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Firenze e la congiura più famosa del Rinascimento in "Cospirazione Medici"

l'imperdibile romanzo storico di Barbara Frale edito da Newwton Compton

di Sara Piccolella


:: Cultura Arte Spettacolo

Gio 21 Novembre 2019 - 11:45


Immagine Principale

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I congiurati alzano il pugnale. La vendetta sarà tremenda, il destino ha la carne di donne bellissime e maledette. 

Firenze, domenica 26 aprile 1478. Durante una messa solenne celebrata dal cardinal Riario, i congiurati levano il pugnale su Giuliano de’ Medici, fratello del Magnifico. Per vendicarsi, Lorenzo sparge molto sangue: la città, culla del Rinascimento, per settimane vede le sue strade tinte di rosso. Perché Giuliano è morto? In fondo l’egocentrismo di Lorenzo lo aveva portato a rimanere fuori dalle decisioni importanti, secondo violino rispetto al Dominus della Signoria. Ora, mentre si accusa per quella sciagura, il Magnifico rivede i volti di coloro che hanno voluto colpire i Medici: Francesco Salviati, roso dall’invidia; Jacopo de’ Pazzi, assetato di vendetta; Antonio Maffei da Volterra e finanche Federico da Montefeltro, che un giorno lo aveva tenuto a battesimo. E se fosse stata una passione amorosa ad aver deciso la tragica sorte del fratello?

Queste pagine scandiscono amori e intrighi, ricordando che la seduzione del potere è la più diabolica delle lusinghe. Le malerbe esistono ma il calcedonio viola  a volte riesce a scacciare le illusioni che scodella il diavolo, perché dona chiarezza di vedute. Lo ha scritto Arnoldo il Sassone, nel suo Il potere delle pietre. Una crosta di nuvole si addensa sulla Signoria; va difeso il destino della casata dalle trame di personaggi che hanno molti segreti, portati in scena tra Venezia, Firenze e Trastevere. In Vaticano la complicità non è reato mentre l’omertà è spesso ritenuta un dovere. Ma a Palazzo Medici l’informazione serve più delle preghiere, perché dalle soffiate dipendono le fortune in affari.

Lorenzo il Magnifico ritiene che l’amore la paura non vadano d’accorso. E tra le due, dovendo scegliere, crede sia più utile la paura. Meglio essere temuti che amati. La responsabilità del potere non fa sconti. Cosimo lo aveva detto: non tutte le groppe vengono al mondo capaci di portare carichi simili; perciò chi può farlo deve sacrificarsi per gli altri e camminare in solitudine. La fame è la migliore risorsa del falconiere: se la bestia capisce che può avere cibo dalla mano dell’uomo, allora gli si affezionerà e caccerà con lui più volentieri. Quale grado di franchezza può sopportare la carne di un uomo?

Clarice Orsini è bella ma Simonetta Vespucci è una dea in terra e condanna il cuore di Giuliano a una rincorsa senza fine. La passione di una donna tiene lontana la morte. E’ questo anche il destino di Semiramide e della sua carne ancora chiusa, che porta alla follia il desiderio di Giuliano. L’ossidiana tagliente dei suoi occhi sta insieme agli ishirini, i piccoli cubi d’avorio simili ai dadi da gioco, che la bella Samira farà danzare sopra i dubbi di Giuliano. Arriva l’ombra sulla borrana fiorita nel prato, sta per scoccare l’ora della congiura de’ Pazzi. Un vecchio libro del medico-alchimista Arnaldo da Villanova rivela la misteriosa sequenza di cifre impressa sul sigillo che turba Clarice. La fattucchiera Bellezze e il suo cappio faranno il resto: la lama che doveva tagliare la gola al Magnifico ha infierito sulla corda di quel capestro.

Un odioso tradimento si è consumato sotto l’insegna del Marzocco ma la fine non è scritta con la pece: un frate che pare uscito dalle ombre condurrà Lorenzo a trovare il figlio che Giuliano ha avuto da Fioretta. Il sangue dei Medici continuerà a scorrere, stavolta per la vita.

Barbara Frale ancora una volta cattura il lettore con un romanzo imperdibile.  


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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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