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Presentati a Roma i risultati operativi del Comando Tutela Lavoro e dei Nas nel contrasto al lavoro nero e al caporalato

CAPORALATO E LAVORO NERO. L'IMPEGNO E I RISULTATI RAGGIUNTI DALL'ARMA

Sono oltre tremila in totale le vittime di sfruttamento lavorativo scoperte dai carabinieri.

di Silvia Gambadoro


:: Attualità

Gio 21 Novembre 2019 - 07:34


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Lavoro nero, caporalato, truffe ai danni di enti assicurativi e previdenziali  o per  intascare indebitamente il reddito di cittadinanza lavorando in nero. Il contrasto  all’illegalità e alle varie forme di sfruttamento operato dalle Unita’ specializzate dell’Arma su tutto il territorio nazionale  ha raggiunto risultati confortanti,  come dimostrano i dati presentati a Roma alla presenza del ministro della Salute Roberto Speranza e del sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi.

L’impegno dei Carabinieri, agevolato anche dalla legge sul caporalato del 2016,   ha prodotto un significativo incremento delle attività repressive:  le ispezioni  negli ultimi due anni sono aumentate del  260 % , rispetto agli anni precedenti, con 756 persone deferite all’Autorità Giudiziaria e ben  164  in stato d’arresto. La task force dei Carabinieri  ha all’attivo 28 mila blitz nelle aziende, 5mila denunce e circa 30 milioni di euro recuperati per evasioni contributive.  Un obiettivo raggiunto grazie alla stretta sinergia con  l’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Inps, Inail e Asl, e a un lavoro capillare effettuato con le Stazioni territoriali dalle Unità Specializzate come i Nuclei Ispettorato del Lavoro, i Nuclei Antisofisticazione e Sanità e con il supporto dei nuclei Elicotteristi.

"Negli ultimi due anni l'azione è stata efficace frutto di una pianificazione preventiva, grazie alla legge 199 del 2016. Abbiamo unito le forze, è stata disposta una pianificazione su due reparti Tutela Lavoro e Tutela Salute, il tutto valorizzato dalle informazioni che noi riceviamo dai reparti territoriali", ha detto il generale Adelmo Lusia capo del comando Tutela Salute, nel corso della conferenza stamoa.

Lo sfruttamento del lavoro e  il caporalato rappresentano una piaga sociale diffusa su tutto il territorio nazionale,  e la povertà alimenta il fenomeno:  le principali irregolarità riscontrate sono le retribuzioni  irrisorie ( 263 casi) le condizioni di igiene e di sicurezza precarie (239) gli   orari di lavoro massacranti e senza riposo. Condizioni già terribili, a cui vanno aggiunte aggravanti come le violenze o le minacce, l’esposizione a pericoli e addirittura il reclutamento di minorenni.

Nel biennio 2018-2019 sono stati oltre 3mila i lavoratori vittime di sfruttamento scoperti dai carabinieri. Sorprende anche la significativa  incidenza dei lavoratori italiani (344), vittime  del caporalato o di altre condizioni di sfruttamento  a cui si aggiungono gli stranieri fra cui romeni (600), pakistani (500), cinesi (300), marocchini e bengalesi (200).

Se il 51 % dei casi accertati di caporalato è tra i lavoratori agricoli, il terziario è il secondo settore interessato. “Si pensa all’edilizia  ma invece il terziario ricopre una percentuale che sotto  certi aspetti ha sorpreso anche noi” ha commentato il generale Gerardo Iorio comandante del Nucleo tutela lavoro dei Carabinieri. Un fenomeno presente anche  al nord, dove agisce nel terziario, nel mondo della sanità, nel settore delle consegne a domicilio, nell’alta moda. Per quanto riguarda il lavoro nero, su  oltre 100.000 mila controlli sono state riscontrate irregolarità  quasi nel 30 % dei casi. Ancora una volta il triste primato spetta al  sud, con circa il 48 %.A seguire il 21% nel centro Italia, 19 % nel Nord ovest e il 13 % nelle regioni del nord est.

Dura la condanna del Ministro della Salute Roberto Speranza,  “La posta in gioco è il rispetto dell’articolo 1 della Costituzione. Ogni volta che  il lavoro è nero, ogni volta che il lavoro è sfruttato in maniera impropria, ogni volta che ci sono casi di caporalato si sta violando l’articolo 1 della nostra Costituzione”. “La mia prima iniziativa insieme al ministro del Lavoro è stata quella di far partire un tavolo sulla sicurezza del lavoro – ha aggiunto Il ministro Speranza.
“Ogni fenomeno da nord a sud che contrasta con questo principio deve essere risolto ed è al centro dell’agenda di governo. Alla norma deve seguire un impegno concreto, abbiamo individuato la strada giusta e ora dobbiamo insistere. Aggiungo un sentimento di gratitudine e orgoglio da parte del governo nei confronti dei militari dell’Arma”.

 

 

Nella foto, da sinistra a destra:  il gen. Adelmo Lusi, Comandante del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, Roberto Speranza, Ministro della Salute,,  il sottosegretario al Lavoro Francesca Puglisi, il gen.  Gerardo Iorio a capo del Comando Tutela Lavoro.

 

 


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Registrazione Tribunale di Messina Registro Stampa n.7 del 20 Maggio 2014
Direttore Responsabile Mimma Cucinotta - Condirettore Domenica Puleio - Direttore Editoriale Silvia Gambadoro


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