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ROMA. AL LABEL 201 IL FINISSAGE DI THE COAT OF HIPNESS DI J. CHAZEIX A CURA DI CAMILLA BOEMIO

Una serie di esperienze multimediali e teatrali coinvolgenti


:: Rubrica

Gio 20 Febbraio 2020 - 19:02


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Una serie di esperienze multimediali e teatrali coinvolgenti .Nello spazio espositivo di Arte Contemporanea –LABEL  201 a Roma termina   The Coat of Hipness (materiali velati) –  un’installazione performativa dell’artista francese Jérôme Chazeix (b. 1976), a cura di Camilla Boemio, esposta per la prima volta in Italia  con il patrocinio di Altaroma 2020,la  Kermesse capitolina dedicata alla moda . Realizzata per la prima volta da Visningsrommet UDF, a Bergen nel 2017, The coat of Hipness dà vita a un paesaggio immersivo che include  la  performance di sei ballerini .

Le sculture, i video e i disegni sono gli elementi che Chazeix  privilegia nella sua creazione, dove gli ambienti o le performance sono combinati per formare uno scenario travolgente e complesso, portando a una cristallizzazione, un processo associativo molto simile a una rete di sfaccettature o a un cosmo. Considerando le tendenze hipster e la scomparsa del valore dell’immagine e della cultura nel flusso di Internet, l’artista  ha nuovamente creato delle stampe di una collezione di moda con leggings, gilet, bomber e cappellini. Come la contaminazione grafica, la messa in scena prende possesso di tutte le pareti e invita a creare un’atmosfera specifica immersiva. Queste nuove opere tessili realizzate appositamente per questo intervento romano, dialogano  con i video e la musica che accompagnano questa collezione, messa in scena con un’esibizione poetica e potente.

Chazeix è nato in Francia nel 1976 e vive a Berlino dal 2000. Tra il 1994 e il 2002 ha studiato Belle Arti all’Università di Saint-Etienne (in Francia) e si è laureato con una tesi sulla sintesi delle arti (Gesamtkunstwerke). Tra il 1995 e il 2000, in parallelo, ha conseguito un Diploma in Belle Arti presso la School of Art di Saint-Etienne (in Francia). Tra il 2000 e il 2004 è stato «Meisterschüler» di Katharina Grosse presso la Weissensee School of Art di Berlino. Tra le sue recenti mostre personali includiamo: L´oeil du poisson nel Québec (CA), Galerie 21 Vorwerksstift ad Amburgo, da projectpace Tiefgarage a Colonia e da Kunstverein Neuköln a Berlino.

Raid è un progetto di ricerca, curato da AAC Platform e Camilla Boemio, il cui sviluppo rimanda ad una costellazione capace di attivare connotazioni sulle arti tessili e le pratiche partecipative; ma anche di attivare una serie di progetti paralleli che si svilupperanno in gallerie d’arte contemporanea e collaborazioni con artisti d’arte visiva. Sin dagli anni ’80, le arti tessili hanno maturato nuove forme e definito il linguaggio coinvolgendo molti artisti lungo il cammino. La ricerca sul tessile e le fibre è fortemente concettuale ed influenzata da idee postmoderne. Vari artisti d’arte visiva stanno sperimentando tecniche, materiali e concetti, spingendo i limiti del mezzo. Queste pratiche sono rinate come l’arte del ricamo, la tessitura, l’uncinetto e molte altre, fornendo una nuova attenzione sul lavoro che affronta questioni sociali e politiche come il femminismo di genere, il lavoro delle donne e la politica dell’identità. Tuttavia, non tutti gli artisti che utilizzano le fibre sono femministe o addirittura interessati alle connotazioni politiche e sociali delle arti del tessuto. Impiegano semplicemente tessuti e fili come materiale per dipingere e scolpire e realizzare installazioni con forti connotazioni tra passato e futuro, tra tradizione ed innovazione.Una nuova estetica evidenzia una ricerca fervida dell’utilizzo del tessile aprendo la discussione ad una rinnovata analisi del linguaggio nelle sue forme più ibride ed attente al tessuto sociale.

L’installazione è stata commissionata dal CENTRO ACCESSORI SPA (centroaccessori.eu/)

Sponsors tecnici: ESTRO Allestimenti Stand, Rome Sweet Home. 

Mediapartner: Espoarte


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