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Covid 19. Non è più tempo di silenzio: Le Scuole paritarie al collasso

Senza un intervento serio dello Stato, il 30% delle scuole pubbliche paritarie sarà destinato a chiudere entro settembre. In questa particolare emergenza segnata dal Covid 19 è urgente mettere da parte litigiosità e mancanza di coesione nel rispetto di libertà e pluralismo

di Giuseppe Adernò - dirigente scolastico


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Dom 19 Aprile 2020 - 23:58


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Senza un intervento serio dello Stato, il 30% delle scuole pubbliche paritarie sarà destinato a chiudere entro settembre“. Si continua a erogare un servizio pubblico e non ci sono più soldi per pagare i dipendenti; si pagano tutte le utenze ma non arrivano rette sufficienti per far fronte alle spese di gestione. Siamo oltre il limite, non ci sono le condizioni per arrivare fino a giugno 2020, se non indebitandoci ulteriormente”.

Questa dichiarazione della  Conferenza dei religiosi e delle religiose in Italia  CISM e USMI  è stata accolta  dalla  CEI - Conferenza episcopale italiana  che ha dichiarato: Allo Stato non si chiedono privilegi né elemosina, ma di riconoscere il servizio pubblico che queste realtà assicurano. Intervenire oggi – con un fondo straordinario destinato alle realtà paritarie o con forme di sostegno, quali la detraibilità delle rette, alle famiglie – è l’ultima campanella. Se questa suonasse senza esito, diverrà un puro esercizio accademico fermarsi a discutere circa il patrimonio assicurato al Paese da un sistema scolastico integrato”.

Alcuni parlamentari, in maniera trasversale, hanno fatto sentire la loro voce, presentando diverse interpellanza al Governo, richiamando le ragioni di un doveroso intervento a favore della scuola pubblica paritaria, al di là di ogni ideologia, perché la scuola è la prima impresa di un Paese democratico, il reale volano dello sviluppo sociale ed economico con 900.000 studenti, 180.000 tra docenti e operatori scolastici, 12.000 sedi scolastiche, distribuite su tutto il territorio nazionale.

La scuola pubblica paritaria non è una scuola di borghesi, di élite, ma è costituita, in buona parte, da una popolazione scolastica fatta da famiglie che hanno fatto una scelta educativa per i propri figli e che ora sono in difficoltà nel  pagare la retta mensile.

Ecco perché è indispensabile un sostegno dello Stato sotto diverse forme:

Non è più il tempo del silenzio, per questo  si chiede al Governo non mezze misure, ma un gesto di coraggio e di giustizia sociale, dando compimento all'articolo 33 del dettame costituzionale - e alla Legge 62/2000,che da 20 anni regolamenta le scuole paritarie, riconoscendo così come accade in tutti i Paesi europei,   assegnando un fondo straordinario   quale  scuole pubbliche paritarie  facenti parte del sistema scolastico insieme alle pubbliche statali e   garantendo la detraibilità del 100% delle rette sostenute dalle famiglie

Si chiede inoltre  al Governo di: aiutare la famiglia a scegliere la scuola in tempi di Covid-19;

dare un futuro alla Nazione, salvando oggi la scuola e il pluralismo educativo;  evitare il dramma di un costo aggiuntivo,  che peserà sui cittadini già fiaccati a fronte della perdita di questo comparto.

Senza un intervento consistente, le briciole avranno l’unico risultato di allungare l’agonia, o ritardare il suono dell’ultima campanella.        

Consapevoli che la riapertura delle scuole a settembre segnerà l’effettiva rinascita del Paese, dopo questo inverno sociale, economico e culturale,  per far fronte all’emergenza del coronavirus nelle scuole che, senza dubbio, avranno bisogno di garantire un sufficiente "distanziamento sociale",  le scuole paritarie offrono al Governo l’opportunità di  utilizzare parte degli edifici degli Istituti delle scuole pubbliche paritarie, in una sorta di "patto educativo e civico".   

Si dà così reale concretezza e unità al progetto unitario del sistema scolastico  a garanzia del diritto all'istruzione, di cui è depositario qualunque bambino nato in questo Paese.

La terapia efficace per una pronta guarigione consente con  il vaccino di bloccare il progredire del male che tende a  diffondersi, ed ecco un vaccino efficace per la scuola italiana: definire il costo standard per studente ,che apporta un notevole risparmio allo Stato, e assegnare alle famiglie un bonus da spendere o nella scuola statale o nella scuola paritaria.

Si garantisce così la libertà di scelta educativa,  principio sancito dalla Costituzione  e non si può far finta che tale valore non sia essenziale, solo perché mancano i soldi

La proposta strutturata e scientificamente provata dell’assegnazione del costo standard per studente  che apporta un notevole risparmio allo Stato potrà costituire una risposta concreta ed efficace in questa difficile emergenza.

La possibilità del risparmio di due milioni di euro con l’approvazione del costo standard di sostenibilità per allievo, ha come rovescio della medaglia il maggiore aggravio che lo Stato dovrebbe sostenere qualora dovesse accogliere nelle scuole statali con molte strutture carenti e inadeguate, i novecentomila studenti delle scuole paritarie.

In questa particolare emergenza segnata dal Covid 19 è urgente  mettere da parte la litigiosità e la mancanza di coesione  dettata  da preconcetti ideologici e costruire un nuovo cammino di cooperazione nel rispetto della libertà e del pluralismo.

 

 


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