemo atto del risultato


:: Uno Sguardo all' Europa

Gio 02 Luglio 2015 - 00:13


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Aggiornamento 1 luglio 2015 - Salta la trattativa in extremis di Tsipras. Il premier greco lo apprende al telefono da Bruxelles, prima dell’inizio dell’Eurogruppo delle 17,30. Il tavolo negoziale che il presidente francese Hollande, voleva  riunire prima del referendum è andato per aria. La linea di Angela Merkel ha la meglio,

Anche il presidente della Commissione europea Juncker, che fino a qualche ora fa dialogava sul documento trasmesso in nottata dal governo Tsipras, per la definizione di un accordo pre-referendum, si è rimesso alla linea dettata dalla Germania.

Dunque Commissione ed Eurogruppo  si ricompattano  in serata per la fine delle trattative in corso con Atene,  in attesa del referendum greco.

Alexis Tsipras , improvvisamente spiazzato dallo stop al negoziato, intorno alle 17 di oggi pomeriggio annuncia  per TV alla Nazione, che sono falliti tutti i tentativi di trovare un accordo, e “che il popolo greco è invitato dal governo a votare No, al referendum di domenica. Che non significa dire no all’Europa, ma tornare ai veri valori europei, per  un accordo sostenibile, ..Il no è un passo decisivo per un accordo migliore al quale miriamo da lunedì, dopo il referendum» , sono consapevole , continua Tsipras, delle difficoltà della crisi, e farò di tutto che sia passeggera."

I ministri finanziari dell’Eurozona, hanno deciso di aspettare cosa diranno i greci al voto del 5 luglio. Per cui al momento non ci sono elementi per ulteriori negoziati fino al referendum, “che attenderemo e  prenderemo atto del risultato”, ha dichiarato il presidente dell'Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem, in una nota a margine della teleconferenza straordinaria dell’Eurogruppo.

 

1 luglio 2015 - La Germania in questo momento non è disponibile a trattare con la Grecia. Rinvia tutto a dopo il referendum, perchè,  dice la cancelliera Merkel, che per lungo tempo ha dimostrato ampia apertura verso il governo greco, la decisione di uscire dal negoziato è stata unilaterale, e parlare adesso di aiuti prima del referendum, non ha senso. La Grecia ha tutto il diritto di fare il suo referendum sull’accordo con l’Europa, ugualmente  le istituzioni europee hanno il diritto di decidere e rispondere a quello che sarà l’esito del voto”

 

Su toni altrettanto duri,  anche il ministro delle Finanze tedesco, Wolgang Schaeuble, secondo cui le trattative non possono tornare allo status quo, la situazione è cambiata,il documento trasmesso stanotte da Tsiprasnon è una buona base per parlare di misure serie”.

 

Il ripensamento del premier greco Alexis Tsipras, sta trovando comunque le porte di Bruxelles semiaperte, tolta la Germania, il presidente della Commisione europea Jean –Claude Juncker, continua ad ascoltarlo, ed anche a consigliarlo a rimanere al tavolo negoziale.

Il documento elaborato da Atene nelle ultime ore, e giunto in nottata a Bruxelles, è probabilmente il frutto di queste riflessioni indotte, da tavoli mai chiusi completamente, e forse dalla consapevolezza di un  rischio altissimo, che il governo greco correrebbe se vincessero i Si.

Tsipras, in questa evenienza ha sottinteso la possibilità di sue dimissioni e l’avvio di un governo di unità nazionale, e in un discorso televisivo alla Nazione, ha comunque ribadito con forza  “che il voto di domenica non è contro l’euro, ma contro l’austerity, votate No, contro i ricatti dei creditori, questa situazione non durerà per molto.. sicurezza su pensioni e salari   …”

Comunque l’ultima mossa di Tsipras, in extremis, viene letta come il segno di una resa, anche pur non incondizionata, i giorni che lo separano dal referendum, sono come uno spazio che passando le ore rischia di stargli troppo stretto, per quella parte sempre più vasta del popolo greco che voterà per il Si, quindi ’incertezza dell’esito del referendum, e  per l’aspetto finanziario degli ultimi giorni, legato ai  controlli dei capitali, che se dovesse durare per molto, strozzerà completamente  l’economia del paese.

ll riavvio del negoziato in extremis, per mettere il Paese al riparo dai rischi eventuali di un referendum,  che potrebbe riservare brutte sorprese, non è però sintomo, di una resa incondizionata, come detto. Il documento notturno del premier greco Alexis  Tsipras, mantiene nonostante tutto, punti molto fermi sul no all’aumento dell’Iva nelle  isole dell’Egeo, area di grande attrazione turistica, che  rappresenta  per lo stato greco un grande gettito fiscale, che verrebbe a mancare se l’Iva non godesse più delle  aliquote agevolate applicate al momento, il che alzerebbe notevolmente i costi dei pacchetti vacanza, penalizzando economicamente il Paese.

Un altro punto quasi intoccabile del documento sono le pensioni.

In cambio Atene otterrebbe il finanziamento iniziale di 15 miliardi di euro, che le occorrono necessariamente per ripianare parte dei debiti a Bce e Fmi, e far ripartire l’economia giunta ormai al collasso, anche col colpo finale della chiusura delle banche. 


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