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A Recanati mostra di 58 fotografi scelti da Sgarbi per raccontare il paesaggio italiano.

Fino all'8 marzo 2020 nella Terra di Leopardi, al Museo Civico di Villa Colloredo Mels, ogni foto reca con sé un racconto che ci parla delle abitudini degli italiani, tra inciviltà, diritti e tradizione, ma anche di delitti e tragedie consumate in silenzio, di quel che resta dei luoghi dismessi, che ora restano senza più utilità a testimonianza di un passato che pesa sull'orizzonte e un po' meno sulle coscienze.


:: Cultura Arte Spettacolo

Gio 23 Gennaio 2020 - 17:35


Immagine Principale



- 1 dicembre 2019 – 8 marzo 2020 

- Museo Civico di Villa Colloredo Mels – Recanati (Macerata)
- Orari e giorni di apertura: Martedì – Domenica:10.00 – 13.00 / 15.00 – 18.00 (Lunedì chiuso)
-  Ingresso con biglietto unico a Recanati Musei (Mostra in corso, visita al Museo e MEMA, Museo Dell'Emigrazione Marchigiana): Intero 10 euro | ridotto 8 euro | ridotto 5 euro (possessori 
Recanati Card, aderenti al Campus Infinito, gruppi scolastici da 15 a 25 studenti)
- Info: 
www.infinitorecanati.it

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In mostra a Recanati - negli spazi del Museo Civico di Villa Colloredo Mels - protagonista è il paesaggio italiano, immortalato nelle immagini di 58 fotografi, i cui lavori sono stati selezionati da Vittorio Sgarbi tra migliaia di fotografie. 

IL PAESAGGIO ITALIANO VISTO DA 58 FOTOGRAFI
Sono le storie dei luoghi e dei suoi abitanti a fare il paesaggio italiano nelle sue contraddizioni, tra il quotidiano e lo straordinario, tra la decadenza e la bellezza naturale, in un passato glorioso col futuro ancora da scrivere. Il percorso si snoda in sei sezioni: Incanto, Sfregio, Utopia, Paesaggio Interiore, Città e Paesaggio Umano.

OGNI FOTO, UN RACCONTO
Ogni foto reca con sé un racconto che ci parla delle abitudini degli italiani, tra inciviltà, diritti e tradizione, ma anche di delitti e tragedie consumate in silenzio, di quel che resta dei luoghi dismessi, che ora restano senza più utilità a testimonianza di un passato che pesa sull'orizzonte e un po' meno sulle coscienze.

La sagra, il cimitero, la piazza, la processione, la fabbrica, la spiaggia, la prigione, il bosco, la casa maledetta: i luoghi che ci ricordano cosa facciamo e cosa facevamo, monito o malinconia, o speranze da tenere vive.


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