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60° Ucsi. A Catania e Siracusa

Solennità di San Francesco di Sales: celebrazioni dell'Unione Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi)

di Giuseppe Adernò – presidente Unione Cattolica Stampa Italiana (Ucsi) Catania


:: Editoria/Giornalismo

Lun 27 Gennaio 2020 - 01:21


Immagine Principale

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Catania, 24 gen 2020 - Sono trascorsi 60 anni dalla fondazione dell’UCSI  Unione Cattolica Stampa Italiana che aggrega i giornalisti cattolici e dal 1959 il file rouge che ha segnato il cammino  la scia di: verità, responsabilità, giustizia, fraternità.

Valori senza tempo, vivi e attuali sempre, che sollecitano una declinazione applicativa seguendo i tempi, senza mai perdere la valenza originaria e lo spessore carico di densità valoriale.

La presenza della presidente nazionale UCSI, Vania De Luca, giornalista Rai vaticanista, ha dato una particolare solennità alla celebrazione della festa del Patrono dei giornalisti, San Francesco di Sales, realizzandonella mattinata del24 gennaio un incontro a Catania con il presidente della Conferenza Episcopale Siciliana, Mons. Salvatore Gristina e la commissione dei rappresentanti degli uffici per lacomunicazione sociale delle diciotto diocesi della Sicilia, guidata da Mons. Calogero Peri, vescovo di Caltagirone, e coordinata dal direttore don Giuseppe Longo.

Un incontro di attenta riflessione che ha intrecciato la verità e la responsabilità anche alla luce dei recenti messaggi di Papa Francescoche in occasione del 60° dell’UCSI il 23 settembre ha incontrato i giornalisti nella sala Clementina ed ha raccomandato di dare ordine alle notizie, favorendo la ricerca del bene, dando voce a chi non ha voce: come pure il messaggio inviatoall’UCSI dal Presidente Mattarella, dovescrive che “ responsabilità e verità sono elementi connaturati ad un esercizio corretto della professione giornalistica, che sia consapevole di come l’informazione costituisce elemento basilare di una scelta libera e democratica“.

Oggi dire la verità dovrebbe essere la regola che guida il cammino della storia, ma il relativismo soggettivo che produce molteplici verità, e spesso false, imprecise, incomplete, ha diffuso attorno tanta nebbia emolta confusione.

L’onestà intellettuale e il senso di responsabilità del giornalista, che segue un percorso di deontologia professionale, spesso s’infrangono a causa della ribaltata procedura d’informazione che, attraverso i social, arriva prima di una meditata riflessione e diligente ricerca.

La coincidenza del tema del messaggioper la 54 ° Giornata delle Comunicazioni sociali che si celebra il 24 maggio, dove s’intreccia la narrazione, il racconto, la buona notizia, la ricerca del miglior bene per “non perdere il filo tra le tante lacerazioni dell’oggi”.

Portare alla luce i gesti diaudacia, onestà e solidarietà, valorizza e premia gli esempi positivi perché possano essere anche di stimolo ad altri e produrre un effetto emulativo.

Raccontare le azioni degli “eroi del quotidiano”, storie di mamme e di papà che si prendono cura con affetto dei loro figli, tanto da diventare per loro modelli affidabili e credibili; degli eroi della “porta accanto”, come le tante persone che compiono con dedizione il proprio lavoro, anche in situazioni di pericolo. Raccontare la cronaca e dare proposte di possibile soluzione dei problemi.

Eroi sono anche quei giornalisti che impiegano il loro cuore, il loro coraggio, il loro sguardo per guarire, per entrare in sintonia, per comunicare con gli altri, “perché vivere la propria vita per qualcosa di più grande di se stessi è un viaggio da eroi”.

Nel pomeriggio i lavori sono proseguiti a Siracusa, dove il Vescovo, Mons.Salvatore Pappalardo ha consacrato i giornalisti alla Madonnina delle Lacrimeed è seguito un corso di formazione con gli interventi della presidente nazionale UCSI Vania De Luca, del presidente regionale Domenico Interdonato, del salesiano Don Paolo Buttiglieri e di Salvo Di Salvo, moderatore.

Le riflessioni sulla crisi della carta stampata - ne è segno evidente la chiusuradi 21.000 edicole; il crescente cammino dell’intelligenza artificiale. e come ha evidenziato Don Paolo Buttiglieri:  la comunicazione bioetica che motiva l’etica della responsabilità nel restare fedeli alla verità e alla veridicità dei fatti raccontati, il senso della giustizia e della giustezza che comporta anche la correttezza terminologica, hanno contribuito a far crescere sempre più un forte senso di responsabilità nell’esercizio della professione di chi racconta la verità “con lo stile sapiente della carità per allargare la casa della speranza”.

 


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