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Le Tombe etrusche negli straordinari acquerelli dell'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen

Dal 24/2/2020- 30/4/2020, Mostra a cura di Astrid Capoferro, Federico De Mattia, Stefania Renzetti, Barbro Santillo Frizell, Cornelia Weber-Lehmann, promossa dalL'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen che diffonde la cultura italiana in Danimarca

di Annalisa Crupi - archeologo


:: Archeologia

Ven 03 Aprile 2020 - 19:30


Immagine Principale



- 24/2/2020- 30/4/2020
- Mostra a cura di Astrid Capoferro, Federico De Mattia, Stefania Renzetti, Barbro Santillo Frizell, Cornelia Weber-Lehmann
- Catalogo a cura di Astrid Capoferro e Stefania Renzetti. Traduzioni in inglese: Erika Milburn
- Istituto Italiano di Cultura a Copenaghen, Gjørlingsvej 11, 2900 Hellerup, Danimarca
- Ulteriori informazioni: Tel: 0045 39620696 | 
https://iiccopenaghen.esteri.it/iic_copenaghen/it/

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L'Istituto Italiano di Cultura di Copenaghen promuove e diffonde la lingua e la cultura italiana in Danimarca organizzando concerti, mostre d’arte, conferenze e rassegne cinematografiche in collaborazione con istituzioni locali, nazionali e internazionali.
L’Arte di copiare è la mostra nata dalla collaborazione con l'Istituto Svedese di Studi Classici di Roma e con la Ny Carlsberg Glyptotek. In Istituto sono esposti 25 acquerelli raffiguranti le pitture delle tombe etrusche datate tra il VII e il III secolo a.C. e due dipinti a olio in scala 1:1 e 5 acquerelli.

IL PROGETTO DI MOSTRA
Il progetto di copiare le pitture delle tombe fu ideato nel 1897 dal birraio e collezionista d’arte Carl Jacobsen, fondatore della Ny Carlsberg Glyptotek, insieme all’archeologo tedesco Wolfang Helbig, ispettore onorario dei monumenti di scavi di antichità del territorio di Corneto Tarquinia, in seguito alla visita della necropoli di Tarquinia. 
Sotto la supervisione di Helbig, dal 1897 al 1910 il pittore Alessandro Morani insieme a una squadra di pittori realizzò 166 acquerelli e oltre 400 lucidi che riproducono i dipinti tombali di Tarquinia, Chiusi, Orvieto e Veio. Un calco dei contorni delle figure veniva tracciato su un lucido appoggiato alla parete e trasferito in atelier su tela: gli acquerelli erano i materiali preparatori per le copie in scala 1:1 delle pitture funerarie della Ny Carlsberg Glyptotek di Copenhagen. L'Istituto Svedese di Studi Classici di Roma acquisì la collezione nel 1945 da Lili Helbig, moglie di Morani.  

LA STRAORDINARIA CULTURA ETRUSCA
I dipinti documentano le pitture nel loro reale stato di conservazione, senza integrazioni o idealizzazioni, riproducendone la sfumatura esatta dei colori, i dettagli delle figure dell'originale e rispettandone lo stile.
Le tombe etrusche più riccamente decorate, riservate a defunti di alta classe sociale offrono una visione unica della straordinaria cultura etrusca: scene di vita quotidiana, banchetti, cortei, competizioni sportive e giochi, scene di caccia. Una testimonianza particolarmente preziosa perché molti degli originali oggi sono completamente o parzialmente distrutti.


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