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Collalto Sabino, mercatini musica e gastronomia nel borgo medievale di Babbo Natale

Domenica 1 dicembre grande Festa nel borgo antico di Collato Sabino in provincia di Rieti a 60 km da Roma. Parteciperanno artigiani di Amatrice e dell’Aquila.


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Ven 29 Novembre 2019 - 09:21


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Collalto Sabino (Rieti) - Grande Festa Domenica 1 Dicembre nel borgo antico di Collato Sabino con i Mercatini di Natale  ospitati nelle cantine del borgo medioevale con artigiani e piccoli produttori. (molti provenienti dai Paesi colpiti dal terremoto).  I vicoli del borgo saranno invasi dalle note natalizie della musica in filodiffusione e sarà organizzata dalla Pro Loco e dall’Associazione FonteOro una visita guidata al Castello Baronale ed al Borgo Mediovale, uno tra i più belli d’Italia.
Verrà allestita anche una cantina dove saranno accolti i bambini che vorranno incontrare Babbo Natale a cui lasciare la classica letterina.estazione sarà possibile assistere a spettacoli di arte varia con speciale attenzione per artisti come zampognari, che si esibiscono negli angoli più caratteristici del borgo. In quei giorni i bambini potranno percorrere le vie del paese sul dorso di pony e piccoli asinelli.
Si potranno degustare piatti e dolci tipici della tradizione locale.
I bambini potranno salire sulla slitta di Babbo Natale appositamente realizzata e potranno gustare crepes e zucchero filato.
Sarà possibile visitare il castello baronale e godere della fantastica vista sulla valle.
Tutte le attività si armonizzeranno con la vita degli abitanti del luogo e sarà possibile godere di una atmosfera semplice ed autentica.
Saranno inoltre presenti stand con materiale informativo della “Riserva naturale monti Navegna e Cervia” e dell’associazione “Camminando con….” della valle del Turano.

 

Collalto Sabino (Collàrtu in dialetto sabino) è un comune italiano di 472 abitanti della provincia di Rieti, in Lazio. Sorge a 1000 metri s.l.m su un picco a sud-est del Lago del Turano, al confine con l'Abruzzo ed è considerato uno dei borghi medioevali più belli e intatti d'Italia.

La storia del borgo di Collalto fa risalire le proprie origini a tempi remoti: all'epoca dei Longobardi, che nell'Italia meridionale detenevano i ducati di Spoleto e Benevento, risale la distruzione del villaggio di Carseoli che sorgeva ove ora sorge Civita di Oricola in località Bosco della Sesera. A questa distruzione si aggiunsero poi delle scorrerie portate avanti dai Saraceni, il che indusse i pochi abitanti rimasti nel luogo a costruire una primitiva torre di difesa attorno alla quale si costituì poi il moderno abitato di Collalto Sabino.

La particolare posizione del borgo, posto al confine tra lo Stato Pontificio ed il regno normanno di Napoli, lo rese un punto strategico a tal punto che venne visitato dall'Imperatore Federico II di Svevia durante un suo viaggio verso Rieti. Furono questi gli anni in cui il borgo godette di maggiore potenza e autonomia dai grandi possedimenti territoriali che lo circondavano, arrivando a godere del diritto di battere moneta e di ampliare le fortificazioni già esistenti con la costruzione di un castello. È in questo periodo che viene costruita una prima cinta muraria, in particolare dopo le battaglie di Benevento (1266) e Tagliacozzo (1268) che avevano visto il borgo di Collalto come uno dei principali punti di controllo della vicina Valle del Turano.

Nel 1297 il borgo viene ceduto da Carlo d'Angiò, nuovo re di Napoli, allo Stato Pontificio riconoscente della concessione del trono fatta a suo favore.

Il borgo fu successivamente feudo baronale di diverse famiglie nobili italiane e non sino a giungere al periodo risorgimentale: il 3 febbraio 1861 il castello e l'abitato di Collalto Sabino subirono un cruento assalto da parte di una folta banda di briganti formata da soldati borbonici sconfitti alla guida di Francesco Luvarà, reparti dell'esercito pontificio e delinquenti comuni alla guida del famoso brigante Chiavone. L'assalto era stato realizzato in opposizione al plebiscito del 1860 che annetteva il Regno delle Due Sicilie al neonato Regno d'Italia. Dopo che l'orda venne placata, il borgo venne annesso al Regno d'Italia inseguendo da allora le orme della storia patria.

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