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Addio a Giulietto Chiesa, la lotta per la libera informazione non muore mai

"Caro Giulietto, tu mi hai insegnato a guardare il cielo e questa sera c’è una Venere straordinaria che è molto vicina alla Luna"

di Alessandra Caputo


:: Attualità

Lun 27 Aprile 2020 - 22:38


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Milano - Mi è capitata una cosa strana. Qualche tempo fa un’amica mi ha inviato un video. In questi giorni forse la condivisione dei video abbonda, tanto che io spesso non ho il tempo di guardarli tutti. Quello inviatomi dalla mia amica per l’appunto l’ho visto almeno una settimana dopo rispetto al giorno in cui mi era stato inviato. E per la precisione lo scorso sabato.

 

Si trattava di un video di Massimo Mazzucco, regista e blogger italiano, che diffondeva un preciso messaggio di allerta circa l’importanza di mantenere alto il vessillo della libera informazione e della libertà di espressione, scongiurando ogni forma di censura. Alla fine del video c’è stata una carrellata di tutta una serie di personalità del mondo dell’informazione e non solo che affermavano di approvare il messaggio di Mazzucco. Il primo a comparire fra questi era proprio Giulietto Chiesa.

 

Commentando all’amica le mie opinioni sul video, la prima cosa che ho detto è stata: “Conosco a malapena la maggior parte delle persone comparse in questo video, eccetto che per Giulietto Chiesa”. 

 

La vita di Giulietto Chiesa è stata talmente ricca e variegata che come ironicamente si legge sul sito di pandoratv.it, il canale da lui stesso diretto e fondato, si tratta di una “Biografia troppo lunga; molto probabilmente discendente diretto del gatto di Pallas”. 

 

È praticamente impossibile sintetizzare i molteplici interessi, le tantissime attività e le innumerevoli pubblicazioni di una personalità così vulcanica e attiva sino all’ultimo giorno. Non mi sottraggo comunque al tentativo, chiedendo scusa in anticipo per l’evidente non esaustività.

 

Giulietto Chiesa approda alla carriera giornalistica sulla soglia dei quarant’anni, con alle spalle una lunga esperienza politica, prima nella FGCI (Federazione Giovanile Comunista Italiana) e poi nel PCI (Partito Comunista Italiano). È corrispondente da Mosca per l’Unità dal 1980 al 1990 e poi per il decennio successivo per la Stampa. Il periodo russo è ricco di attività giornalistiche e culturali, tantissime le collaborazioni e le produzioni letterarie, non c’è testata televisiva nazionale che non riceva il suo contributo. Autore di numerosi saggi, tradotti e divulgati negli Stati Uniti come in Russia e in tantissimi altri paesi del mondo, attento narratore della Guerra Fredda.

 

Alla fine degli anni novanta e con l’inizio del nuovo millennio sposta la sua attenzione sui temi della globalizzazione e in particolare sugli effetti di questa sul sistema mediatico mondiale. Agli albori della guerra in Iraq promuove insieme ad altri giornalisti volontari l’esperimento di tv satellitare indipendente “No War Tv”.

 

Nel 2004 inizia la sua esperienza al Parlamento Europeo. Viene eletto con la lista “Di Pietro-Occhetto-Società Civile” poi, come si legge sul suo sito, “verificata l’incompatibilità tra la sua visione del mondo e quella di Di Pietro” passa dal gruppo dei Liberali e Democratici a quello del Partito Socialista Europeo.

Sempre di Giulietto Chiesa la promozione di un gruppo di lavoro che ha realizzato il documentario “Zero-inchiesta sull’11 settembre”, che ha realizzato un grande successo di pubblico, soprattutto in Russia e nei territori dell’Ex-Unione Sovietica.

 

Dopo il primo decennio del 2000 ancora una volta Giulietto Chiesa ha dimostrato la sua versatilità e capacità di utilizzare al meglio gli strumenti dell’informazione. Nonostante la sua non si possa certo definire una generazione digitale, riesca abilmente, superati i settant’anni, non solo a usare con disinvoltura blog e social network, ma anche a costruire intorno a sé un pubblico talmente ampio da ascriverlo tra i primi dieci blogger politici italiani.  

 

Nel 2014 comincia l’esperienza di una seconda edizione, molto più fortunata della prima, di pandoratv, di cui è Direttore Editoriale e Direttore Responsabile. Qui si è speso letteralmente fino all'ultimo, fino a qualche ora prima di lasciarci, con un convegno online pubblicato il 25 aprile e dal titolo “Liberiamoci dal virus della guerra”. 

 

È troppo riduttivo omaggiare Giulietto Chiesa con un semplice elenco di tutte le sue imprese, e forse il modo migliore è prendere a prestito le parole di amici e collaboratori che negli anni hanno vissuto oltre al professionista, anche e soprattutto la persona.

 

Il vignettista Vauro, fra i primi ad annunciare la scomparsa del giornalista, ha affermato attraverso i suoi canali social: “Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po anche i miei”.

 

Sul sito di pandoratv un commovente video di commiato che comincia con le parole di Margherita Furlan, cofondatrice del canale: “Caro Giulietto, tu mi hai insegnato a guardare il cielo e questa sera c’è una Venere straordinaria che è molto vicina alla Luna. E io ti immagino lì seduto tra le stelle, questa volta a guardare noi, a quello che stiamo per fare, a quello che faremo. Sei un uomo che ha fatto dell’umiltà, del coraggio e della verità e della giustizia, i cardini della sua vita e del suo esempio per tutti quanti noi, un faro. Mi hai insegnato un mestiere, a distinguere la bugia dal falso, l’onestà dal maligno”.

 

E allora immaginandolo mentre ci guarda da lassù, non posso che augurarmi che ciò che facciamo e ciò faremo trovi il suo gradimento e la sua approvazione. Ciao Giulietto!


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