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ADDIO A EZIO BOSSO, MAESTRO D’ORCHESTRA E DI VITA

Il grande artista è' morto nella sua casa di Bologna il 15 maggio a causa di una malattia degenerativa. Aveva 48 anni

di Sara Piccollella


:: Cultura Arte Spettacolo

Dom 17 Maggio 2020 - 17:14


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Bologna, maggio 2020 - Ci ha lasciato  Ezio Bosso, maestro di musica ma anche di vita, pianista, compositore, direttore d’orchestra, una figura straordinaria dal pensiero profondo e di grande spessore umano, un guerriero che ha combattuto fino alla fine con la sua malattia per poter donare la sua musica e i suoi valori.

Il grande artista è scomparso nella sua casa di Bologna il 15 maggio scorso, a causa di una patologia degenerativa, aveva 48 anni.  

‘’Oggi tutti parlano e nessuno sta a sentire. Bisogna fare silenzio per poter ascoltare. Un silenzio attivo, che ti aiuta a percepire non solo il suono ma anche te stesso, la tua anima.’’ Ezio riusciva a vedere la pienezza dove tutti noi vediamo il vuoto, riusciva a spingersi sempre un passo più avanti da quello che è noto, nonostante la malattia, la carrozzella e i lunghi periodi di terapia ha sempre lottato per portare avanti la sua arte che è stata proprio la sua forza. 

Nato a Torino, Ezio Bosso si è avvicinato alla musica a soli quattro anni grazie al fratello musicista e la prozia pianista. All’età di 16 anni esordì come solista in Francia e iniziò a girare per orchestre europee. Fu l’incontro con  Ludwig Streicher a segnare la svolta della sua carriera artistica, indirizzandolo a studiare Composizione e Direzione d’Orchestra all’Accademia di Vienna.

Nel 2011 iniziò il suo calvario: subì un intervento per l’asportazione di una neoplasia cerebrale e fu anche colpito da una sindrome autoimmune neuropatica. Le patologie inizialmente non gli impedirono di continuare a suonare, comporre e dirigere.

Successivamente, il peggioramento della malattia, verificatasi in quello stesso anno ed all’inizio erroneamente indicata dai media come SLA, lo ha costretto nel settembre 2019 alla cessazione dell’attività di pianista, avendo compromesso l’uso delle mani.

Nonostante tutti i suoi mali,  dal suo sorriso traspariva una gioia e una forza non comune,  la musica era la sua speranza e la sua passione che riusciva a trasmettere a tutti coloro che hanno avuto il privilegio di  vedere i suoi indimenticabili  concerti.


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