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Turchia, il partito del presidente Erdogan perde la maggioranza assoluta

Il Partito curdo entra in parlamento, è la prima volta.

di Roberto Sciarrone ----- Sapienza, Università di Roma


:: Uno Sguardo all' Europa

Lun 08 Giugno 2015 - 15:04


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Il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, Adalet ve Kalk?nma Partisi (AKP), del presidente turco Recep Tayyip Erdogan perde la maggioranza assoluta e vede allontanarsi l’idea di formare una repubblica di tipo presidenziale.

L’AKP si conferma però il primo partito della nazione ma, visti i risultati delle urne, dovrà necessariamente formare un governo di minoranza oppure, incredibile ma vero, cercare alleati. Il partito di sinistra curdo, Halklarn Demokratik Partisi (HDP), nato nel 2014 ed alla prima tornata elettorale ha superato la soglia di sbarramento del 10% ed entra così in parlamento e nella storia della Turchia.

 

Dicevamo di Erdogan, il suo partito, di chiara ispirazione islamica e conservatrice, ha raccolto poco più del 40% delle preferenze e 258 seggi ma, secondo la legge elettorale turca, ne servono almeno 276 per la maggioranza ergo, rispetto alle elezioni del 2011, si è registrato un calo del 10% dei voti e, tradotto in seggi, meno 67 parlamentari. Il partito kemalista Cumhuriyet Halk Partisi (CHP), Partito Popolare Repubblicano, ha ottenuto il 25% dei voti e 131 rappresentanti mentre il Partito del Movimento Nazionalista, Milliyetçi Hareket Partisi (MHP), è andato oltre il 16% conquistando 82 seggi in parlamento.

Come dicevamo il partito di sinistra curdo entra nella storia del paese turco superando la soglia di sbarramento e raggiungendo il 13%, ottenendo così tra i 70 e gli 80 deputati.

 

L’affluenza secondo fonti turche, agenzia di stampa Anadolu, è stata dell’86%, non poca. La sconfitta del partito del presidente fa rumore anche perché l’obiettivo dichiarato dallo stesso era la conquista della maggioranza assoluta per riuscire a indire un referendum per attribuire alla presidenza il potere esecutivo e trasformare così la Turchia in una Repubblica presidenziale, insomma Erdogan mirava a diventare un “super-presidente”.

 

Cosa accadrà adesso? Un governo di minoranza oppure un intesa tra CHP, MHP e HDP che causerebbe l’allontanamento del partito del presidente dalla stanza dei bottoni, ipotesi molto difficile comunque. Il partito di Erdogan ha perso consenso in particolar modo in Kurdistan dove l’Obama curdo, Salahattin Demirtas, è riuscito a convogliare a suo favore parte del voto conservatore che alle elezioni del 2011 era andato a Erdogan. Il risultato dell’Hdp è stato festeggiato in piazza. La Turchia è ad una svolta storica.


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