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No-mask e anti-lockdown: i negazionisti invadono le piazze d’Europa

Da Londra a Berlino, si allarga il fronte degli scettici

di Roberto Sciarrone, Sapienza Università di Roma


:: Uno Sguardo all' Europa

Dom 27 Settembre 2020 - 09:26


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“L’Italia ha meno casi di noi? Il Regno Unito ama la libertà”. Così ha affermato Boris Johnson presso la Camera dei Comuni rispondendo al deputato laburista dell'opposizione Ben Bradshaw che sottolineava come “Germania e Italia hanno tassi Covid molto più bassi di noi perché i loro servizi funzionano”. Bufera: “Anche noi italiani amiamo la libertà ma abbiamo a cuore anche la serietà”, le parole del Presidente Sergio Mattarella. Intanto ieri nel Regno Unito, che ha toccato per il quarto giorno di fila oltre 6mila nuovi casi di coronavirus, in migliaia hanno sfilato per le strade di Londra per protestare contro mascherine e lockdown. Nel mirino il governo che per i negazionisti da covid19 anziché proteggerli userebbe l’epidemia come pretesto per limitare la loro libertà.

La stessa scena, seppur con numeri molto più bassi, è stata vista a Roma dove i no-mask si sono uniti a Piazza del Popolo per manifestare contro le misure prese dal governo Conte e dal tanto famigerato “comitato tecnico-scientifico”.

Un’onda, questa, che sta travolgendo l’intero continente: Parigi, Berlino, Madrid, in diverse capitali europee abbiamo visto no-vax e cospirazionisti di ogni genere sfilare al fianco di persone che temono le ricadute economiche di un lockdown prolungato o che associano le misure restrittive a una deriva autoritaria.

A Londra 15mila manifestanti - contrari alle restrizioni anti-coronavirus - si sono dunque assembrati a Trafalgar Square e Hyde Park, dove si sono registrati scontri con la polizia, tra i partecipanti anche Piers Corbyn, fratello del’ex leader laburista Jeremy, insieme a David Icke, uno dei leader anti-lockdown, che sostiene la teoria cospirazionista che la diffusione del coronavirus sia collegato alla tecnologia 5G.

Gli esperti – quelli veri – raccontano però altri numeri di un Paese che, dall’inizio della pandemia ad oggi, ha contato più vittime in tutta Europa (42mila). Secondo uno dei consulenti scientifici del governo ed esperto di modelli di malattie infettive Graham Medley, che partecipa allo Scientific Advisory Group for Emergencies (Sage), il Regno Unito può aspettarsi cento morti al giorno per coronavirus entro tre o quattro settimane.

Insomma, quanto visto nella calda primavera americana – infiammata oltre che dalla pandemia anche dai suoi immensi contrasti sociali ed economici – si è ripetuto in Europa con il picco più basso toccato a Berlino, dove a fine agosto di fronte al Reichstag diversi estremisti di destra hanno puntato il dito contro lo Stato federale tedesco, in mezzo i no-mask di Parigi e il partito di estrema destra Vox spagnolo.

La litania è sempre la stessa ad ogni latitudine: il virus non esiste, il 5G fa male, le mascherine, il distanziamento sociale, la libertà.

E così la politica, specie quella più aggressiva che si nutre di nemici contro cui sbraitare, ha trovato terreno fertile anche in mezzo a una pandemia mai vista (per coinvolgimento e dimensioni mondiali) per strumentalizzare quanto la scienza nel 2020 dovrebbe ormai chiarire senza alcun dubbio.

 


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